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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

martedì 6 gennaio 2015

Difesa personale - cosa si intende?

Quando si parla di arti marziali in relazione alla difesa personale, sorgono spesso dei malintesi riguardo a ciò che l' interlocutore intenda.
Ciascun interlocutore.
Pertanto vorrei provare ad elencare le interpretazioni che vanno per la maggiore, condendo il tutto con qualche osservazione che comunque ho già trattato in passato.

Va infatti chiarito che parlando di difesa personale in realtà si butta nello stesso calderone tutta una serie di situazioni completamente diverse tra di loro, per gravità, modalità e possibilità di reazione.
Anche per questo motivo alla sfacciataggine di chi pubblicizza la propria arte marziale come adatta all' autodifesa "in generale" si unisce l' ignoranza di chi va a praticare con in testa una propria idea dell' argomento.

Proviamo a specificare meglio in base a quanto si sente dire dai diretti interessati.

- L' AUTODIFESA E' SAPER PICCHIARE PER STRADA

Suona come la più infantile e banale delle interpretazioni eppure è quella che va per la maggiore, quantomeno tra i maschietti.
L' idea di fondo è che mentre gli stupidi atleti si preparino a combattere infarciti di regole e limitazioni, massaggiati a dovere e con l' arbitro pronto a fermare il mondo al primo segno di pericolo, chi studia stili "da strada" si prepari ad affrontare bande di Guerrieri della Notte con le macchine in cerchio a far luce e biondone in abito da sera che godono se si macchiano del sangue dei virilissimi fighters.
La situazione tipo è una sfida tra ragazzetti esagitati il sabato sera, o a scuola nell' intervallo.
Il ragazzetto sfigato ama fantasticare su come possa stendere il bullo cattivone con i propri colpi cinesi o israeliani.
Il ragazzetto bullo ama fantasticare su come possa stendere Petrosyan, per strada, perchè libero di mettergli le dita nel culo, strappargli gli occhi, prenderlo a rigori nelle palle, rompergli Ceres in testa e antiche tecniche militari di questo genere.
Nessuno dei due ha mai provato a combattere contro un Petrosyan, ma se anche capitasse l' occasione declinerebbe in quanto "troppo limitante".

- L' AUTODIFESA E' SAPER GESTIRE LE SITUAZIONI PERICOLOSE CHE CAPITANO OGNI GIORNO ("sai com'è oggi la gente, non si sa mai...")

Anche questa è una delle interpretazioni che vanno per la maggiore, di solito quella di persone un pò più adulte e pacate.
Il problema riguarda quello che intendono per situazioni pericolose:

* un tizio ti manda affanculo mentre ti sorpassa sulla tangenziale;
* un tizio si altera perchè gli hai rubato il parcheggio all' Ikea;
* un tizio guarda insistentemente le tette della tua morosa inumidendosi le labbra;
* un tizio guarda insistentemente TE inumidendosi le labbra;
* un marocchino ti porge un orologio di dubbia provenienza esclamando una parola offensiva tipo "vù cumprà?";
* un albanese cammina sul tuo stesso marciapiede (non chiediamoci come si faccia a sapere che è albanese, lo è di certo);
* una tipa afroamericana cicciona vestita di colori fosforescenti ti prende a parole ondeggiando la testa forte della sua appartenenza al "sesso debole";

La cosa divertente è che per risolvere queste pericolosissime situazioni urbane c'è gente che pensa davvero di cacciare le dita nei bulbi oculari delle persone o sfoderare armi da taglio degne di Hannibal Lecter.

- L' AUTODIFESA E'... SAPER CREARE UN DIVERSIVO PER SCAPPARE

Diventato uno dei capisaldi che sentirete in ogni corso di difesa personale, senza però andare a fondo della questione.
L' idea è che tu sia al Bancomat, un rumeno (va più di moda) ti si avvicina chiedendoti di fare un prelievo anche per lui, dal tuo conto; In una frazione di secondo assumi la posizione della Gru e lo colpisci con una scarpata (ricordiamoci che "il colpo della Gru, se ben fatto, non c'è difesa!") ed ecco che molli tutto e scappi in Messico.
Anche senza scherzare, questa interpretazione non risponde a tutta quella serie di situazioni in cui la fuga non sia un' opzione, tipo a casa tua oppure quando l' aggressore compia un gesto inspiegabile come... inseguirti.

- L' AUTODIFESA E' SAPER COMBATTERE PER LA VITA E LA MORTE


Questa è l' interpretazione preferita tra i fanatici, i veri convintoni che si allenano nella propria arte mortale in preparazione all' Armageddon: del resto vivendo in una favela popolata da pugili zombies rumeni, ogni santo giorno devono sfidare l' invito a pranzo del Tristo Mietitore.
La loro cognizione della realtà è distorta per cui se il tizio di prima li manda affanculo sorpassandoli, deve aspettarsi qualcosa tipo una pistolettata nel cranio, un occhio cavato a morsi o peggio ancora un dito nel culo.
Alcuni ambienti contribuiscono ad instillare nei praticanti la sensazione che là fuori il mondo sia in mano a mostri sanguinari e ogni sopruso nei propri confronti sia da ripagare con la morte.
Naturalmente nessuno di loro si è mai trovato in una situazione di obiettivo pericolo di vita.

MA COSA SAREBBE QUESTA "STRADA"?

Vale la pena spendere qualche parola anche riguardo alla definizione di "strada", perchè poi uno finisce per pensare che l' italiano medio passi la maggior parte del suo tempo bighellonando da solo per i vicoli oscuri del proprio paese, cosa totalmente falsa.
Sintetizzando, ci si riferisce alla strada intendendo la vita quotidiana al di fuori del posto di lavoro, di casa propria e (per i detrattori) da ring/tatami/pedane buoni solo per le Giovani Marmotte.
I fanatici amano immaginarla così:

* cosparsa di "detriti appuntiti" (siringhe usate, pezzi di vetro, sassi acuminati, ricci di mare, orsetti gommosi... ma dove cazzo vivono?!);
* vi si trovano ovunque "armi improvvisate" per le quali valga la pena spendere anni per imparare a destreggiarle (bastoni di legno lunghi e corti, Nunchaku, Karambit, bottiglie di vetro vuote proprio lì dove si viene aggrediti, pacchetti di sigarette (!!!), ombrelli, etc.);
* gli amici dell' aggressore vivono in simbiosi con lui ed usciranno dalle fottute pareti al primo segnale di difficoltà del loro protetto;
* è buia, umida, stretta.. ehm, diciamo che è lo stereotipo del vicolo di New York che vedi nei fumetti o nei film americani (del resto viviamo tutti a New York, lo dice la tv);
* è deserta. Già, vivi a New York ma chissà come mai ti ritrovi da solo in un vicolo buio, umido e stretto, di notte, con il muro di mattoni che lo termina e una gang di brutti ceffi che ti circondano...
* è un luogo magico in cui i colpi che non funzionano mai su ring/tatami/pedane improvvisamente diventano micidiali, e viceversa;

Detto questo appare chiaro quanto sia facile malinterpretare la definizione di difesa personale in base a cosa intenda l' interlocutore, e di riflesso quanto sia difficile parlare con cognizione del suo campo di applicazione.
Senza contare un aspetto che sottolineo da anni: non sono i fanatici guerrafondai, gli appassionati di arti marziali o i bistecconi diciottenni a doversi preoccupare delle aggressioni (magari farebbero meglio a preoccuparsi di non aggredire LORO gli altri...).

Sono le ragazzine fashion, le nonne, gli omini sfigatini a subire le aggressioni peggiori, e guarda caso è proprio questa categoria che dovrebbe trarre qualsivoglia vantaggio da questi mirabolanti stili di autodifesa.
Salvo poi scoprire che in pratica i casi in cui hanno successo siano al limite del buffetto oppure l' importanza dell' arte marziale sia talmente minima da risultare ininfluente.

Se vogliamo parlare di autodifesa per "picchiarsi per strada", parliamo di ragazzetti idioti ai quali auguro una morte precoce, qualsiasi cosa pratichino, che tanto rubano solo ossigeno agli altri.
Se intendiamo situazioni urbane di gente alterata per il parcheggio, ricordo che senza chiamare in causa vecchietti cinesi o colonnelli del Mossad, ci sono tipo milioni di persone che se la cavano ogni giorno con un vaffanculo.
Se si tratta di colpire in qualche modo per poi svignarsela, mi chiedo che bisogno ci sia di rompersi le palle per anni con forme, esercizi strambi e respirazioni da Aerosol, che anche Giggi er Bullo con un ceffone e un motorino acceso con cui scappare se la cava alla grande.
Se infine parliamo dei casi gravi, invito a farsi un' idea un pò più onesta di cosa voglia dire avere malintenzionati in casa, stupratori, gente che vuole regolare i conti o, ahimè, pure il pugile stronzo deciso a stenderti "per strada".
E già che ci siamo fate anche un giro su un certo sito che pubblica video di aggressioni, incidenti e quant' altro, di paesi in cui la vita ha importanza zero: poi immaginatevi a fare i colpi cinesi contro quelli...
Auguri di Buon Anno...