PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

venerdì 19 agosto 2016

Size matters, age matters...

Mi devo scusare per aver promesso di scrivere dei post riguardanti alcune interessanti riflessioni nei commenti senza poi dar seguito, ho avuto un pò da fare ultimamente.
Recupero ora con un post riguardante un paio di questioni tipicamente fraintese (o meglio dire, volutamente fraintese) nel mondo delle arti marziali:

"Le arti marziali sono alla portata di tutti, indipendentemente dall' età."
"Le arti marziali colmano il gap fisico, il piccolo sarà in grado di vincere il grosso."

Ed è superfluo ribadire come questo messaggio venga ben pubblicizzato soprattutto nelle AMT.
Prima di tutto ritengo importante chiarire un aspetto dell' affermazione a costo di sembrare banale: tutti possono scegliere di praticare arti marziali, così come tutti possano scegliere di andare a praticare rock acrobatico, free climbing o immersioni subacquee.
Inutile aggiungere la differenza tra il provarci e il riuscirci, perchè alcune attività fisiche semplicemente non sono alla portata di tutti per età, struttura fisica, predisposizione mentale e capacità pregresse.

Non mi va di fare un post noioso per spiegare l' ovvio, mi limiterò a raccontare degli aneddoti, alcuni dei quali già presenti nei commenti passati ma mi rendo conto che siano di difficile reperimento.

Il primo esempio che mi viene in mente è quello di un paio di signore che vennero a provare una lezione, parliamo di svariati anni fa quando ancora praticavo AMT.
Naturalmente era uso pubblicizzare l' inizio dei corsi con i soliti volantini e dichiarazioni sul web in cui si assicurava la possibilità di praticare per tutti "dai 0 ai 90 anni, senza distinzioni di sesso, età o costituzione fisica", nella sottintesa speranza che colpisse soprattutto ragazze procacissime in hot pants con gli occhioni grandi grandi.
E' ancora oggi un must delle AMT, lo vedete tranquillamente ovunque soprattutto in questo periodo.
Tornando alle nostre signore, ricordo che quando le vidi all' ingresso nemmeno presi in considerazione l' idea che fossero lì a provare ma venni smentito con profondo orrore non appena entrarono in sala con noi.
Immaginate due signore più verso i 60 che i 50, coi capelli visibilmente tinti, ad occhio 1,50m di altezza per una settantina di chili, vestite come per la sagra di paese con tanto di ampia scollatura ricamata, collane ed orecchini tipo Baracus... lì per imparare le favolose arti marziali con capriolette, calci in faccia, bastoni roteanti e magli perforanti.
Si sconvolsero all' idea di dover praticare a piedi nudi (rimasero in calzette che ovviamente si smerdarono entro due metri), si fermarono dopo un giro di corsa della sala, mostrar loro una capriola a terra prese non meno di cinque minuti a tentativo con tutti gli altri in attesa del loro turno...

Non riesco a spiegare la sensazione di profondissimo disagio che si prova quando qualcosa è completamente fuori posto, sbagliata, fraintesa nel più sconvolgente dei modi.
E badate, non ne faccio una questione offensiva verso la loro persona, tra l' altro erano lì in spirito e chissà quanto se la saranno risa il giorno dopo; Ma era più che evidente che il messaggio promozionale tanto abusato aveva infine portato ad un fraintendimento piuttosto imbarazzante.
Non certo da parte delle signore, del tutto "incolpevoli" in quella circostanza, ma da parte nostra che continuavamo a promuovere lo stile con questa apertura.
Come del resto facevano tutti gli altri e piaceva ribadire ai maestri nell' esaltare lo stile.

Oppure c' è stato un signore altrettanto su di età che dopo aver raccontato di quanto fosse figo ed atletico settantordici anni prima non possedeva letteralmente la coordinazione per saltare a piedi pari un ostacolo di 20cm da terra.
Era talmente scoordinato che ingarbugliava le sue stesse braccia provando ad imparare le parate base, gli dicevi di fare un movimento in senso orario e pur avendo capito il concetto partiva con l' altra mano e nel senso opposto.
Se non altro alcuni di questi episodi mi fecero riflettere sull' assurdità di certi metodi didattici, spesso lontani dalla logica, dalla biomeccanica e dal semplice buonsenso.

Aldilà di questi aneddoti ho imparato quanto sia falsa l' affermazione che si possano praticare arti marziali a tutte le età, figuriamoci iniziarle da zero in età già avanzata.
Ho amici pieni di acciacchi che con tutta la passione possibile non possono più permettersi certi movimenti, una certa intensità o velocità, certi tecnicismi.
E non è nemmeno questione di arti funzionali, dove al contrario la cosa è ancora più marcata, semplicemente certi traguardi non sono più ottenibili.
E vorrei ricordare che quando l' obiettivo è "sapersi difendere da un aggressore", l' intensità, la cattiveria e tutte le brutte cose possibili restano le stesse.... sì, ma per l' aggressore.

Quella della stazza che non faccia testo è poi un classico dei classici, una delle bugie più dure a morire nell' ambiente marziale.
L' idea è che per quanto tu sia piccolo e fisicamente insignificante grazie ai colpi cinesi sia comunque in grado di abbattere Boagrius il Tessalico.
In questo senso mi torna alla mente un episodio abbastanza recente, durante una lezione di difesa personale alla quale ho assistito.
Studiavano lo scenario di una donna schiena a terra con un uomo sopra e di quello che avrebbe potuto fare per disimpegnarsi.
Immagino che i più esperti avranno visualizzato chissà quante tecniche di BJJ, o JuJutsu, o Judo, o Killer-Paua-Israeli-Mothafucka-Jeet-Cul-Do-Defense....
Il problema è che sotto stava questa signora di 1,40m e sopra un ragazzone più alto di 50cm buoni.
Le tecniche provate semplicemente non le erano possibili. A livello proprio meccanico, mancavano i presupposti per eseguire i movimenti, la forza, l' agilità, la lunghezza degli arti, la distanza.
Nella situazione reale il ragazzo l' avrebbe anche colpita, o l' avrebbe asfissiata semplicemente scaricandole addosso il peso: hai voglia a venirne fuori da lì.
Poi come da copione scoppiarono tutti a ridere.

Io sono tutt' altro che misogino (non ho ancora nemmeno capito cosa sia in effetti la misoginia, giuro) ma ho assistito a scene simili durante tutto il mio percorso marziale, negli ultimi anni anche nel contesto lottatorio, sai, quello "che funziona" e dove le ragazze che si impegnano imparano "per davvero".
E beh, non ho mai avuto dubbi sul fatto che mettendo da parte regolamenti sportivi vari quando ti trovi davanti un avversario oggettivamente più leggero, dalla struttura fisica più sottile, più basso... insomma, le probabilità di vincerlo anche per pura Forza Cinghiale® sono troppe.
Valeva per loro, vale per me, che quando mi sono confrontato con gente al limite dell' obeso (ma cosciente di cosa dover fare) non di rado ho avuto la meglio solo per una questione di fiato ma se solo mi salivano sopra ero come un pulcino sotto un camion.
Ed eviterei di chiamare in causa atlete di livello internazionale di arti funzionali a sostegno del contrario, come continuo a ripetere a me piace parlare di persone normali che puoi trovare in qualsiasi corso medio nei nostri paesi.
(Tra l' altro anni fa ho avuto anche modo di confrontarmi con un' atleta che poi ha raggiunto traguardi di livello mondiale nella sua specialità, e ricordo di come andassi col freno a mano durante lo sparring proprio per non renderlo inutile; La mia abilità tecnica era inferiore alla sua, ma se avessi voluto sopraffarla a tutti i costi mi sarebbe bastato poco).

Quindi le donne sono destinate a soccombere alle aggressioni in quanto donne?
Proviamo a ribaltare la situazione con un altro aneddoto vissuto e altrettanto sconsolante.
Stavo lavorando e mio malgrado una cliente venne a sapere della mia pratica di arti marziali, al che iniziò a raccontare una sua esperienza.
Mi raccontò con grande enfasi di come un giorno se ne stava passeggiando tranquillamente in centro ed un marocchino (non chiedetemi come lo sapesse) le passò di fianco in corsa, scippandola della borsetta.
Con movimento fulmineo lei riuscì a dargli una sberla, o forse gli tirò una scarpa non ricordo bene, ma la sostanza non cambia: il delinquente si diede alla fuga dolorante lasciando il maltolto.
Quale grande dimostrazione di autodifesa!
Mentre ascoltavo sconsolato il racconto, nella mia testa i tasselli della contestualizzazione erano già andati al loro posto: la tizia era un essere abnorme, più di 1,80m di altezza, obesa ma non flaccida, con le braccia più spesse delle mie gambe.
A completare il quadro, e non è poco, dichiaratamente lesbica "lato-maschile", capelli gialli canarino a spazzola, indole aggressiva nei modi, nelle parole e negli atteggiamenti: insomma, non raccontiamoci che una donna del genere possa far testo nella questione.
(Non so se esista una parola per definire "lesbica lato-maschile", boh.)
O vogliamo raccontare che una donna simile non si sia difesa con efficacia soprattutto grazie alla sua stazza ed indole?
Vogliamo raccontare all' omino mingherlino e spaurito, quello patito di manga e cosplay metrosessuali che rifugge la violenza tranne che nei telefilm di Xena, vogliamo dire anche a lui che possa avere la meglio sulla donna descritta grazie ai segreti del kung fu?

Purtroppo stazza ed età sono parametri che fanno la differenza, non in senso assoluto questo sì, ma invito a fare una riflessione sul punto affrontato prima: come mai nessun anziano si presenta ad un corso di arrampicata?
Niente signore in tenuta da balera al corso di base jumping?
Nessun obeso al corso di kayak, di ginnastica artistica o di parapendio; Nessun rachitico che si presenti per fare rugby, nessun nano che voglia giocare a volley o basket, nessuna vecchietta che voglia provare speleologia...
Lo capiscono da soli che non sia cosa; E invece vedi pratiche di combattimento violento corpo a corpo pubblicizzate come alla portata di tutti.
Forse c' è qualcosa che non va.

28 commenti:

  1. Il "Davide che abbatte Golia" insomma,è più l'eccezione che la regola.Arte una domanda che si discosta dal post,ma il moderno "pancrazio" che è saltato fuori ultimamente è davvero pancrazio o una sua "ricostruzione" ?O sopratutto un qualcosa elaborato per contrastare lo "strapotere" delle MMA (tradotto,trovata commerciale)?
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=video&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjs-6nm0dTOAhUsLcAKHUAtCAAQtwIIKDAC&url=http%3A%2F%2Fwww.pancrazio.org%2F%3Fpage_id%3D130&usg=AFQjCNGCBfHQCG54Euam1DGFfFsAWF1FRQ&bvm=bv.129759880,d.d24

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    1. Buongiorno Andrea, di solito quando riporto questi aneddoti qualcuno se ne viene fuori con aneddoti opposti in cui il proprio maestro/amico/personaggio-a-caso abbia sconfitto un bestione di 60Kg più pesante;
      Io ci provo a contestualizzare la cosa, che si stia parlando di gente preparata contro gente PER NULLA preparata, che le cose cambino in modo esponenziale non appena quello più grosso abbia due nozioni o valore di "cazzimma" superiore allo 0, ma proprio non c'è verso di farlo capire: la vedono perlopiù come una specie di rivalsa, o di offesa personale.
      Chi lo sa. E chissenefrega, detto tra noi, chi lo vuole capire lo faccia.
      Conosco anche io gente più piccola che le suona a gente più pesante ma guarda caso sono persone più che esperte e fanatiche, con caratteristiche al limite del criminale e contro gente molto, ma molto meno esperta...
      E in ogni caso a me piace parlare di medie statistiche alla portata di tutti, non dei casi singoli che però in tanti vogliono riportare come valore universale.

      Venendo alla tua domanda, beh guarda, ho aperto il sito, ho guardato i video e ho chiuso.
      Per quanto mi riguarda trovo vergognoso proporre un' arte antica e rispettabile come il Pancrazio in salsa AMT spudorata, con tanto di esibizioncine svolazzanti e saltellanti, sezioni di "difesa personale" (!!!!!), etc.
      E' chiaramente una ricostruzione commerciale volta a sfruttare un' IDEA che faccia colpo, quello che si vede è tale e quale ai corsi di Cin Ciun Ciao in varie salse.
      A me spiace far la parte del denigratore a prescindere, sono certo che i loro praticanti si divertano e si trovino bene, ma invito a seguire una logica molto semplice: il Pancrazio ERA uno "sport" antico in cui la gente si ammazzava di botte, nel vero senso della parola;
      Questa cosa fa figo nell' immaginario comune tanto quanto la storia della cinesina Ng Mui o dei monaci Shaolin che spaccano il culo ai passeri o ancora dei Samurai con il loro falso onore e saggezza (ahahah);
      Fa ancora più presa su quelli che nutrono i primi dubbi riguardo alle AMT asiatiche, perchè in fondo sanno che dal Pancrazio siano derivate discipline concrete e rispettate quali la lotta greco-romana e chissà cos' altro;
      Tutte queste persone fanno parte dello stesso target, gente affascinata dall' IDEA di praticare qualcosa di letale, ma non disposta ai sacrifici e alla durezza dell' allenamento degli stessi sport derivati dal Pancrazio, lotta su tutti.
      E soprattutto, gente non disposta al confronto, alla possibilità di perdere, di farsi male, di scoprirsi magari per nulla portati.
      RACCONTANO di studiare qualcosa che andava persino aldilà delle moderne MMA, ma poi in una gabbia a spaccarsi comunque di botte (senza restare menomati) non ci vogliono entrare nemmeno per scherzo... E siamo sempre lì.
      Volersi SENTIRE Spartacus redivivo e RACCONTARE di allenarsi allo stesso modo di chi va sui ring o nelle gabbie: ed ecco sfornato il nuovo stile adatto a tutti da 0 a 90 anni, soprattutto se sei una Ragazza etc®...
      Oggi nessuno praticherebbe Pancrazio nemmeno se fosse legale e sicura l' eventuale ricostruzione storica, cosa che peraltro NON E' e non è possibile ottenere.

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    2. Sempre un piacere leggerti Arte,e buondì anche a te.
      Ricordo una volta di aver visto l'annincio di un istruttore di Krav Maga,un bestione muscoloso istruttore di bodyguard,che nell'annuncio del suo corso "sfidava" (ottimo esempio di onestà questo) chiunque a batterlo,avendo come premio una lezione gratis...chissà cosa avrebbe fatto se gli si fosse presentato davanti qualcuno con un fisico ed una stazza analoga alla sua...

      Un altro argomento fuori post,che ho dimenticato prima di aggiungere:quando si praticano o si sono praticate più discipline (mi riferisco a quelle funzionali,che hanno un comune denominatore non da poco,il confronto).

      Mi spiego...ormai non ci crede (quasi) più nessuno che per padroneggiare una singola disciplina occorra una vita (MMA vedasi),ma quante discipline,realisticamente,una persona può davvero padroneggiare? Quanto conviene estendere il proprio arsenale di tecniche? Quando è il caso di scremare e aggiungere? Come destreggiarsi poi in discipline diametralmente opposte e mischiare il tutto al momento del bisogno?Ma poi è il caso di parlare di tecniche o più semplicemente di "regolamenti" che ci sono nelle varie specialità? (che magari si fa meno confusione):mi è venuto in mente perchè qualche giorno fa ho gettato un occhio sul solito libro del solito maestrone in cui scriveva di aver praticato 14 (!) discipline tradizionali,senza citarle chiaro...

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    3. Avevo parlato dei maestri Tuttologi in un post del primo anno ("I maestri di Tutto"): il punto è che discipline di vario tipo possono anche essere complementari ma inevitabilmente si finisce per non padroneggiarne nessuna nello specifico, soprattutto se si vuole competere.
      Non c'è il tempo per allenarne una bene, figuriamoci due o tre!
      Chi sostiene di conoscere n stili in sostanza manifesta l' inconsistenza delle differenze, giacchè nelle AMT puoi parlare di stile diverso cambiando divisa, facendo un saluto diverso, mettendo il pollice a 46 gradi invece di 45, farneticando di un concetto astratto al posto dell' altro o mischiando il tutto e raccontando di volta in volta, a seconda della situazione, di come tu abbia assimilato... i principi!
      Curioso come non si senta mai un pugile affermare di essere anche un greco-romanista, un nak muay fare l' esperto di krav maga e savate, un jiujitero andare ad insegnare anche al corso di scherma...

      La questione del bagaglio tecnico è abbastanza personale, posto che alla fine le tecniche che riescano siano giusto un mucchietto striminzito; Il bello delle arti funzionali è che questo sia composto da cose comunque dimostrabili, sta a ciascuno prendere ed allenare ciò che ritenga buono PER SE'.
      Capisci poi che in uno sport come la Boxe in cui oggettivamente i tecnicismi si esauriscano a breve, la differenza la fa chi riesce a perfezionare tutto il corollario di abilità necessarie per colpire e difendersi MEGLIO dell' altro... e questo è in fondo ciò che fa la differenza man mano che le competenze si equivalgono.
      Laddove nelle AMT spesso il grado superiore dipenda proprio da una conoscenza maggiore, ma in quantità, di tecniche, forme ed esercizi.
      Mischiare striking e lotta in realtà è abbastanza automatico, e se ci pensi bene è già insito in ciascuno di noi prima ancora di metter piede in palestra; E' la specializzazione che al contrario finisce per "castrare" le potenzialità di combattimento se non consideriamo un regolamento sportivo.

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  2. Pratico powerlifting, in passato ho fatto wing tsun per poi passare prima alla kickboxing e poi al pugilato.
    Qualche tempo fa feci visita al mio ex maestro di AMT e, sotto la sua richiesta, mi allenai con i suoi allievi.
    Nonostante non io non faccia più i guanti da diverso tempo, posso assicurare che pesare 80 kg ed essere abituati a sollevare quintali ( non in senso metaforico) dia un grande vantaggio rispetto a questi sedicenti ninja.

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  3. Ciao ho letto quasi tutto il tuo blog e mi trovo d'accordo con te nella maggior parte dei casi. Scusa per la lunghezza del messaggio, ma ti chiedo di aiutarmi con un consiglio e magari togliendomi qualche dubbio: due anni fa decisi di iniziare a praticare arti marziali con molta volontà e l'obbiettivo di imparare a combattere seriamente senza avere alcuna conoscenza a riguardo, per questo motivo mi informai su internet. Capii che ogni pratica aveva i suoi pro e i suoi contro e che l'ideologia migliore era quella delle mma: prendere da ogni disciplina ciò che funziona e unire il tutto senza specializzarsi nell'una o nell'altra. Volli iniziare dal karate shotokan JKA (associazione che prevede gare di combattimento libero con controllo dei colpi, ma poi in realtà nelle gare se ne prendono parecchi) perche mi sembrava la più completa. Durante il primo anno mi diedero le basi, durante il secondo (cioè fino a qualche mese fa) sono passato all'agonismo, allenandomi quasi solo nel combattimento libero e facendo qualche gara (in questa palestra si fa quasi solo combattimento finalizzato agli incontri punto-stop e poche cavolate tipo kata etc., inoltre mi tutti mi hanno fatto notare come in poco tempo sia diventato molto bravo). I suoi punti deboli penso che siano la mancanza di ganci, il dover fare "kiai" durante un colpo che espone la mascella a lesioni e l'impostazione stile scherma nel combattimento. I suoi punti forti credo che siano l'utilizzo di guantini (rendono il combattimento piu vicino alle mani nude), il focus sul timing e la velocità. In ogni caso mi diverto molto a fare acrobazie quindi ho praticato in parallelo per questo anno kung fu tradizionale che mi è servito molto per il potenziamento muscolare di alto livello compreso nel corso, lo stretching, e appunto diverse acrobazie che però non hanno niente a che fare con il combattimento. Mi ha deluso perchè si è fatto poco combattimento libero anche se buono (stile sanda). A questo punto mi ritrovo a dover decidere cosa fare per questo terzo anno. Mi piace molto come combattono nel sanda (sanshou) e nel nippon kempo perche comprendono le proiezioni (secondo me necessarie), ma essendo poco diffusi ho paura di non trovare palestre di buon livello o vicine a casa, altrimenti pensavo di continuare karate e contemporaneamente fare kick-boxing/muay thai (il karate servirebbe per mantenere l'abitudine ai guantini e le proiezioni). Oppure sarebbe meglio judo + muay thai/kick/mma? Non mi fido molto dei corsi di mma perchè ho paura di trovare gente poco specializzata e noto comunque che una specializzazione maggiore in determinate discipline è necessaria.
    Scusa la confusione, ho provato a organizzare le idee il più possibile ma è complicato. In ogni caso farò diverse prove in molte palestre per esplorare ambienti nuovi e continua così con il blog perche anche tu mi hai aiutato a capire diverse cose ;)

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    1. Ciao, va da sè che gli stili in cui si faccia semi-contact (punto-stop) non diano una visione completa del combattimento, nonostante le castagne arrivino pure lì.
      Il rischio è di abituarsi troppo all' idea del colpo risolutivo senza allenare combinazioni o transizioni varie.
      Se hai fatto Sanda è già buona cosa, mentre non capisco molto l' associazione Karate->proiezioni: le proiezioni allenate in qualsiasi stile non lottatorio non sono affatto la stessa cosa.
      Di solito le accoppiate migliori sono quelle di stili complementari, uno di lotta (judo, libera, greco-romana, sambo, bjj...) ed uno di striking (muay thai, kick, savate, boxe, kyokushin...), ma rigorosamente full contact.
      Se vuoi provare un corso di MMA ti basta fare una ricerca sul team in questione per capire se facciano competizioni e soprattutto se non sia il solito corso del maestro di kung fu riadattato.

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  4. Grazie per i chiarimenti. Hai ragione sul fatto che il combattimento semi-contact sia forzato, infatti non lo capisco e non piace neanche a me, anche se il metodo di combattimento moderno nel karate jka (così ha detto il mio maestro) consiste non più nel cercare il singolo colpo risolutivo, ma nell'andare avanti con diverse combinazioni anche dopo i primi colpi andati a segno, quindi forse anche il karate si è rinnovato in questo senso (anche se nelle gare ci si ferma per forza al fischio dell'arbitro).
    No, hai letto male, io non ho mai fatto sanda, ma nel corso di kung fu che ho frequentato oltre alle cose che ho scritto si faceva ovviamente combattimento libero e questo era in stile sanda (non lo stile della mantide o cazzate del genere) anche se come ho scritto si faceva raramente in quanto il kung fu tradizionale include anche acrobazie, forme etc. e questo è il motivo per cui voglio abbandonarlo per passare ad uno sport di solo combattimento.
    Associo il karate alle proiezioni perchè si usano, sebbene come hai detto tu sia totalmente diverso allenarsi in uno sport dedicato principalmente ad esse come il judo, rispetto a farle quando capita l'avversario vicino nel karate. L'ho scritto perche so che nella kick non si usano (non sono sicuro della muay thai) e se facessi una di queste due mi mancherebbe quell'aspetto. Hai ragione anche sulle accoppiate lotta+striking e per questo sto pensando se abbandonare il karate (mi dispiacerebbe perchè è davvero una buona palestra) e quindi unire magari il judo ad una disciplina di striking come muay thai, kick etc., oppure continuare con il karate e fare contemporaneamente qualcosa di piu completo come mma, nippon kempo o sanda (che comprendono le proiezioni). Penso che deciderò in base a cosa trovo di buono vicino a me. Come avrai capito mi piacerebbe cambiare e imparare diversi stili e al momento la combinazione sanda + judo mi sembra divertente. Un'ultima cosa: in allenamento a karate i colpi al corpo tendiamo a darceli senza sconti (tranne magari i calci circolari alle costole), mentre al viso, sebbene si dica di controllare un pò di piu, spesso arrivano praticamente a piena potenza perchè non sempre è possibile calcolare bene la distanza (a volte anche i calci arrivano al viso, ma quelli mai a potenza piena). La domanda è: come funziona nelle altre arti marziali? Dipende a seconda dello stile o del maestro? Nella muay thai ci si spara low kick a piena potenza alle ginocchia in allenamento? Nel kyokushinkai ci si manda a k.o. a suon di calci in allenamento o nelle gare, escluse quelle mondiali? È vero che ci si allena a piena potenza al sacco e con i pao, e già questo potrebbe rendere in grado di sviluppare una potenza maggiore, ma per curiosità volevo sapere c'è una cosi grande differenza tra un karate in cui ci si allena per un combattimento semi-contact e una kick dove ci si allena per un full contact, insomma hai capito, vorrei e ti sarei grato se mi chiarissi le idee sotto questo aspetto :)

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  5. Reputi lo shotokan sportvo uno stile funzonale ad un combattimento reale ?? Discutevo con un mio amico qualche e la mia idea è che non è per nulla funzionale: i pugni si tirano in modo non funzionale (kizamizuki, jacuzki etc) e tra il contatto è troppo leggero anche per essere considerato semi o light contact...Io lo reputo un gioco, più che un combattimento, il mio amico invece la penava in modo diverso, Qual'è la tua opinione ??

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    1. Beh, va sempre considerato che un pugno è sempre un pugno, non è che non faccia male; Il problema di cui parlavo è piuttosto l' attitudine a non affondare che può derivare da questo tipo di allenamento e specializzazione.
      E' tipico dei praticanti di AMT in cui si enfatizza appunto la velocità di ritorno del colpo o la mancanza di combinazioni nella convinzione di dover tirare un solo colpo risolutivo.
      Tradotto: io uno gyaku tsuki sul naso non lo prenderei volentieri, nemmeno da un karateka shotokan.
      E' tutto il corollario a fare la differenza, soprattutto se parli di combattimento reale, dove le imposizioni dei regolamenti sportivi vengano meno.
      E' il solito discorso: allenandoti di semi o light contact impari anche a stendere pincopallini a mazzi di 10, ma quando ti trovi davanti qualcuno che tira di full le cose cambiano. Drasticamente.

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  6. Il punto del discorso secondo me è che con lo shotokan non acquisisci quell'attitudine mentale giusta per un combattimwnto reale... Cioè si, puoi avere velocità, timing, ma di fatto è un gioco...Per fare un esempio: se un pro di MMA fa a botte con una persona normale (che non ha mai fatto nessuna arte marziale funzionale o sport di combattimento) che pesa 20 kg in più ( di massa ) io punfo sull'atleta MMA, se al suo posto si trovasse un karateka shotokan di alto livello non scommetteri su di lui...Per il semplice fatto che non ho la certezza che lui abbia la giusta attitudine mentale..Lui si allena per fare un gioco, non un combattimento. Spero di essermi spiegato bene

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    1. Io preferisco parlare di gente che pratica arti marziali, di qualche tipo, che si trovi a combattere contro gente che pratichi arti funzionali.
      La gente priva di qualsiasi preparazione di combattimento viene più o meno picchiata anche dal kungfu-coso, ed è questo che in fondo genera tanti malintesi.
      Ribadisco: più lo stile allenato si avvicina ad una situazione totalmente libera e full contact, maggiori sono le chances di avere la meglio.
      E' per questo che l' ideale è sempre il mix tra striking, lotta con un' infarcitura di nozioni di difesa personale.
      Purtroppo quello che succede è che in molti stili di AMT si pretende di fare proprio questo!
      Sull' attitudine mentale non si può generalizzare troppo, comunque il concetto è quello.

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  7. vero.
    Peso e dimensioni contano.
    Si cerca di preparasi al meglio, di portarsi al 100% delle proprie possibilità.
    Questo si.
    Ma il mio 100% non sarà mai più il 100% che potrei aver avuto a 18 anni.

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  8. Quindi che fare se sei un ometto di 1 e 70 per 50 kg, calvo e che ha passato la 40ina? Un tizio mi ha consigliato di portarmi dietro un coltello ma non vorrei finire in carcere per possesso di arma.

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    1. "Quindi che fare" per cosa, esattamente?
      E' un pò una domanda retorica ma nemmeno tanto, dal momento che non viviamo nel mondo di Kenshiro e a parte i professionisti tutti studiamo arti marziali praticamente per diletto.
      Certo, avere nozioni di autodifesa torna sempre utile ma è proprio il motivo per cui la gente che partecipa a questo tipo di corsi è tipicamente la più improbabile, ne ho già parlato altrove.
      Il problema secondo me andrebbe risolto altrove, invece di pensare solo alle mossette, ai coltelli e ai film di briuuuus liiii.
      Intanto comincerei a mangiare un pò di più, a curare il fisico, l' aspetto, tutte cose che danno un' iniezione di autostima molto più del sentirsi "forse" potenziali killer...
      E detto per inciso aiuta anche ad essere visti meno come vittime predestinate.
      Essere calvi e ultraquarantenni non vuol dire un diavolo di niente, boh a me viene in mente un certo George Foreman, e chissà quanti altri personaggi che ad età molto più avanzate non si arrendono e sgobbano più di tanti metrosessuali ventenni che vedo in giro oggi.
      Che fare? Smettere di considerarsi inadeguati e tirare fuori gli attributi: pensa a quelli delle paralimpiadi...

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    2. per " che fare " intendo come fare a diventare una persona in grado di difendersi. Non per forza dobbiamo affrontare delinquenti vari, basterebbe anche sapersi difendere dai soliti idioti 14enni che vengono a suonare la notte al campanello di casa, peccato che sono già cristoni sopra al metro 80...

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    3. Scusa non voglio banalizzare la tua affermazione, ma se il problema dell' autodifesa nasce da QUATTORDICENNI che suonano al campanello di notte per fare le cazzate dei quattordicenni abbiamo un' idea molto diversa dell' argomento, e anche di questo ho già parlato ampiamente.
      Ad ogni modo io continuo a sostenere gli SdC come panacea principale nella crescita personale, fisica, mentale e sì anche in termini di autodifesa.
      Detto tra noi se un quattordicenne di 1.80 venisse faccia a faccia a fare il gradasso con me penso che non avrei bisogno di alzare le mani per rimetterlo al suo posto, anzi forse mi sentirei pure un pò verme se lo facessi, fare il gradasso a mia volta contro un pischello del genere...
      Mi viene in mente un episodio recente, ragazzini che mandano affanculo un mio amico mentre era fermo in macchina per farli passare, gli è bastato scendere deciso, andare in mezzo a loro e parlargli con un tono che ormai manca ai genitori "moderni": tutti zitti e pedalare, e non la racconto tanto per dire una banalità.
      L' autorità, la determinazione, il carattere, l' incutere rispetto sono cose che non passano dal sapersi difendere dalla Presa X al Collo.

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  9. il problema è che i giovani di oggi vedono l'adulto come un vecchio sfigato che non può fare loro del male, sono arroganti e maneschi, se aggiungiamo che ci sono molti giovani immigrati violenti il quadro si complica ulteriormente. Magari un italiano ti prende a schiaffi se osi rimproverarlo, mentre un immigrato caccia il coltello e ti manda dritto al creatore sapendo che grazie alle leggi italiane rimarrà impunito.

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  10. wow, "that escalated quickly"...
    Dei problemi del degrado della società penso sia inutile parlarne qui;
    Se torniamo alla domanda iniziale, preso atto delle motivazioni, la sostanza non cambia: alla fine ruota intorno al non essere visto come un vecchio sfigato...

    Per chi può permetterselo.
    Il "vecchio sfigato" invece, quello che è vecchio davvero e pure sfigato, andrà a fare Crab Magra per tre lezioni poi lo sodomizzeranno nè più nè meno.
    C' est la vie.

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  11. stiamo mancando il punto. Io considero le arti amrziali una truffa e una pagliacciata, quindi chiedo, escluso la via dei mongoloidi cinesi, come fare per difendersi efficacemente?

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    1. Sì ma non c'è mica una risposta universale, e a dirla tutta le arti marziali non sono una pagliacciata...
      Sono sopravvalutate, sono mercificate, alcune sono oggettivamente sviluppate in modo improbabile, ma tutto sommato restano un metodo di combattimento, che è quello che serve "per fare a botte", difesa o meno.

      Se vuoi LA risposta, io non ce l' ho di certo.
      Personalmente posso sapere con relativa certezza di sapermela cavare in caso di collutazione, conosco tecniche in grado di ammazzare Homo Sapiens... si vabbè, poi mi capita il tipo con la pistola, quello grosso due volte me, quello con gli amici in simbiosi, quello col leopardo da difesa...
      Insomma, non vuol dire un cazzo "sapersi difendere".

      Io di guai con la gente non ne ho mai avuti, non ho mai fatto risse da stadio e auguro la morte violenta a tutti gli Ultras di questo mondo, non ho avuto alterchi per parcheggi, non ho affrontato rapinatori in vicoli bui, e onestamente penso che l' uso del BUONSENSO sia l' arma da difesa più efficace che abbia usato in tutto questo.
      Niente cinesini nè colonnelli del Mossad, nè bistecconi tatuati.
      Se poi un giorno mi capiterà lo scontro senza cercarlo, me la giocherò AL MEGLIO delle mie possibilità, GRAZIE allo studio delle arti marziali in varie salse, studio che tra parentesi dura da tutta la mia vita, non da dieci lezioni di autodifesa.
      E ancora non sono affatto certo che me la potrò cavare.
      Quindi...

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    2. Dalla risposta che hai dato deduco che sei fortunato. Probabilmente sei fisicamente nella norma. Il problema é quando sei un ometto di 1 e 70 ( statura ottima per una ragazzina delle medie, non per un uomo cresciuto ) e sei consapevole che il 90% degli uomini é più grande di te e potrebbe mandarti al creatore con un solo pugno. La cosa più triste é che le donne questa cosa la sanno meglio di noi,infatti credo che la mia stazza inesistente sia stata la causa del mio scarso successo con le donne. Secondo te la boxe potrebbe essermi utile per avere almeno una chance in piú di riuscire a difendermi?

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    3. No, non sono affatto fortunato.
      Non sono alto, non sono palestrato, non ho le ossa di marmo, non sono cresciuto a Scampia nè ho l' indole di un rumeno (wtf?!?), non sono un campione, non vivo in palestra, non ho esperienze decennali di risse nelle carceri brasiliane, e così via.
      Però sono appassionato di arti marziali fin da bambino, le pratico da altrettanto e in generale le ho sempre vissute come parte integrante della mia GIORNATA, e questo è il motivo per cui storco tanto il naso quando sento parlare di corsi di difesa per gente che non vede il combattimento umano come "passione quotidiana", non so se mi spiego.

      Detto questo lasciami dire che il tuo è un ragionamento pessimista che andrebbe "risolto" a livello di mentalità, non è che incolpando la natura le cose cambino, anzi ci si deprime e basta.
      Io ho raccontato nel blog un pò della mia esperienza e di come anche io da ragazzino ero un pò lo sfigato della situazione, per fortuna ho imparato che le cose si possono migliorare, anche quando la natura ci ha dato poco (no, il pene resta quello che è, poco ma quanto basta, suvvia).
      Soprattutto ho imparato che a piangersi addosso non si ottiene un bel niente, anzi si viene derisi ancora di più.
      E' l' immagine che abbiamo noi di noi stessi che fa la differenza: se ti vedi come un povero omino piccolo e nero resterai tale; Pensa a Gary Coleman checcazzo dovrebbe dire...
      Io non ho gli strumenti per fare lo psicologo de no' altri, ma parlo con cognizione di causa per me stesso, e penso di conoscermi molto meglio di qualsiasi psicologo che mi faccia lo scan perchè ha letto i libri; E dico che l' autostima passa per la cura, quanto basta, per la propria persona e il proprio modo di approcciarsi agli altri.
      Sì, poi ci sono quelli che da sfigati derisi sono diventati arroganti in virtù del fisico/capacità acquisiti ma se uno è coglione dentro c'è poco da fare.
      La boxe la chance di difenderti meglio te la darebbe eccome, magari non fare come quel bastardo che ha ammazzato a pugni il vicino anziano (che magari lo avrà preso a parole, intendiamoci). Non funziona così.
      Al limite resta da vedere quanto tu sia disposto a frequentare un ambiente con persone dal carattere ben diverso.
      Tanti non lo reggono e finiscono a fare AMT, dove possono fare gli sbruffoni senza però subire la "sconfitta sociale" dell' essere pecore in mezzo ai leoni, e parlo di atteggiamento.

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  12. 1 70 50 chili.
    20 chili li fai in 2 mesi.
    No scuse tipo " non ho fame"
    T ingozzi.
    La boxe va bene,non fare bjj.
    Per il coltello: non preoccuparti.
    Non è che controlla no tutti..può capitare..come no..
    Se capita stai un ora in commissariato e perdi il coltello.
    Ne compri un altro e ricominci.
    Avere il porto di armi non da sconti sulla pena.
    Se ammazzi,ammazzi.
    In teoria il coltello è un aggravante,ma quando si parte,si parte.
    Posso dirti di fare la difesa passiva
    Del shang wu.
    Cioè " coltello a ventaglio a 180 gradi"
    In pratica tu muovi il coltello di fronte al tipo a semicerchio 180 gradi..
    E dici " non voglio ferire,non voglio problemi " ad alta voce..
    O cose simili..
    Se si avvicinano è un problema loro.

    Però basta col porto d armi.
    Qualcuno poi crede davvero che serva..

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  13. Certo è che se non si ha esperienza di combattimento, non si ha un carattere aggressivo e violento, non si è fisicamente prestanti, le possibilità di difendersi in caso di aggressione sono davvero poche a meno che uno non si armato. Comunque, la domanda che ha posto il signore è molto interessante, cioè come può un uomo non prestante e poco aggressivo farsi valere nel fronteggiare una possibile minaccia fisica? Io sono un profano, ma nella mia profonda ignoranza consiglierei di mettere su peso, correre per acquistare un po' di fiato, cercare di avere maggiore fiducia in se stessi.

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    1. Scusa il ritardo nella risposta, la risposta è sempre quella che ho già dato, semplicemente non può.
      Da anni film e storielle varie ci inculcano il pensiero politicalmente corretto a tutti i costi ma tutti sappiamo bene che nel mondo reale i limiti esistono eccome, e non serve portare l' esempio di un singolo eroe che ce l' abbia fatta quale indicativo per tutti.
      Io di queste persone senza speranza ne ho viste tante, principalmente nei corsi di autodifesa ed appare evidente come non potrebbero farcela nemmeno allenandosi per i famosi 10 anni, perchè gli mancano proprio le qualità base utili ad ottenere risultati in *qualsiasi* attività pseudo-sportiva, figuriamoci se di mezzo ci sono pure le botte...

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  14. Arte, qualche giorno fa ci fu un alterco tra due fighters UFC molto noti. E' possibile che un combattente professionista peso welter sia intimorito nell'affrontare un peso massimo ?? O secondo te è semplicemente scena ? Questo è il video
    https://www.youtube.com/watch?v=1LECVGM3RRI

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    1. Mah. Boh, non capisco che senso abbia commentare questa cosa, voglio dire: se si fosse intitolato "due coglioni galletti bisticciano in strada", nessuno avrebbe fatto alcuna supposizione sul perchè o il percome uno abbia fatto così o cosà.
      Questo è proprio il genere di cose da cui cerco di tenermi alla larga, questo voler masturbarsi mentalmente su episodi casuali e volerci trovare per forza una qualche spiegazione.
      Secondo me non è solo una scena tra le centinaia di migliaia che accadono ogni santo giorno da qualche parte nel mondo.
      Boh, scrivigli su twitter e chiedigli se ha avuto paura, o se l' angolazione del piede non era quella adatta, o se ha avuto la cacarella la mattina e quindi non era pronto, o se il maestro di Sinanju gli ha detto che quel giorno non avrebbe schivato le pallottole... boh.

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