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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

mercoledì 20 gennaio 2016

La punta dell' iceberg

Praticando per anni ci si accorge di come le varie scuole od associazioni di arti marziali crescendo finiscano per stare strette ai vari esponenti che infine decidono di andarsene per fondare nuove ramificazioni.
Sono sicuro di aver già trattato l' argomento ma non in modo specifico, ed episodi recenti mi hanno fatto tornare in mente la questione.
Io ho vissuto personalmente delle scissioni almeno un paio di volte, entrambe clamorose, e sono tra le ragioni che mi hanno fatto perdere la fiducia in questo modo di praticare e vivere le arti marziali; Tuttavia anche grazie a queste situazioni ho potuto aprire gli occhi ed iniziare a giudicare obiettivamente il tutto.

Il concetto è semplice: più una scuola diventa importante, maggiori saranno le pretese.
E per pretese intendo soprattutto a livello economico.
Perchè è inutile nascondere la verità, la pratica delle arti marziali in qualsiasi loro forma sportiva, salutistica, tradizionale, militare, ludica, alla fine gira intorno ai soldi come qualsiasi altra organizzazione.

Gli esempi che ho in mente riguardano due importanti scuole e due loro esponenti di livello internazionale.
Non parlo di arti cosidette tradizionali, il che è indicativo di come nessuno si salvi dal problema.

In un caso c' era un grande esperto stimato e riconosciuto, che ho conosciuto personalmente e del quale non ho dubbi sulla credibilità applicativa di ciò che insegna.
Se devo dirla tutta la mia sensazione è che questo esperto ad un certo punto si sia reso conto di essere talmente bravo da meritare di più dell' essere solo "un importante istruttore del sistema X con a capo il signor Y".
E così un bel giorno ha pensato di porgere i saluti e dare l' addio al suo rango elevato... per diventare lui stesso la punta di un nuovo iceberg.

Nell' altro caso c' era un campione internazionale di quelli che hanno contribuito attivamente al successo della scuola, che proprio in virtù di questo successo è entrato nel malato meccanismo della notorietà: più una scuola è nota, più farne parte è considerato di valore; La diretta conseguenza è che se vuoi insegnare sotto quell' egidia devi pagare di più.
Da lì il salto all' abbandono è quasi scontato.

Io ho visto cosa significhi diventare degli importanti istruttori, dei punti di riferimento, dei capisaldi di un' organizzazione.
Perchè uno pensa che sia tutta questione di abilità tecnica ma in realtà le persone che vedete per così dire ai piani alti di un' associazione si sono fatte un culo tanto anche per mille altri aspetti promozionali, divulgativi e burocratici.

Uno crede che basti frequentare regolarmente le lezioni settimanali e fare bene ma in effetti più si entra in un gruppo e più aumenta l' impegno richiesto a livello associativo.
E' lì che avviene la scrematura: c'è chi non ha la possibilità, le competenze o più semplicemente non è interessato a dedicarci più tempo di quanto già faccia e viene pian piano relegato in una sorta di club dei dissidenti, magari bravissimi a livello tecnico ma ritenuti come dei mercenari che non possano avere voce in capitolo od essere degni rappresentanti.
Dall' altra parte ci sono invece quei praticanti che oltre alle normali lezioni decidono di investire una buona parte della loro vita in questa passione e per questo acquisiscono importanza, a maggior ragione se sono anche validi tecnicamente (e ci mancherebbe... ma spesso questo aspetto non è il più importante).

Già, la passione.
Non fraintendiamoci, è piuttosto normale che le cose vadano così ma appare chiaro che quella che era nata come una passione finisca per diventare una responsabilità, un impegno quasi lavorativo sia in tempo che in denaro.
Tanto denaro.
E quando una persona inizia ad investire una parte importante delle proprie risorse, della propria vita, in qualcosa che in fondo appartiene a qualcun' altro, aumenta anche il rischio che disapprovi le scelte di chi gli stia gerarchicamente al di sopra.
Soprattutto quando si tratta di dargli dei soldi...

Con buona pace di tutti i bei discorsi sui maestri da rispettare, le grandi famiglie, la fratellanza dei praticanti, l' umiltà, l' impegno disinteressato e genuino e compagnia bella.

45 commenti:

  1. ottima analisi.
    Aggiungerei anche un aspetto di tipo psicologico che può accadere.
    Ed è un meccanismo simile, e ripeto SIMILE per evitare denunce, a quello che succede nelle sette.
    Perchè più tempo si dedica a questa attività (in senso lato come da tuo post) e meno tempo si ha per il resto.
    E quando il mio mondo sociale diventa "la palestra" e niente altro allora sono esposto al "ricatto" della disapprovazione/esclusione del gruppo.
    L'unico che ormai ho.
    C'è gente quindi che si adegua per non perdere l'approvazione del suo mondo, c'è gente che invece poi riesce ad uscire ma quasi mai in maniera "amichevole".

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  2. Con una differenza sostanziale: nel lavoro si viene PAGATI per una certa prestazione (nel caso del lavoro dipendente); oppure si investe un capitale per avere un ritorno in denaro (nel caso del lavoro in proprio) In questo caso no, qui è il soggetto a pagare per...cosa? Insomma,diventa un lavoro in cui sei tu quello che paghi,e devi pure trattare con deferenza il tuo maestro, A me queste cose,scusa il paragone, mi fanno venire in mente quelli che pagano per leccare i piedi ad una dominatrice,oppure (oibò) a chi paga per prenderlo nel chiulo. Forse esagero e mi rendo conto che se passasse questo messaggio,tutti i maestri di si ritroverebbero a coltivare carciofi. Non voglio sminuire chi insegna con serietà quel che conosce,ma solo i vari cazzari che,purtroppo,sono la maggioranza. Blessed be.

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  3. Blog interessante e divertente che ho "spulciato" con piacere e attenzione. Pur avendo come è giusto sia opinioni simili sia discordanti su alcuni argomenti. A questo punto ti faccio la domanda da non fare: mi puoi consigliare altri blog che trattano di arti marziali e affini? Te lo chiedo perché mi sembri onesto e molto ferrato. Ah ovvio blog che tu reputi interessanti non i soliti di pseudorambo o mistici newage, che quelli li ho già trovati da solo! Chiaramente libero di non darmi retta. Ciao e grazie

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    1. Ciao, mi spiace ma non ho altri blog da segnalarti perchè non ne seguo alcuno... principalmente per i motivi che hai ben catalogato, si passa da guerrieri de no altri con troppo testosterone in corpo a convinti sostenitori di stronzate cinesoidi a prescindere.
      Non leggo più nemmeno i forum di arti marziali, ho già fatto indigestione negli anni passati e ora ci capito nei momenti di noia per farmi grasse risate.
      Riconosco però che l' indigestione è stata necessaria alla mia presa di coscienza, oserei dire che tutto sia partito da lì.
      Mi spiace, nemmeno io saprei come cercare un blog che mi interessi e che tratti di arti marziali.

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  4. Che delusione! Eh i forum ormai devo essere ubriaco per riuscire a leggerli... allora speriamo che l'ispirazione ti faccia scrivere altri post! Cmq Bud Spencer li mena a tutti

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  5. Visto che sono in vena di scrivere facezie,per non dire altro, Bud Spencer aveva pure una sua "tecnica",ovviamente cinematograficamente parlando; colpiva in punti che realmente "fanno male",non smanacciava a caso. Io preferisco di gran lunga i film suoi ( e di Therence Hill) a quelli di Bruce Lee. E so che pochi condivideranno..

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  6. No,no, siamo tutti d'accordo che Bud a Bruce gli avrebbe staccato le braccia.

    Anche bruce sarebbe stato d'accordo.

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    1. e credo bene. anche gli angeli mangiano fagioli.

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  7. Ciao arte mortale, partendo dal fatto che pratico Kick , che ne pensi di quei praticanti di SDC che sostengono che il loro sport non sia minimamente violento? Perché quando vedo su internet scritte certe frasi tipo "la palla tamburello è più violenta della lotta nella gabbia perché nella prima ci si insulta brutalmente e nella seconda si rispettano tutti i buoni valori". Io approvo il fatto che nei Sdc ci sia anche rispetto ma non si può negare che ci siano anche degli stronzi talvolta anche peggiori di quelli del calcio. Che ne pensi di questo moralismo degli Sdc (lasciando perdere quello dei cinesini e dei tradizionali che è già imbarazzante di suo)?

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    1. Ciao, io non sono di certo tra quelli che dichiarino la non violenza degli sport da COMBATTIMENTO, però detto tra noi la mia idea di violenza è diversa da quella comune.
      Senza fare nè i moralisti nè i truzziminchiaporcoddue®, trovo molto più becero e violento un tifoso di calcio che porcona e sbava di odio contro altra gente solo perchè tifa per la squadra avversaria che non un tizio che va su un ring a fare a botte: se non altro lì le botte e la violenza sono dichiarati e parte del gioco.
      Vero anche che la manfrina del rispetto viene spesso sbandierata come per dare più nobiltà agli SdC, ma diciamocela tutta: chi è nell' ambiente e ha assistito ad un pò di match, di qualsiasi disciplina, sa benissimo che siano tutte enormi stronzate.
      Gli allenatori, i compagni di squadra, gli atleti... sono tutti prodighi di maledizioni ed offese mortali contro l' avversario, altro che rispetto; L' abbraccio o l' inchino a fine match sono pura etichetta.
      In definitiva per quanto mi riguarda non è tanto questione di violenza, giacchè gli Sdc e le arti marziali in genere SONO VIOLENTE in quanto trattano cose violente: per me è più questione di sportività e moralità, e quella appartiene alle persone, non alle discipline in sè.

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  8. Ciao Arte Mortale, sono troppo curioso di sapere cosa ne pensi di Enrico Luciolli

    http://www.guerrieroefficace.it/
    http://taolong.net/chi-siamo/
    http://difesapersonaleefficace.it/author/dpe-eny/
    http://inwarrior.it/

    Ciao e grazie per l'impegno.

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    1. Ciao, non pretendo di averci capito già tutto perchè il tempo che ho a disposizione negli ultimi tempi è davvero risicato, comunque ho spulciato un pò tra le pagine che hai segnalato.
      Tutto molto professionale, molto convincente, friendly... ho letto Bruce Lee ed ho vacillato... ho letto di NUOVO SISTEMA più fico e funzionale assaje, di 100.000€ di investimenti in 20 anni di arti marziali ed ho chiuso il browser.
      Colpa mia che non appena leggo di nomi cinesoidi, draghi, gente che ha praticato quattordici stili, gente che ha creato nuovi stili perchè agli altri mancava qualcosa, blog professionali che trasudano di business mascherato, spiegazioni di come difendersi dal colpo x o y con tanto di video, etc... sarà che mi passa la voglia di perderci altro tempo.
      Magari il signore in questione è ben preparato e aldilà di un comprensibile desiderio di farsi pubblicità la racconta pure giusta, che ne so.
      Ma personalmente ritengo i punti sopra elencati già più che sufficienti a farmi storcere il naso, non per la volontà di essere chiari che è sempre encomiabile, quanto per la volontà di... rifilarti sotto sotto la stessa identica cosa.
      Sai quanti ce ne sono in Italia di esperti che hanno creato il proprio stile troppo-più-migliore e relativi allievi convinti di allenarsi con il vero ed unico Profeta delle arti marziali?
      Se io, forte della popolarità di questo blog (AHAHAHHA!!!) domani aprissi un corso di "arti marziali senza nome così non mi contraddico", facile che mi creerei un bel gruppetto di allievi persuasi di allenarsi con uno che la racconta giusta.
      Li faccio tirare a qualche gara di light-qualcosa per dire che fanno SdC, li faccio picchiare da un rumeno a caso per convincerli di capire cosa significhi difendersi per strada, distribuisco un libretto di consigli per fare quello che non pensa solo ai cazzotti... e nel giro di poco mi creo la mia credibilità di Istruttore.
      No way, lascio agli altri il piacere di sentirsi paladini delle Vere Arti Marziali :)

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  9. Ciao, io in passato ho guardato alcune cose di Luciolli e ho letto anche dei suoi pezzi del blog, penso sia una persona preparata e boh anche abbastanza onesta nel proporsi. Poi ti dirò tutto guardando dal web; è ovvio che deve fare marketing perché è il suo mestiere ma perlomeno non l'ho mai sentito dire che in due anni diventi invincibile o spacciare Amt per sistemi di difesa efficaci nella realtà... poi di certo da quasi profano non ho il tuo fiuto in questo campo ma non mi sembrava così malvagio nonostante appunto voglia portare acqua al suo mulino. Poi ti dirò a me non ne viene in tasca nulla e tra l'altro non è certo un argomento che mi entusiasma ma volevo dire la mia perché il tizio non mi sembra visto il solito panorama peoprio da buttare. Grazie. Spero che tu trovi il tempo per altri post in futuro...ormai li ho letti tutti!

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    1. non mi piace sto tipo. E' un venditore. Credimi io ho lavorato in public relations ed ho fatto molti corsi, conosco le strategie dei venditori x che le ho studiate, e costui le usa. Altro non so dire ma occhio che Luciolli è un venditore che usa strategie di marketing ben note nel ambiente!

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    2. Anzi,dico di più. Il tipo è un PNLista. Quando ti occupi di public relation,come è capitato a me, ti impongono dei corsi,dove ti insegnano strategie di marketing,tra cui la famigerata PNL. Risultato, sai sempre riconoscere uno che usa strategie di PNL,perchè le hai studiate (io le ho studiate). A me Luciolli non mi incanta; e certo che sembra un tipo serio e preparato,ha studiato per sembrarlo! E' un PNLista.

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    3. Grazie, io ho letto qualcosa di PNL (letto non studiato) e mi sembrava tutto "troppo bello", come spesso sanno fare questi bravi venditori.

      mi piace molto la tua opinione

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  10. Ciao,dici che è un PNlista?Ho letto tutti i suoi articoli,ascoltato i suoi podcast ,e l'ho trovato uno preparato.
    Io non ho comprato nulla.
    Da cosa deduci che è un Polista?

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  11. Sinceramente mi spiace che sia passato il messaggio sbagliato ma in parte posso capire alcune cose che ho letto perché mediamente nel mondo delle Arti Marziale a pensar male pensi giusto. So anch’io che il tenore medio dei corsi di Difesa Personale è la gestione modello “banda bassotti” per cui ci sta un po’ di sana diffidenza. Comunque sia, credo, che a guardare un po’ più in profondità, non sia difficile scovare la verità. Ho condiviso gratuitamente centinaia di video, decine di podcast, ebook, guide, articoli e newsletter (sono ad oggi l’inseganti di arti marziali che ha condiviso più contenuti gratuiti in assoluto in Italia) e ho cercato costantemente di promuovere l’importanza di allenarsi seriamente e trovare un insegante onesto in tutte le discipline marziali. Allo stesso tempo mi sono fatto un po’ di nemici perché ho smascherare le fregature che girano nel mondo delle arti marziali come per esempio quando mi sono pure preso delle denunce perché ho parlato sul blog di quelli che organizzavano corsi istruttori di Difesa Personale da un fine settimana per persone senza esperienza…ma lasciamo perdere perché non è questo il contesto. Quello che volevo dire è che ogni settimana pubblico contenuti gratis e ogni giorno rispondo gratuitamente a tutti quelli che mi chiedono: senza pretendere niente in cambio (il che vuol dire centinaia di commenti e mail ogni giorno a cui rispondere).

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  12. A riprova di tutto ciò potete trovare migliaia di feedback tra i miei siti, YouTube o Itunes (p.s. provate anche solo a leggere le recensioni degli utenti del podcast “Guerriero Efficace” che sono impossibili da manipolare e incensurabili dato che iTunes non offre nessuno strumento di moderazione sulle recensioni). Se cercate bene troverete un sacco di persone che vi diranno che le ho aiutate gratis senza volere niente in cambio.
    Inoltre ci tengo a sottolineare che i contenuti che voi potete scaricare gratuitamente sono gratis solo per l’utente mentre a me costano molte migliaia di euro all’anno sia a produrli che a hostarli ma nonostante ciò non ho mai chiesto in cambio niente a nessuno per quegli stessi contenuti (per esempio: ad oggi 4-11-2016 su you tube non ho nemmeno la pubblicità attiva e sono 5 anni che è attivo il canale è ho prodotto dall’apertura del canale più di 260 video). Le arti marziali sono la mia più grande passione e lo faccio per questo motivo. In poche parole volevo fare qualcosa per fare la differenza, invece che stare solo a guardare e lamentarmi. Poi, che sia chiaro:, io sono il primo che dice sempre che di mestiere faccio l’insegante di difesa personale e su alcuni argomenti ho la mia personale opinione o in alcuni contesti promuovo il mio corso ma ciò è dettato dalle mie esperienze e quando lo faccio è sempre in chiaro.

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  13. Il punto è che avendo accumulato più di 30mila ore di allenamento in oltre 22 anni di pratica quotidiana e avendo studiato con maestri famosi, avendo avuto come dipendenti della mia palestra maestri famosi e avendo girato il mondo (vedi podcast numero 11) credo di poter dare dei consigli da insider ben qualificato. In ogni caso (lo ribadisco anche qui) io invito sempre le persone a ragionare prima di tutto con la loro testa e le esorto a non credere alle favole perché per raggiungere risultati serve vero allenamento e non bastano dei trucchi. Per finire ci tengo a precisare che la mia palestra è la numero uno a Verona da più di 10 anni (cioè da ben prima che iniziassi a pubblicare su internet) e lo è solo grazie alla nostra ottima reputazione (basti vedere le testimonianze degli allievi che hanno frequentato la scuola). A riprova della mia attenzione agli allievi vorrei far presente, inoltre, che sono stato il primo in Italia a introdurre la garanzia soddisfatti o rimborsati su un corso di difesa personale. L’ho fato perché sono sicuro della nostra serietà e del nostro metodo (ci sono 12 anni di feedback di allievi che lo dimostrano)… ma un cosa del genere, se fossi un ciarlatano, mi avrebbe mandato fallito dopo 6 mesi. Riguardo invece chi ha dubbi sulla mia disciplina, capisco la diffidenza verso le cose nuove ma vorrei sottolineare che inWarrior non è solo una mia fantasia marziale ma è riconosciuta legalmente dal coni e dagli enti di promozione sportiva e ottenere questa approvazione non è stato certo facile...poi magari voi siete più qualificati di loro per giudicare chi ha il diritto di insegnare cosa ma credo che un po’ di beneficio del dubbio potreste almeno lasciarmelo :)

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  14. Infine so che il successo in Italia è sempre sospetto ma se guardate bene vedrete che lamia popolarità non deriva dal fatto che sono raccomandato o dal fatto che sono più bravo o più intelligente degli altri (sono una persona assolutamente normale) ma ho tanta esperienza (per anni ho reinvestito ogni centesimo che guadagnavo nella formazione) e con diligenza ho sempre messo al primo posto l’allievo e non me stesso. Credo che proprio per questo la mia palestra abbia retto bene alla crisi. La verità è quindi che il mio benessere nasce da ben prima che scrivessi o registrassi podcast e video. E anzi: è stato proprio questo benessere che mi ha spinto a utilizzare parte dei miei guadagni, invece che per andare in vacanza, per produrre, creare e condividere gratuitamente contenuti di valore. In conclusione io credo che se uno scava appena sotto la superficie ci sono un sacco di prove che dimostrano le mie buone intenzioni, la mia voglia di aiutare e la mia serietà come professionista, poi però, ognuno è libero di avere la sua opinione per cui dato che non voglio vendervi niente e i miei corsi sono pieni da ben prima che voi scopriste il mio nome…se volete pensar male fate pure che io tanto dormo sereno uguale perché so, non solo di avere la coscienza pulita, ma anche di aver fatto del mio meglio per aiutare (gratis) gli altri :)

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    1. Rispondo volentieri ai tuoi commenti, visto che hai mantenuto un tono più che educato nonostante le accuse più o meno velate.
      Lasciami solo osservare come in sostanza in quattro commenti abbia voluto specificare quanto tu sia "buono e giusto", sciorinando dati sul tuo valore.
      Insomma, pubblicità indiretta, scritta senz' altro con buoni propositi ma non credo ce ne fosse bisogno qui, a me bastava un "so di cosa parli".

      Io la mia opinione l' ho già espressa, e non va vista in termini necessariamente negativi, è un' opinione derivata soprattutto dal disturbo che arreca qualsiasi pacchetto commerciale, che si parli di arti marziali, di patatine o di salami.
      Se poi vogliamo parlare di contenuti, posto che io non ti conosca, dal mio punto di vista siamo sempre lì: dici di allenarti da tutta la vita nelle arti marziali, ne hai fatto anche un business (buon per te), quindi non rappresenti di certo l' utente medio.
      E ancora non puoi GARANTIRE di saperti difendere, le motivazioni le sappiamo tutti, ma questo è un altro discorso.

      Tornando ai commenti, e senza volontà di denigrare o sminuire il tuo valore (ci mancherebbe), si faceva solo notare che il modo in cui è pubblicizzato il tuo lavoro e le varie dichiarazioni sono quelle di cui discuto nel blog e che A ME fanno storcere il naso.
      Lo so, nella società è proprio quanto necessario per emergere, non è mica una colpa e non rappresenta automaticamente sinonimo di fuffa.
      Solo che A ME non piace a prescindere, le ragioni sono spiegate in tutto il blog.
      Saluti e buon allenamento!

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    2. scusa e tu con quel fisico saresti il mega super spacco tutto sono il migliore e così via????
      Quanto mi piacerebbe vederti su un Ring!

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  15. Arte proprio ieri discutevo con mio cugino delle MMA in generale e degli MMA fighters e sarei lieto di sapere la tua opinione su un punto: mio cugino ( come tanti che conosco) sostiene che tutti i figher Mma di alto livello hanno un indole violenta e che per arrivare a quei livelli devi aver subito qualche trauma forte o diversi torti nella vita che ti diano la "cattiveria" e la determinazione necessaria per trionfare in uno sport bestiale come le mma. Cosa ne pensi di questo ? Io non mi trovo particolarmente d'accordo con il suo pensiero e sostengo che è uno sport che può essere visto sotto tante chiavi di lettura e che molti fighter anche di altissimo al di fuori della gabbia non sono delle persone violento come sostiene lui e molti altri

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    1. Penso che questo luogo comune sia tipico di chi non conosca questi ambienti, anche se come per tutti i luoghi comuni una qualche generalizzazione abbia senso.
      Il punto è l' estremizzazione dei due opposti: da una parte c'è l' immagine del fighter violento quale TruzzoMinchiaPorcoddue® con la bava alla bocca, nero, tatuato, con il ghigno feroce e l' indole di Taz; Dall' altra la persona "normale" (ahaha) quale omino panciuto padre di famiglia, con il riporto in testa e un rosario in tasca.
      In questo momento tutti stanno pensando che "nooo, la persona normale non è mica quella!", ma fanno molta più fatica a togliersi dalla testa l' idea di un pugile professionista che non sia anche violento.

      Detto questo, lo ribadisco: le arti marziali trattano la VIOLENZA.
      Probabilmente nella loro accezione originale, diciamo cento anni fa, lo erano MOLTO PIU' degli attuali SdC.
      Altro che santoni, saluti sorridenti, grandi famigghie e ogni altra pirlata new age.
      Chi arriva ad eccellere in qualcosa che tratta, né più né meno, un modo per procurare dolore ad un altro ominide, inevitabilmente divine più avvezzo alla violenza, intesa come combattimento in cui ci si fa male e si deve fare male.
      E questo non si traduce automaticamente nel desiderio di picchiare la moglie, affogare i cagnolini nel fango o buttare le bucce di arancia nel cesto verde della plastica...
      Ma senza dubbio c'è di mezzo tanto testosterone, il desiderio e piacere di fare a botte e, diciamolo, un certo machismo old style che francamente attira di più altri ominidi muscolosi e depilati che non femmine.
      Insomma io non parlerei di traumi o rivalse sociali che fanno molto film, piuttosto di un carattere di base volto allo scontro.
      Poi oh, basta sentire le notizie per capire che omicidi, risse, violenze di ogni genere guarda caso non siano perpetrati da una categoria di praticanti di SdC, SOPRATTUTTO di alto livello... ma da omini panciuti padri di famiglia! ;)

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  16. Si arte capisco quello che dici, però da varie parti ho letto storie che mi lasciano un pò perplesso su questo punto... Tipo quella di Mcgregor, che fino ai sedici anni era preso di mira dai bulli tutti i giorni e per questo iniziò a fare MMA ed è diventato quello che è oggi. Cioè uno che subisce bullismo tutti i giorni non è l'esempio di una persona che ha un carattere teso allo scontro, può un trauma come questo cambiare la personalità di una persona ? La domanda è: è possibile che quell'indole tesa allo scontro si sviluppi tramite qualcosa che ti accade nella vita ? Molti fighters lo hanno ammesso, è solo una scusa per far breccia nel cuore dei fans e per fare più figo o può darsi che sia la verità ? Spero mi sia spiegato beme ;)

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    1. Se ho capito bene la domanda, la mia risposta è SI, assolutamente: essere presi di mira da ragazzini non significa automaticamente essere dei perdenti.
      Io non ne faccio per forza una questione di rivalsa frustrata, semplicemente se ti dedichi seriamente ad un' attività (non parlo solo di SdC) finisci prima o poi per padroneggiarla; Trattandosi qui di fare a botte... anche lo sfigatino può emergere.
      E di base, da qualche parte, ci deve essere comunque una sfumatura del carattere che viene a galla proprio grazie all' allenamento in certe cose, e in certi ambienti.
      Poi guarda, io non faccio lo psicologo dei poveri e parlo come sempre per esperienze dirette, conosco tizi che da ragazzini venivano presi in giro e poi sono cambiati radicalmente da adulti, ne ho parlato anche qui.
      Non ne faccio però una regola, la storia di ciascuno ha sfaccettature molto diverse e non si può generalizzare il tutto dicendo "fai questo e diventerai così". No, non funziona affatto così.

      Tra l' altro io ritengo che contro il bullismo sia molto meglio agire sulle vittime, insegnando loro a liberarsi dell' etichetta di vittima, e questo si ottiene instillando autostima e determinazione.
      No, fare a botte è solo il mezzo, non l' obiettivo.

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  17. Riguardo la tua risposta alla mia prima domanda, cosa intendi specificamente con "un carattere di base volto alla scontro ?? Te lo chiedo perchè da super appassionato di MMA ultimamente son molto indeciso se iniziare a praticare sport da combattimento o rimanere un semplice appassionato che guarda la UFC in tv. Secondo te cosa dovrebbe farmi capire se sia o non sia adatto ad uno sport di combattimento full contact ?? Dovrei semplicemente iniziare a praticarlo e vedere che sensazioni provo e in che modo reagisce la mia natura ??

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    1. Intendo dire che chi ottiene risultati di livello nel combattimento deve per forza essere portato all' idea dello scontro, non averne paura, in un certo senso desiderarlo.
      Ricordiamoci che stiamo parlando a tutti gli effetti di andare a fare a pugni, col rischio di farsi MOLTO male.
      E continuerò a ripetere che tre quarti dei sedicenti maestroni di arti marziali il culo sul tatami o su di un ring per combattere full contact (di striking intendo) non ne vogliano sapere, ma gli piace straparlare di scontri per la vita e senza regole...

      Penso di avere la risposta per te, anche se è banale: vai a provare.
      Perchè così come è capitato a me, tutti possono scoprire di essere più o meno portati per certe cose, e questa del combattimento è una di quelle che purtroppo si scoprono solo sul campo.
      Tra l' altro praticare è L' UNICO modo per capire veramente cosa succeda nei match, te ne renderai conto soltanto dopo un pò di pratica di quanto sia diversa l' interpretazione rispetto a prima.
      Poi puoi sempre continuare come amatore, mica devi per forza andare a "spappolarti il cervello sul ring, preparato nella sola forza e velocità da un sadico allenatore che ti manda al macello sogghignando"! :)

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  18. Arte, ma un fighter di alto livello prima di entrare in gabbia/ ring prova o non prova paura ?? Io ho l' impressione che prima di un match i fighter abbiano una gran paura. Per non avere paura di uno scontfo cosa intendi ?? Affrontare la paura e domarla o non averne per niente ? Mi risulta diffcile credere che non si possa provar paura

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    1. Boh, bisognerebbe chiederlo a loro, ma dubito che un professionista abbia paura. Insomma dai, se hai paura non scegli quella strada, smetti non appena cominci a trovarti davanti gente che... non ha paura!
      L' ambiente poi è talmente testosteronico che la paura non possa essere contemplata.
      E sì, si tratta sia di domarla che di non averne: io non ho una grande esperienza in questo senso ma la prima volta mi cagavo letteralmente addosso, la seconda un pò meno, alla terza pensavo solo a fare.
      Figurati professionisti con dozzine di match alle spalle.

      La cosa della paura dello scontro secondo me è più sottile e non riguarda strettamente il solo ambiente sportivo, anzi: è la chiave di volta che fa la differenza tra il PENSARE di fare arti marziali (IPOTIZZANDO di difendersi in modo armonioso, cavalleresco, tecnicamente ineccepibile, etc) e il SAPERE cosa voglia dire difendersi e/o combattere corpo a corpo in generale.
      Proprio come riporto nel blog, trovi decine di centinaia di praticanti (di AMT) che non hanno mai fatto nemmeno uno sparring un pò duro e allora cianciano di rispetto, regole morali, armonia yin e yang, colpi risolutivi, dettagli tecnici infinitesimali e così via.
      E così si atteggiano da guerrieri solo perchè sanno fare i salti acrobatici e le facce arrabbiate, ma un confronto con degli "stupidi truzziminchiaporcoddue®" degli SdC, anche amichevole, non lo prendono in considerazione, spesso sbeffeggiandone la tecnica (e abbiamo avuto un esempio recente proprio qui).

      Se ti fa paura l' idea di picchiare qualcuno o soprattutto essere picchiato, semplicemente la arti marziali non fanno per te.
      E non c'è mica nulla di male.
      Io ad esempio non amo il rugby per l' idea di dover pensare ad un pallone mentre un rinoceronte mi punta esattamente per spappolarmi, perciò non lo faccio :)

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  19. Quando intendi comprendere cosa significhi praticare uno sport full contact (come le MMA) vuoi dire capire che "non è altro" che un voler fare molto molto male all'avversario che hai di fronte senza un minimo di moralità o di motivi esterni che ti portano a volerlo fare ? Ma farla del male per una semplice questione di indole e di natura ?? Non leggere questa domanda come una domanda con tono provocatoria o saccente, ma è il semplice cercare di comprendere un minimo l'argomento in questione anche se probabilmente non entrerò mai in una gabbia, in un ring o in un tatami dove si tira full contact

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    1. No no, mi sono spiegato male: intendo dire che solo praticando si riesca a capire QUANTA tecnica sia presente negli SdC (alla faccia di chi dice siano solo muratori che mulinano braccia...) e cosa stia succedendo esattamente nelle varie fasi, soprattutto di lotta.
      Perciò è esattamente il contrario di quanto hai scritto, ed è quello che i sedicenti marzialisti dai nobili valori morali non possono (o non vogliono..) capire.
      Quando hai sperimentato cosa voglia dire colpire ed essere colpiti, subire pressione, come vada applicata una tecnica contro uno grosso o piccolo, quando sei stanco o fresco... tutti quei piccoli dettagli fanno la differenza tra chi CIANCIA con fare esperto e chi invece le cose le CONOSCE.
      E' tutto così banale, è come commentare una parita di calcio senza aver mai toccato un pallone, capisci?
      Eppure tutti sti marzialistoidi super esperti di "difesa personale totale no rules e contro dieci a mazzi di tre" si permettono di liquidare gli SdC con tanta sufficienza.
      E vabbè, viene solo da sorridere perchè appunto ti rendi conto della loro ignoranza; Rido anche io di me stesso per come la pensavo anni fa, perchè la pensavo proprio così.

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  20. Ritornando sul discorso della paura, ci sono delle cose che mi lasciano perplesso... Durante un'intervista ad Alessio Di Chirico (fighter italiano MMA) gli hanno chiesto in cosa si identifica di più quando vede due fighter combattere e lui ha risposta: la paura. Poi tante volte mi è capitato di leggere che nel corso della storia ci son stati tanti pugili terrorizzati dall'idea di affrontarne altri, Sonny Liston erano in pochissimi a volerlo affrontare. Quindi hanno anche loro paura ? E' mai possibile che un fighter professionista abbia incredibilmente paura di un altro fighter professionista che considera più forte ? Non riesco ad incastrare queste cose con quelle che mi hai detto tu un paio di commenti sopra

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    1. Francamente non ho capito quella risposta, e a dire il vero nemmeno la domanda :)
      Come ho detto la paura è un sentimento normale e non metto in dubbio che anche loro possano averne, ci mancherebbe, ma a me piace farla semplice: gente che per professione si ammazza di botte vive la paura in modo diverso da chi va a giocare a bocce, mi spiego?
      E' ovvio che sapere di andare a pestarsi contro energumeni assetati di sangue non renda proprio felici ma ripeto: non lo farebbero del tutto, mica li obbliga il dottore e quindi di base resta un carattere determinato.
      Però non ho mica capito come mai ti interessi tanto questo aspetto, voglio dire, e se anche i fighter professionisti avessero paura cambierebbe qualcosa?
      Anche i piloti di formula 1 o motogp hanno paura di ammazzarsi, anche gli alpinisti, i free climber, chi cammina sulle corde, chi fa motocross freestyle, che fa surf... insomma, tutti in fondo sanno di fare qualcosa di rischioso e potenzialmente letale ma alla fine LO FANNO LO STESSO, quindi per me la raccontano anche eh...

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    2. Mi son focalizzato sull'aspetto della paura perchè conosco un fighter di MMA di buon livello ( non sto a dire il nome) che prima che facesse Mma non era il prototipo della persoma determinata che non avesse paura di fare a botte e in un paio di volte capitò che io stesso ( un pincopallino qualunque) dovetti difendsrlo... Poi lo vidi un paio d'anni dopo (quando lo rividi praticava MMA da un anno) e notai che aveva tutt'altra personalità. Quindi è possibile che un ragazzo che sembra poco incline alla violenza, anzì diciamo anche spaventato, una volta iniziato a fare sport full contact gli scatti qualcosa in testa che lo porti a trasformarsi sotto quel punto di vista ?

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    3. Esatto, è proprio di questo che parlavo in un post passato in cui spiegavo quanto bene possa fare la pratica di uno stile funzionale anche in termini di carattere ed autostima.
      Certo conta molto anche l' ambiente in cui ci si ritrova, perchè esistono anche gruppi di imbecilli.
      Se vogliamo essere più generici, qualsiasi altro sport di contatto porta enormi benefici in questi termini, ne parlavo anche riguardo al tema del bullismo in cui a mio avviso si debba lavorare più sulle vittime che non sui bulli stessi, perchè che piaccia o no finchè uno resta piccolo, nero ed indifeso sarà sempre soggetto a scherno.
      La paura si vince eccome, in qualsiasi campo, e la chiave per superarla sta sempre nell' affrontarla e trasformare le situazioni che ci fanno paura in qualcosa a cui ormai siamo abituati, che quindi CONOSCIAMO.

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  21. Holà Arte,qualche quesito:

    -Il primo è un pò curioso.Qualche giorno fa,leggendo l'intervista ad un maestro d'arti marziali si domandava "quale persona che tu conosci secondo te merita la definizione di guerriero" e lui risponde "mio cognato,è cattivo come una bestia e non ha mai fatto un corso d'arti marziali".Ecco tra le persone che tu conosci o hai conosciuto quale secondo te meriterebbe questa definizione? (non guerriero nel senso morale etico che si attribuisce di solito nelle AMT).

    -Secondo,ne avevi accennato qui e lì in varie parti del blog,come sono vissute e viste negli altri paesi le arti marziali/discipline da combattimento?.

    -Che relazione c'è tra il catch wrestling e la lotta olimpica,e perché è così poco diffuso?

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    1. ciao,
      - intendi quindi nel senso di gente aggressiva che sappia menare a destra e a sinistra pur non avendo mai fatto arti marziali?
      Beh guarda, se devo essere sincero io non ho mai amato questo genere di frequentazioni, quindi non mi viene in mente nessuno con queste "qualità"...
      Poi boh, a me la stessa parola "guerriero", tanto abusata in ogni dove, fa tanto bimbominchia... tutti che dicono di essere guerrieri perchè tirano due sganassoni, peggio ovviamente quando fanno solo forme, alla fine trovo ancora più guerriero uno Yanomami nella foresta e non lo dico per fare retorica.
      Francamente non saprei risponderti, a me la gente violenta piace solo nei film e nei videogiochi.

      - beh, al solito mi limito alla mia esperienza e non voglio di certo fare il superespertone tuttologo :)
      Penso che molto dipenda anche dalla tradizione storica, diciamo pure il livello raggiunto nel riconoscere le cazzate dalle cose serie nell' ambito marziale, spesso correlato alla violenza media delle società di cui si parli.
      Per capirci nell' Est Europa la gente si mena di brutto, anche facendo Tai Chi: sono abituati a prenderle e darle quindi i corsi di forme e simulazioni fanno poca presa.
      In Francia ho conosciuto gente tosta praticante AMT, e guarda caso la Francia ha tradizioni marziali più ricche anche per via delle colonie asiatiche.
      In Nord Africa, altra zona di gente che si fa esplodere in nome di un dio del cazzo, di cazzari ne vedi moooolti meno: se dici di studiare "come fare a botte", DEVI saperlo dimostrare contro gente che ti mena sul serio.
      Qui chiamerebbero subito l' avvocato, la mamma e il parroco.
      I cinesi vendono tutto, si vendono anche la mamma e il cane cucinato a scelta, sanno benissimo quanto i boccaloni occidentali siano succubi del mito del cinesino dai colpi segreti e ne approffittano a piene mani.. ops, tasche.
      Mai visto un singolo maestrone cinese mettersi in gioco nel libero, cosa che invece ho visto fare da TUTTI gli sportivi, dal campioncino di Borgo Tre Case alla Leggenda internazionale.
      Insomma direi che molto dipenda dalla concezione stessa di cosa si intenda per scontro violento. Nei paesi più "violenti" anche la massaia non va a fare Killer Crab Magra pensando di difendersi da un ragazzotto palestrato stupratore seriale; Nei paesi affogati nell' esaltazione della tolleranza, uguaglianza, parità, diritto civile, buonismo, serie tv mielose americane, supereroi americani, femminismo, lotta per i diritti delle "minoranze", etc. etc. etc. la gente finisce per credere a qualsiasi cazzata purchè sia "politicalmente corretta".

      - mi spiace, non lo so e non vado a cercare su wikipedia per fare il saccente :)
      Mi informerò meglio e poi forse parlerò.

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    2. Ciao arte dici molto bene, infatti nei paesi violenti tutti quelli che vogliono difendersi(uomini o donne) usano armi,non corsi di dp che durano un tot di ore. Sai per quanto io in passato possa essere stato critico(ma sempre in modo costruttivo) nei confronti delle mma, devo ammettere che sono gli unici a non cimentarsi in assurde pratiche di difesa da coltello o pistola, anzi ho visto il video di un praticante di mma che ammoniva i più creduloni, sulle difese da varie armi, spiegando loro cosa non fare più che cosa fare. Un saluto!
      Mario

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  22. Thanks Arte,immagino poi che un altro sprone non da poco sia la fame,anche in senso letterale,che permette a certe pratiche di emergere più delle altre in determinati ambienti.

    A proposito di cultura marziale in altri paesi,mi ha un pò sorpreso in uno dei tuoi post che i giapponesi ci sono si individui di un certo livello ma non in cima,eppure il Giappone vanta comunque una certa tradizione marziale,oltre ad essere una cultura impregnata sulla competizione ( per quello che ho visto io,certo) si è anche parecchio "occidentalizzata" nell'ambito degli sport da combattimento

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    1. Beh, le ragioni sono sicuramente tante ma io continuo a pensare che dipenda ancora molto dalla mentalità di un cittadino medio che vive in una società diciamo meno violenta e abbia un maggior interesse a realizzarsi altrove, il che si traduce in un minor bacino di utenza ad alti livelli.
      Magari dico una boiata, ma penso ci sia una correlazione tra la MEDIA dei praticanti di alto livello e il tipo di ambiente in cui MEDIAMENTE crescano.
      Gli americani sono bisonti guerrafondai con il mito del più forte a tutti i costi; In Brasile la gente ti ammazza per rubarti una stringa in pieno centro; Nell' Est Europa la gente si picchia, ha piacere a picchiarsi ed esalta chi sappia picchiare ancor di più tutti gli altri :)
      In Thailandia saper picchiare può far la differenza tra l' emergere o fare la fame, un pò come in Brasile con il pallone...
      Se invece guardiamo gli altri paesi ci sono ovviamente eccezioni, ma il ragazzo medio è più interessato a giocare al playstation mentre si fa selfie con la bocca a culo di gallina col fidanzato :)

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  23. Tutto molto interessante. Anonimo nella sua domanda riguardo al fisico magro, si riferisce a Enrico Luciolli? Perché per la mia esperienza personale posso dire di non fermarsi alle apparenze, una persona magra può fare molto più male di un bestione da 120 kg, se sa come fare. E te lo dice il sottoscritto, che fa il body guard da molti anni e pratica la pesistica da 40 anni,senza riempirmi di steroidi, come si è sempre fatto e si fa oggi ancora di più.

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