PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

domenica 1 maggio 2016

Di nuovo a bomba sulla Difesa Personale "che funziona"!

L' altro giorno mi trovavo con amici insieme ad altre persone e tra una cosa e l' altra siamo finiti a parlare di vari episodi avvenuti in passato.
Nello specifico questi amici si sono messi a decantare le incredibili capacità del loro maestro di Wing Chun, al che ho drizzato le orecchie.
Si trattava di aneddoti che già conoscevo o ho vissuto di persona, però mi interessava vedere la reazione di queste altre persone a certe storie.

Il mio amico in particolare è un tipo grosso, un passato da bodybuilder, kick boxer (non ad un livello agonistico importante) e buttafuori.
Raccontava divertito di come ad una lezione il maestro (tipo piuttosto normale, per niente atletico) spiegava di come ci si potesse liberare dalla classica presa al collo a prescindere dalla muscolatura dell' avversario.
In quell' occasione il mio amico già se la rideva perchè ai tempi era al culmine della forma e non credeva affatto che i suoi quasi 100kg non avrebbero fatto la differenza.
E venne chiamato proprio lui per avere una dimostrazione!

Con il sorriso stampato si avvicinò al maestro e si misero in posizione, chiedendo rassicurazioni sulla sua volontà di fare sul serio.
"Si si, vai con tutta la tua forza!"
E così si mise a stringere come se non ci fosse un domani!

In un attimo gli occhi del maestro strabuzzarono, lo stava davvero mettendo in difficoltà!
A quel punto si rivolse alle antiche conoscenze segrete dei monaci shaolin e agli insegnamenti misteriosi della piccola monaca Ng Mui e applicò la più segreta delle tecniche difensive del Wing Chun: lo strizzacapezzoli!
E funzionò!
Il gigante muscoloso era in ginocchio dal dolore e ormai alla mercè dei famigerati pugni a catena e cazzilli vari.

Seguono altri aneddoti di episodi analoghi in cui il piccolo maestro sconfisse l' aggressore a suon di:

- capezzoli strizzati con le unghie
- indice inserito a mò di amo in bocca tirando come per pescare un Black Marlin
- varie palle strette fino a farne uscire una mousse
- etc

Ora.
Che gli ascoltatori rimanessero affascinati da questi racconti era abbastanza scontato.
Che il maestro fosse effettivamente riuscito ad avere la meglio sull' amico colosso, pure.
Ed infatti non ho mai messo in discussione il fatto che le possibilità di fare del male agli altri non si limitino di certo a pugni, calci o armbar.
Ma continuo a voler sottolineare con forza un aspetto che proprio non mi riesce di accettare: dove diavolo sta il valore di un' arte marziale se in sostanza le tecniche buone, quelle efficaci per davvero, quelle che risolvono le situazioni si riducono a questo?

Che razza di preparazione ci vuole per mordere, graffiare, strizzare, mettere le dita negli orifizi più disparati di un Homo Sapiens?
Dove stanno i famigerati insegnamenti dei saggi cinesini se dopo decenni a mimare esercizi finisci per cavartela con "tecniche" che si spiegano in cinque secondi cinque?

Perchè a quel punto qualsiasi arte marziale diventa buona, tanto un cazzotto o un calcio alla come viene riesci a tirarlo una volta che hai infastidito il tuo aggressore.
Ed ecco schiere di marzialisti pronti a spergiurare sull' estrema efficacia del loro stile e sentirsi in qualche modo più acuti e micidiali del povero atleta da ring/tatami.

E' per questo che quando si parla di difesa personale mi si rizzano i capelli, che tanto con un dito nell' occhio in pratica mettiamo a tacere anche Brock Lesnar (ed è così), se non fosse che magari pure lui quel giorno decida di fare altrettanto.
E tutte le arti marziali di questo mondo finiscono nel cesso nella risultante battaglia tra scimmie impazzite i cui colpi più elaborati passano dallo strapparsi i capelli al cercarsi le palle a vicenda per farne un soufflè.

Qualsiasi pincopallino svelto di mani e con abbastanza infamia diventa un super maestrone di quelli Veri, bullandosi però del valore dei propri allenamenti fatti di posizioni astruse o anni spesi a picchiare l' aria.
Quando vengono alle mani finiscono per smanacciare fino a che non si presenti l' occasione per tirare un normalissimo diretto o gancio (tecnica peculiare degli antichi orientali); E mai che venga applicata per davvero una delle mirabolanti deviazioni, controlli o parate non ortodosse allenate e presentate nei loro corsi.
Quando finiscono nel corpo a corpo se la cavano a rutti, scoregge, morsi ai testicoli o grida impietose; E mai che la loro decantata scioltezza si riveli decisiva (ricordo ancora con un senso di pietà la dimostrazione di come si potesse evitare di essere proiettati semplicemente rimanendo sciolti... vallo a fare ad un judoka di quelli giusti, per carità...).

Di solito piace anche raccontare le origini geografiche di questi personaggi, città o quartieri di gangster dove "dovevi saperci fare per davvero perchè altrimenti ti ammazzavano".
E io continuo a chiedermi se sia l' unico che accenda la tv e senta parlare di omicidi o regolamenti di conti a suon di pistolettate, nei quartieri che dicono loro.
Mai sentito di gente che si sia difesa da un proiettile, a parte Poliziotto SuperPiù si intende...

Perciò prima che vi incantiate davanti ai racconti di chi si sia difeso a suon di arti marziali, provate sempre ad analizzare con obiettività che cosa abbia fatto per riuscirci e se sia davvero riconducibile al tal stile.
E, il più delle volte, non è così.

40 commenti:

  1. Risposte
    1. Mi pare di averne accennato in altri post, del Kendo penso ci sia poco da dire: pur trattandosi di un' arte profondamente tradizionale e satura di etichette formali, imparano a darsele davvero le botte (con tutte le considerazioni del caso).
      Ma soprattutto, e cosa più importante nel contesto di questo blog, mai sentito di un kendoka che vada in giro a raccontare di spaccare teste di qua e di là, sproloquiare di autodifesa, pavoneggiarsi in qualche modo.
      E' un target di utenza diverso.
      Naturalmente quando ci sono tante formalità e racconti di pseudo-filosofia di vita è sempre facile scadere nell' onanismo marziale...

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  2. secondo me la questione è abbastanza chiara
    in un ring non c'è storia con o senza colpi vietati anche perchè non credo ci siano winchhungheri o getcunederi che abbiano l'incoscienza di salirci contro un pugile o un judoka

    per strada la cosa cambia perchè entra in gioco l'emotività o la rabbia per cui può capitare, come è capitato, che tyson pigli due schiaffoni così come il mio amico, decente peso medio, mulini in una rissa pugni a caso come non fosse mai salito in un ring prendendone pure: fosse stato lucido si starebbero ancora chiedendo che è successo

    detto ciò da ex judoka e ora aikidoka posso solo ripetere che in generale le arti marziali senza confronto libero (aikido per primo) sono ginnastica marziale assai inutile se non dannosa in uno scontro vero
    in generale gli sdc oltre a prevedere della reale preparazione fisica (cosa che fa spesso la differenza) come detto e ridetto allenano automatismi e abituano a ricevere colpi
    tom

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    1. Beh, di uinciun-cosi e gitcun-cosi vari che si cimentino in qualche match in realtà ne senti a cucchiaiate (è un pò una moda), ma il punto non è quello: il punto è che vanno a fare match di mma per raccontare (a ragione) di essere agonisti da SdC, tuttavia non li vedi applicare un bel nulla di quanto poi allenino nei loro stili.
      E siam sempre lì, dunque...
      Più si alza il livello dei match e più questa differenza diventa marcata, senza contare che raggiunta una certa soglia uno DEBBA allenarsi in modo specifico (leggi "come negli SdC"), ma dal momento che uno per passione continua a praticare ANCHE uno di questi stili finirà inevitabilmente per raccontarne il fondamentale apporto... coi princìpi.

      Tra l' altro quando stai per salire su di un ring/tatami per un match full contact, l' emotività e la paura sono compagni ben vicini, altro che nella strada cambia tutto.
      Certo, sono sensazioni diverse, ma di certo andare a prendere le botte sapendo che qualcuna la prenderai di sicuro non è proprio una passeggiata e chi lo ha provato lo sa.

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    2. concordo concordo
      parlo di strada non nel senso di aggressioni o pericoli reali ma solo come luogo di relax decontestualizzato rispetto al set up combattimento
      voglio dire su di un ring è difficile che tu ci salga poco concentrato o arrabbiato o distratto quanto puoi esserlo al di fuori
      quando facevo gare di judo c'era si emotività o paura ma diversa da una banale rissa al mare
      è chiaro che ti si è chiusa la vena e non ragioni lucidamente se no l'avresti evitata... e capita che tirar due pugni dritti non ci pensi, un po' come quando inizi a prenderle in un incontro da uno che pensi sia più scarso e ti incazzi perdendo ogni lucidità e finisci per non riuscire fare neanche le cose più facili
      tom

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    3. boh per quanto riguarda i uinciun gitcun in un match di mma non so che possano fare senza una fase a terra degna di questo nome (già quella del judo per ragioni di regolamento è minima rispetto a quella del bjj)

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    4. di solito chi sale a fare gare integra con altro.
      nella migliore delle ipotesi.
      Si ritrovano a lavorare in maniera specifica, come gli altri atleti che li si cimentano, poi comunque i maestri affermano che quello che fanno i loro atleti è wc e agli allievi non agonisti continuano a propinargli forme, pak sao, wu sao e chi sau.
      E per la fase a terra c'è sempre l'antigrappling....
      Tanto "fanno la stessa disciplina del loro compagno che combatte in mma".

      Nella peggiore delle ipotesi invece ne prendono un sacco ed una sporta e poverini non è neppure colpa loro ma dei maestri/insegnanti che li mandano imprepararti sul ring.

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  3. ma una domanda mi sorge spontanea; veramente siamo sicuri che una strizzata al capezzolo sia sufficiente per avere ragione di un aggressore veramente determinato? Perchè a volte neanche un colpo ai testicoli è sufficiente: dovrebbe essere sferrato con molta forza,con la giusta valutazione delle distanze e soprattutto accompagnato da altre tecniche(e principalmente facendo affidamento alla fortuna). Altrimenti serve solo a fare incazzare l'avversario ancora di più.

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    1. Ottima domanda, in un certo senso l' aspettavo.
      Infatti un altro degli aspetti ai quali viene data troppa poca importanza è il contesto e lo stato d' animo in cui queste dimostrazioni riescono ad avere effetto.
      Non sottolineo mai abbastanza quanto faccia la differenza lasciare all' aggressore la totale libertà di reagire (cosa ovviamente non possibile perchè ne risulterebbe una rissa furibonda, legalmente perseguibile).
      Cioè, uno si mette a stritolarti il capezzolo, fa un male cane, magari molli la presa ma la prima cosa che ti viene istintiva è fare altrettanto passando nella modalità Scimmia Impazzita®, dove le arti marziali hanno in sostanza già fallito.
      Tipicamente nelle demo all' aggressore è concesso attaccare al diciamo 60-70% della forza e "cazzimma" mentre il difensore chissà come mai è libero di fare ciò che voglia con una irruenza ben maggiore.
      In una situazione reale se faccio a botte e l' altro rompe quella regola di violenza non scritta (il non usare colpi altamente lesivi come le dita negli occhi, ad esempio), la prima cosa che mi viene in mente è di fracassargli il cranio con un mattone, se gli va bene.
      Ergo è molto facile cadere nel tranello dei colpi sporchi e infami pretendendo che siano attuabili solo da chi si difenda.
      Non è così e come giustamente dici, non è affatto detto che siano ugualmente efficaci su tutti: è più probabile che l' aggressore storpiato o meno che sia diventi ancora più feroce.
      I colpi sporchi dovrebbero essere l' ultima risorsa, non la prima.

      E poi ricordo ancora un must: diavolo, la gente DEVE PRENDERE UN DIRETTO IN FACCIA prima di parlare a sproposito di certe cose.
      DOPO aver preso un diretto devono provare ad applicare quelle cose, se gli va ancora di lasciare scoperta la testa (e se sono ancora abbastanza lucidi per fare qualsiasi altra cosa ragionata).

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    2. Confermo.
      Chi fa ste buffonate spesso dimentica cosa succede se le stesse cose le metti in mezzo a tecniche di "arti funzionali".


      Lunga serie di esperienze in merito.
      Una volta ho restituito un morso sulla coscia con uno sulla faccia-finto,il mio, ma la strizza ha fermato il galantuomo.

      Un ninja una volta -e vi giuro che e' successo davvero- ha TIRATO I PELI DELLE GAMBE a un praticante di bjj di 110kg.
      Non vi dico cosa si e' incazzato e quanto l'ha annodato xD

      In uno sparring "amichevole" mi arrivo' una strizzata alle palle. Ricambiato con una ginocchiata in faccia,senza amore ne stima reciproca.

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    3. appunto,è quello che intendevo dire. e senza dimenticare i colpi al fegato,assai più lesivi di un colpo in faccia. Si,copritevi il viso ma sappiate che un colpo al fegato può anche essere letale,magari non subito,dopo ore. Cioè,proteggete il viso (si sfigura,ohimè) ma non trascurate fegato reni milza eccetera.

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  4. secondo me dipende dal grado di dolore e sorpresa
    è chiaro che poi devi o stenderlo o correre via come se non ci fosse un domani
    voglio dire, come nel caso descritto da am se sto chiudendo uno in una mata leao al collo e mi pizzica i capezzoli è fortunato se non gli stacco il collo o invece che addormentarlo non vado lungo e gli causo danni cerebrali
    il problema è che uno non dovrebbe mai combattere senza conoscere il limite a cui ha il coraggio di spingersi
    mettiamo che venga aggredito io non son sicuro sarei in grado di uccidere una persona
    lo stesso in una rissa mettiamo pure che io lo finalizzi in juji gatame che faccio? gli spacco il braccio? se lo mollo ricomincia e prima o poi me le da

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    1. Anche questa è una bella domanda, mi ricordo che la feci moltissimi anni fa anche io: ok, porti in leva un tizio, sai che puoi spaccargli un arto, lo costringi alla resa, ma poi?
      La risposta tipica è "aaaah non me ne frega niente, gli rompo il braccio, cazzi suoi!", fa molto macho, molto aggressive, riempie di autostima chi lo dice e induce al rispetto chi ascolta (soprattutto se non ne capisce niente di botte).
      E ho già trattato in un post specifico di quali situazioni tipo parliamo e quale sia la concezione media di aggressione per la vita.

      Però attenzione, chi ha abbastanza esperienza di come si applichino le leve, quindi non parliamo di certe boiate simulate in tante AMT, sa che non si passa direttamente dal dolore alla rottura.
      E per come la vedo io è possibile tirare abbastanza la leva da provocare una lesione temporanea, quanto basta per avere ancora un vantaggio in caso l' altro decidesse di tornare all' attacco.
      Francamente però sono un sostenitore degli strangolamenti, lo mandi a nanna e buona così.

      Rimane comunque il dubbio di quanto controllo si abbia realmente in certe situazioni, e come ho già detto il più delle volte lo si IMMAGINA, rimanendo spiazzati quando ci si trova.
      Ricordiamoci infine che il sacro pugno a segno , prima o DOPO aver neutralizzato l' aggressore, resta la strada più ovvia.
      Un bel destro ad un occhio riduce di un bel pò la combattività.
      Le arti marziali dovrebbero servire ad ottenere un vantaggio.

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    2. sì,ma non limitiamoci ai colpi in faccia. un pugno allo zigomo ti fa un occhio nero, un colpo al sopracciglio ti fa sanguinare,ma non dimentichiamo che un colpo,magari un calcio,al fegato ti può anche uccidere! Non voglio scrivere pippe da forum di arti marziali ma è così! Puoi anche avere addominali de fero,non cambia niente!

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  5. è chiaro parlo di situazioni banali senza "teoricamente" nessun rischio reale e assolutamente non delinquenziali
    se uno mi rapina io il portafoglio glielo do e pure miscuso che non ci siano abbastanza soldi
    tom
    per cui è chiaro che se sono rapito da pirati malesi e ho occasione di scappare il braccio glielo strappo
    ma in queste situazioni di relativa sicurezza ma con la vena chiusa (fossi stato lucido non saresti finito dentro la rissa) controllare la leva non è sempre facile in più se lui è pure alterato da alcol o altre sostanze sono cavoli anche per la sua percezione del dolore attutita
    non so come già scrissi l'unica volta che mi è capitato l'ho risolta scherzando e chiedendo scusa
    ma non ti può sempre andare bene
    conto non mi succeda più

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    1. se uno mi rapina e ho pochi euri,faccio come dici te. Se uno mi rapina e c'ho 50mila euri in saccoccia,allora mi deve uccidere! Eh si,la mia vita vale 50mila euro,o quel che è-

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    2. 50000 euri in saccoccia?!?!?! in contanti?!?!? tu giri con 50000 euri in tasca?!?!?!
      boh io quando ne ho tanti ne ho 150-200 ma mediamente 40-60 più il rolex del papà
      che son sicuro sarebbe felice di vedermelo consegnare dopo 45 anni di onorata carriera in cambio della mia incolumità

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    3. mi è capitato solo una volta; ovviamente avevo TASER in tasca (anche se forse non si può) e per derubarmi avrebbero dovuto ammazzarmi. Del resto,c'è chi fa il killer per molto meno.

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    4. del resto,i portavalori hanno pure il porto d'arma.

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  6. Il problema di certe arti marziali, anche se tanta gente, pur vivendo nel 2016, non lo ha ancora capito, è che manca lo sparring unito ad un sano confronto fisico, non necessariamente sportivo. Al di là delle gare, infatti, nella lotta libera si fa una quantità di sparring allucinante. Idem per la lotta a terra, ma pure per il pugilato, la thai, la kick... E il tutto è condito da una tosta preparazione atletica che fa la differenza, sia in termini di forza che di fiato. Senze queste caratteristiche l'allenamento diventa inutile. La tecnica da sola, senza mai metterla in pratica, non serve ad una mazza. Se poi, come purtroppo accade, si fanno pure le forme, con quelle posiizoni ridicole tanto care al kung fu, al wing chun e ad una parte del karate, dove si scimmiottano colpi e colpetti che mai userai in un combattimento vero, si capisce benissimo che la situazione è davvero triste.

    Paolo

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  7. Cosa sai e cosa pensi del Tai Chi?

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    1. Ho raccontato aneddoti riguardo al Tai Chi in post e commenti sparsi.
      In generale c'è poco da dire di una ginnastica spacciata per formare anche formidabili combattenti...
      E' un pò come la ragazza che va a fare fitboxe e le raccontano che stia anche imparando a difendersi.

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    2. sì in effetti poi li ho letti quegli aneddoti... in realtà io mi sono avvicinato al Tai Chi attirato più che altro dai possibili effetti positivi sulla salute (articolazioni, postura e altro) , poi ne ho scoperto la marzialità. A costo di sembrare presuntuoso mi vien da pensare che qui in Italia si conosca poco e male il Tai Chi, lo si applichi solo come ginnastica senza curarne la marzialità (leve, prese, schivate...) e senza rendersi conto che Tai Chi e Shaolin sono facce della stessa medaglia (kung fu). Restando cmq un neofita potrei tranquillamente darti ragione, ma una delle persone che lo importò ( Chang Dsu Yao ) era un ex ufficiale dell'esercito cinese che precendentemente aveva insegnato arti marziali nell'esercito e nella polizia, perciò una qc efficacia può darsi che la abbia.

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    3. Si è parlato diffusamente della presunta malinterpretazione, volontaria o meno, degli insegnamenti originali ma continua a restare il fatto inconfutabile che al momento delle botte finiscano tutti nè più nè meno a smanacciare o tirare sganassoni alla Bud Spencer (RIP), e tutte le presunte qualità superiori allenate grazie agli stili interni finiscano al diavolo.
      Purtroppo anche il fatto che degli esponenti siano stati militari, commandos o assassini di professione continua a non dare risposte su quali siano poi queste conoscenze di livello superiore - NEL CAMPO DEL COMBATTIMENTO.
      Lo sottolineo perchè sia chiaro, non stiamo parlando di tutte le altre qualità che al contrario una pratica del genere possa migliorare a livello psicofisico.
      A me a suo tempo fecero una testa così con la storia dell' energia interna, dei colpi esageratamente più potenti dopo 50 anni di allenamento, della vita sessuale poderosa dopo 50 anni di allenamento e così via: ho avuto una prova dimostrata delle qualità di "pesantezza delle mani" di un noto maestro italiano, e ho anche spiegato come in sostanza sia tutto fine a sè stesso, che tanto arrivati alle botte vere NESSUNO sia più in grado di rimanere lucido e usare tali proprietà, soprattutto se l' avversario con un pestone che più ignorante non si può ti metta comunque a terra... quindi finiscono per essere esercizi di stile fini a sè stessi, affascinanti per carità, ma per nulla interessanti nel campo specifico credibile.

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  8. Arte ma un focus on sul wrestling e sulla spessa fraintesa questione su quanto le dimensioni contino in combattimento?

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    1. Grazie per la segnalazione, se riesco ne faccio un post nel weekend.

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  9. ma vai a dormire. anche io fino all'altro giorno non avevo la minima idea di cosa fosse veramente il vero kungfu. ritiro tutto quello che ho detto fino ad ora. Tutta una lezione a studiare una e una sola posizione di guardia. Che funziona,veramente e contro tutti i tuoi MMaers,pugili,nakmuay, jujiteiros e chi più ne ha più ne ometta. Solo allora ho capito quanto sterminato può essere il vero kungfu (che poi è una parola generica,che non indica niente di preciso, è una parola generica come lo è krav maga)Ma guarda che questi non è che non resisterebbero su un ottagono, semplicemente i tuoi MMAers non se li cagano nemmeno. Pensano di essere i più forti loro?che pensino un pò quello che vogliono.
    Sono rimasta basita. Con una sola lezione hanno demolito tutto quello che credevo di conoscere su lotta,combattimento a contatto,streetfight e quant'altro. Che shock.

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    1. Hai proprio ragione, a cosa serve lo sparring quando conosci la presa del dito wuxi e lo stile del panda?

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    2. sparring ce n'è tantissimo. ti mettono un paio di guantoni e ti mandano a menare quasi subito

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    3. poi mi piace l' approccio che hanno verso l'allievo.cioè, se sei grasso ti insegnano tecniche adatte ad un grasso,in attesa che tu dimagrisca. se sei una tappa come me, ti insegnano ad entrare sotto la guardia dell' avversario,abbrancargli le braccia e portarlo a terra. molti corsi di 'autodifesa' banfano di adattare l' insegnamento all' allievo,ma in realtà non è quasi mai così

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    4. unico handicap,ma questo mi è stato spiegato subito,è l'età. Certe cose a 40anni non le puoi più imparare; è lo stesso discorso di cose come la ginnastica artistica,devi cominciare da bambina. O il calcio. Il fisico ha bisogno di essere condizionato; da adulti non si può più.

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    5. Giusta riflessione, adesso che ho tempo farò un post anche su questo.

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    6. per esempio, a me mi hanno rovinato i pesi; mi hanno accorciato i tendini e mandato a puttane le articolazioni. Quelli al massimo usano pesetti da quattro libbre,il resto è tutto uno stretching simile allo yoga. E massaggi alla schiena..

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    7. e fanno combattere insieme uomini e donne! E sono capaci di mettere una come me, 153cm con le scarpe contro uno col fisico di un giocatore di basket. E ti assicuro che anche con i guantoni da sei once ti arrivano certe sventole!
      Quelli che usano loro nei tornei sono una cosa spietata, più utili a non fare male alle mani che a non dannegiare l'avversario.

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    8. e gli incontri? Tre round da CINQUE MINUTI l'uno (però con una pausa di più di due minuti tra i round). Certo, esiste qualcosa di più duro. Si chiama Rioheroes.

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  10. Elisabetta alzato il gomito sabato sera eh?

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    1. La posizione del serpente....io non avevo la minima idea di cosa questa implicasse veramente. Quelli ti annientano.
      Per quello che riguarda il ddiscorso,difesa personale; guarda,io abito in zona Mirafiori Sud,dove la gente se ne gira allegramente con le lame in tasca,quindi tutti i discorsi di difesa da coltello se ne vanno a fottere. E qui metto una pietra sopra ai vari corsi di "difesa personale". Diverso è il discorso del kravmaga militare,dove si insegna principalmente il condizionamento fisico e l'aggressione ad oltranza,ma queste cose non possono essere insegnate in un corso in Italia. Parimenti,il VERO kungfu non può essere insegnato,amenochè non si vuole che l'allievo si trasformi in Neo di Matrix e se ne vada in giro tranquilamente ad ammazzare la gente. Perchè questo è il vero significato di Arte Marziale: arte di guerra, cioè arte di uccidere.
      Buona vita.

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  11. Ciao arte mortale, che ne dici di fare un post sui corsi "poco seri" di arti funzionali tipo alcune palestre di Kick in cui si mena senza criterio e si usano quei ridicoli sacchi da fitboxe o le scuole di mma non professionali?

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  12. 3 DOMANDE
    1
    Scusa cosa ne pensi del Ju jitsu?
    Non hanno lo sparring con uno non collaborativo giusto?
    Pero' si puo' supporre che gli antichi samurai fossero ignoranti e non si allenassero come si deve?
    Non sto parlando di vecchi saggi cinesi,ma di samurai.
    Il ju jitsu è un arte dei samurai giusto?
    2
    Altro argomento come mai non si parla delle origini del karate,specificatamente lo shotokan,ho letto che funakoshi non sapeva a cosa servivano i kata,
    inoltre dicevano ci volevano 3 anni minimo per comprendere un kata.
    Ma comprendere cosa?
    Comunque lo shotokan sembra sia nato dal nulla,l'innovazione è solo l'introduzione del combattimento e delle tecniche in posizioni basse,
    non si capisce su base scentifica a cosa servivano.
    Insomma lo shotokan sembra essere solo poco piu' di un balletto.Tu cosa ne pensi?Io lo ho fatto 6 anni e sono deluso.
    3Cosa ne pensi del krav maga?Nella legione straniera e negli usa sono ignoranti se lo fanno fare ai loro soldati?

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    1. 1- no, nel Jujutsu "giapponese" tradizionale non si fa sparring; In quello sportivizzato (non parlo di BJJ) si fa; Ah già, è appunto già SPORTivizzato...
      Ho già parlato di come la pensi io sulle pratiche nei tempi, luoghi e contesti sociali originali.
      2- Perchè dici che non se ne parli? A me sembra in realtà che ogni singolo karateka su questa terra ci tenga molto a raccontare le origini del proprio stile, possibilmente infarcendolo di leggende, maestri invincibili, colpi mitologici e così via :)
      Boh non so dire nulla di Funakoshi ma siam sempre lì: stando a sentire i racconti di chi lo abbia conosciuto o abbia fatto parte della prima generazione di suoi allievi, erano tutti personaggi temibili, gente che menava a destra e a sinistra (con buona pace di tutte le cazzate sulla bontà d' animo, la profondità morale, il rispetto etc.), insomma gente che il Karate lo usava con buon successo e si allenava proprio nello Shotokan.
      Perciò torniamo sempre lì, menare con le cosidette AMT è certamente possibile, l' analisi va sempre fatta su CHI si abbia menato (e spesso sono pincopallini qualunque) e CHI abbia menato (e spesso sono truzzi-minchia-porcoddue che avrebbero menato anche allenandosi a parolacce).
      Mai sentito di ragazzine o omini che grazie alle AMT "menino a destra e a sinistra"... eppure è tutto un gran parlare di debole che vince forte, bla bla bla...
      3- Non ho mica capito la domanda.
      A me il Krav Maga insegnato a ragazzine e omini raccontando loro che con quello possano difendersi più o meno da chiunque, fa ridere.
      Tu mi citi la LEGIONE STRANIERA, ma siamo seri?
      Praticamente soldati e uomini con qualità fisiche, determinazione e (diciamolo, dai) desiderio di ammazzare altre persone ben al di sopra della media popolare.
      Grazie al cavolo che a loro le "tecniche di combattimento corpo a corpo" (non importa che sia un nome o l' altro) funzionino.
      E certamente dei militari hanno interesse a studiare qualcosa di molto pratico e dimostrabile.
      Fa più ridere quando se ne viene fuori il solito civile in pancetta con la storia dei Navy Seals che "si allenano nel wing chun/jeet kune do/kung fu pikachu" per i loro scopi.
      UN militare non operativo va a fare uno stage = I MILITARI praticano il tal stile.
      La loro logica è questa...
      E nel frattempo sono ancora qui ad aspettare:
      - una notizia al giorno di come Hanna Montana si sia difesa dall' immigrato senegalese (oggi va di moda) grazie al Krav Maga; (e non una notizia al giorno di come sia stata stuprata per sedici ore).
      - qualcuno che mi racconti di come si sia difeso da un tizio armato di coltello, disarmandolo.
      - un napoletano che mi racconti di come ora si senta più sicuro da estorsioni o regolamenti di conti pistola alla mano grazie alle mitiche arti militari.

      Ho già detto di come i sistemi di difesa siano qualcosa di buono in senso generale, e aiutino eccome, ma troppo spesso vengono sopravvalutati senza contare la marea di stronzate che si raccontino anche lì ad ignari praticanti.

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