PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

venerdì 25 dicembre 2015

Risposta - 7

Rispondo al commento di Anonimo nel post "Focus on: l' Aikido".
Solita modalità sperando di non decontestualizzare ciò che ha scritto.

- "circa venti minuti di corsa, flessioni e addominali di vari tipi a non finire (su dita, polsi, con una mano, in verticale, e corti, completi, da rialzati, addirittura a volte "appesi" a un'altra persona), potenziamento gambe nei modi più disparati (dal passo della rana - nome amichevole, quello vero non lo ricordo, insomma da accucciati - a caricarsi sulle spalle un compagno e fare cira 200 volte sali-scendi da un gradino di 30 cm), strch quasi ogni volta, esercizi (insopportabili) di respirazione, esercizi di tensione (tipo stare x minuti appoggiati solo sulle chiappe, distesi senza toccare terra con testa/talloni, e col maestro che ti salta - letteralmente aime - sulla pancia), e boh sto dimenticando qulcosa, poi in periodo pre-gara si andava sul pesante (anche per i poveracci come me che di gare non ne volevano sentir parlare). il tutto tre volte a settimana."

Non ho capito che stile praticassi, ma l' accenno alle gare mi fa supporre che si trattasse quantomeno di Karate.
Ovviamente posso dare un giudizio basato solo su quanto scrivi, i venti minuti di cui parli sono abbastanza tipici di tutti i corsi anche se di solito sono almeno trenta (dipende molto dalla durata della lezione).

All' inizio avevo capito proprio "20 minuti di corsa" e mi ero sorpreso, poi ho capito che era il totale di tutto (giusto?).
Beh, venti minuti in pratica sono un riscaldamento...
Non è che non sia allenamento, non è che non serva a niente, solo non è preparazione atletica.
La preparazione di cui parlo si fa soprattutto al di fuori della lezione e la si fa in modo scientifico.
Pesistica volta all' aumento della forza e velocità, corsa DOPO, drills vari, functional training...
Non fraintendiamo, non sto parlando dell' allenamento di Ivan Drago ma di esercizi, tempi e modalità studiate scientificamente contrapposte ad esercizi tipici delle AMT che spesso sembrano molto macho ma in pratica sono solo inutili quando non proprio dannosi.
L' esempio del maestro che salta sulla pancia è indicativo, anche io l' ho visto fare (e subìto) ed è una delle stronzate più tipiche di chi non ha capito veramente niente di allenamento, senza contare il rischio a cui sottopone le persone fosse anche per gioco.
A me ste cose oggi fanno incazzare.
Poi sia chiaro, io non sto cercando di dimostrare che nelle AMT non si faccia nulla, perciò invito la gente a partecipare a qualche lezione di AMT e a qualche lezione di SdC.
Traete da soli le conclusioni sulla differenza di modalità.

- "Le leve articoari, che trovo un modo raffinato e masochista di far male alle altre persone, se è vero che sono di difficile applicazione pratica, è anche vero che sono molto efficaci, SE riescono, ossia se ti trovi nella condizione di poterle applicare."

Le leve articolari sono efficacissime, che si faccia TurboKillaPalestinianJiuDao o non si conosca un bel nulla.
La differenza di applicazione tra stili funzionali (es. Brazilian Jiu Jitsu) e stili "meno funzionali" (es. Aikido) sta in tutto il corollario che porta nella condizione di cui parli.
In effetti potremmo dire che tutto il BJJ, o il Grappling, non si basi sulle leve ma sul come arrivarci. Ed è una differenza molto significativa.
Nell' Aikido manca questa parte soprattutto per la diversità intrinseca delle modalità di allenamento e per le estreme stilizzazioni e imposizioni d' etichetta.
Non vuol dire che una leva studiata nell' Aikido non funzioni, vuol solo dire che l' aikidoka medio abbia un' esperienza di applicazione migliaia di volte inferiore.
E' davvero tanto.

- "il punto è che se le eserciti molto, ti viene automatico applicarle SE sono applicabili, altrimenti cambi tencina. e ciò senza dimenticare che nel frattempo, più colpi dai e meglio è."

E io sono d' accordo ma se parliamo nello specifico delle tecniche visibili nei programmi tecnici di certi stili marziali stiamo sempre discutendo di situazioni altamente improbabili: gente che ti stringe il polso, che ti attacca dall' alto a mò di bastonata... senza il bastone, che tira pugni perfettamente in linea retta verso lo sterno (wtf?!) e cose del genere.
Giustamente dici che nel frattempo devi colpire: sì ma l' Aikido non dice questo e se per cavarsela con l' Aikido è necessario "ricordarsi che bisogna anche colpire", beh...
Al contrario un Jiujitero medio è ben capace di terminare uno scontro senza dover usare un singolo colpo, ma di nuovo invito a provare e vederlo da sè.
Una volta chiusa la distanza il Jiujitero si trova esattamente nel suo mondo, che sia in piedi o a terra (dove vuole portarti, e lo farà).
Quello che si vede fare dalla maggior parte dei marzialisti tradizionali è invece un disperato tentativo di applicare tecniche che in teoria conosce, ma in pratica... non ha mai allenato nella situazione pratica.

- "INsomma l'aikido non è molto efficacie,concordo pienamente, ma sviluppa una certa sensibilità che, untia ad altre cose, può tornare utile."

Tutto è utile, e le AMT possono essere benissimo più utili degli stili funzionali in un dato campo e contesto. Io discuto in termini generali di situazioni riscontrabili da ciascuno. Non vorrei passasse il solito messaggio facilone per cui l' aikidoka sia automaticamente un incapace e il jiujitero automaticamente un campione.

- "ebbene quel pugile, che tirava diretti a velocita e da posizioni sorprendenti, ad esempio, di leve ne periva (chiaramente mai portate alla rottura dell'arto...), oltre che di calci."

Non ne dubito, infatti il pugile puro spesso nemmeno è consapevole della varietà di leve e calci che potrebbe subire.
Però permettimi di osservare, le botte divertenti tra amici ce le siamo date un pò tutti, e si fa per gioco. Non c'è nè intenzione nè cattiveria.
Non voglio banalizzare l' importanza dello sparring amichevole, anzi, però ci vuole anche l' intelligenza per capire che il contesto sia piuttosto sfalsato.
Dal momento che un solo, singolo pugno tirato full ti manda al tappeto, è anche giusto sottolineare che lo sparring amichevole non sia il metodo migliore per dimostrare la validità dello striking, che al contrario premia moltissimo i lottatori.
Perciò dico: iscrivetevi ad un torneino di paese di MMA, oppure andate a fare lo stesso gioco nella palestra di qualcuno che NON conoscete e che quindi avrà un pò più interesse a non farci brutta figura.
I valori in campo cambiano sensibilmente, fermo restando la validità della tua osservazione.

- "senza considerare che (questa è esperienza perzsonale) un calcio improvviso a uno che ti corre dietro è devastante. e, tanto per dire, se è assurdo disarmare con le braccia per via della distanza, le gambe tendono ad essere più lunghe di un braccio armato di coltello."

Spero che non ti riferisca al "poderoso" calcio mostrato da Maltese nel suo iconico video...
Quella delle gambe invece non l' ho capita, stai forse dicendo che contro un tizio armato di coltello i calci siano una buona soluzione?
Continuo a sottolineare quanto le aggressioni armate vengano drammaticamente immaginate nei modi più lontani dalla realtà, spesso rifacendosi a scenette da telefilm anni '80 perchè per la stragrande maggioranza della popolazione sono gli unici riferimenti del contesto.
I calci non sono affatto una buona idea perchè:
- ci vuole molta tecnica perchè siano davvero incisivi, figuriamoci in una situazione di altissimo stress nella consapevolezza che quel tizio ti possa affondare una lama nelle budella.
Quello che fanno tutti è scalciare, ed è ben diverso.
- si espone la gamba ai tagli e anche se io dubito che l' aggressore medio sia un esperto capace di sfruttare l' occasione per colpire la femorale (altra baggianata che si sente spesso) si tratta comunque di un colpo disperato.
- spazio. I calci richiedono troppo spazio e le aggressioni armate non avvengono nei parchi come piace raccontare da tanti espertoni di difesa personale.
- come dicevo, un calcio per essere considerato risolutivo deve mandare KO l' aggressore, o comunque neutralizzare la minaccia.
Se non lo fa, e non lo farà, l' altro per tonto che sia chiuderà la distanza e comincerà a preparare la cena a base di te con un piatto di fave e un buon Chianti.

Saluti

16 commenti:

  1. sì tu forse conoscerai la tecnica,insegnata in alcune scuole di karate,che prevede di colpire l'aggressore,armato di pistola, con un calcio circolare alla mano. Il calcio sarebbe più veloce del dito che preme il grilletto (eeeeh!)....

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  2. allora, noto con piacere le veloci risposte, e tengo a precisare un paio di cosette...
    primo, i 20 minuti erano di corsa, delle 2 ore e un quarto di base (ogni tanto ci si fermnava in palstra un po di più) di allenamento, i primi 40-60 minuti erano dedicati a riscaldamento, potenziamento e spesso un po di strech. di questi, i primi circa 20 erano di corsa (in vari modi, tipo ginocchia alte etc) intervallata da serie di felssioni (decisamente più di trenta...) e addominali (corti, medi e lunghi, e laterali quando erano in vena). poi veniva il resto del "potenziamento". I pesi li usavamo di rado, in genere usavamo le altre persone come mesi.
    secondo, NON era karate, del quale (senza voler offendere nesusno) non ho una buona opinione per varie ragioni.
    terzo, il saltare "sulla pancia" serviva, a detta dei maestri, ad imparare come espellere l'aria per assorbire un colpo avendo gli addominali tesi. Non ho abbastanza esperienza per poter dire se fosse il modo corretto, ma essendo di costituzione mingherlina,posso solo dire che dopo 3 anni di quel corso in effetti riuscivo a incassare pezze che prima mi avrebbero sdraiato.
    venendo poi alle altre cose, quando sento parlare di "difesa da pistola" rido, credo che se uno ti punta una pistola (mi è successo qundo ancora non praticavo) l'unica cosa sensata è fare pippa, abbozzare e se credete in un dio pregare.
    per quanto riguarda la questione coltello/calcio, dico che (di nuovo, non sono uno particolarmente allenato, non ho molta esperienza etc) se giustamente si dice "tentare di disarmare uno con coltello porta a grandi rischi", è anche vero che in generale, più che "afferrare e disarmare", è logico evitare e colpire, e POI, semmai, disarmare. e in tal senso i calci tornano utili. e non parlo del video postato che non ho neanche visto. i calci sono difficili, si, ma molto dipende dalla persona. Facendo molto strech, almeno nel mio caso (sono sempre stato molto elastico), tiravo calci abbastanza forti, alti oltre la mia faccia (chiaramente non a 3 metri), e non telegrafati (leggi veloci e improvvisi), specie i diretti. i calci richiedono spazio: in parte vero, ma un diretto no, e il metatarso sul naso (o se si risce sulla gola) è abbastanza risolutivo, e cmq un mio "collega" più bravi di sicuro ma non un drago, tirava circolari in un corridoio largo un metro (casa mia), andando a segno, fregandosene dei quadri che miracolosamente non ha distrutto. e, chiaramente, in faccia.

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  3. II parte di risposta...
    leggendo il commento di elisabbetta ribadisco, non faccio karate, non credo che nulla di unano sia più veloce di un prioettile e rido di fronte alla "difesa da pistola". e mi viene da pensare, con tutti il rispetto che meriti anche per i commenti che fai (non sempre condivisibili ma sempre calzanti e utili alla discussione), che ogni tanto ti converrebbe scalare di marcia e fare qualche illazione in meno, e magari prima fare una domanda. Non ho mai studiato una tecnica contro una pistola. Da noi si faceva al massimo un po di kali e coltello.
    per finire, dal basso della mia umile poca esperienza, parlando della questione sdc-amt, i miei compagni di palestra (io no perche non amo le competizioni in nessuna cosa) si piazzavano sempre decentemente (ossia fra il primo e il terzo) alle regionali e un paio di loro anche alle nazionali. insomma c'èra la parte agonostica, il combattimento libero, che adoravo (una delle tre lezioni settimanali era interamente dedicata a ciò). la parte dedicata alle "forme", giustamente disprezzate da arte mortale, era si e no un quarto d'ora,a fine lezione, di UNO solo dei tre gg di allenamento. Insomma l'appropccio era "funzionale". Tanto per capirci, si usava parecchio roba come colpitori e "Piao" (l ho sempre chiamato scudo), il sacco pesante etc.
    rivolto ad arte mortale, per capirti meglio eh, senza polemiche, le gare di sandà le cosideri sport da combattimento? al netto dell'assenza di gomitate e (tranne alcuni regolamenti) ginicchiate... che poi, da me la tendenza era a mischiare molto le cose, uno dei maestri da anni si era specializzato in bjj (per me alquanto complesso perchè sono sempre stato, anche al massimo della mia forma, leggero e troppo lungo), un'altro in boxe pura, ultimamente vari mestri (5 in tutto) avevano iniziato a praticare con non so chi della TBAI), immancabili gli stage di jkd (quale maestro non ci si cimenta? e lo dico polemicamente, ho scoperto bruce lee tardi, mi è sempre stato sulla minchia [gli urli da scimmia poi...da noi tui cazziavano se emettevi rumori non dovuti esclusivamente al dolore] e non credo affatto che fosse "chissachi", solo un attore fomentato e molto allenato).
    quanto poi alle "botte fra amici", il pugile a cui mi riferivo era uno (per me) sconosciuto, propri per voler provare "qualcosa di diverso e sconosciuto". anche li certo, non vi era "cattiveria", ma quella sinceramente credo non sia facile da trovare in un allenamento, e scusatemi ma se per imparare a difendermi come si deve è necessario beccarsi qualche coltellata e farsi rompere un braccio continuo così. é un po il problema delle leve (che detto per inciso da noi studiavamo sia in teoria che applicate ad attacchi casuali, e seguite NON dalla totale passivitità del malcapitato che la subiva), per stiduarle "realmente" dovresti rompere e farti rompere le ossa. e non se po fa...
    poi, sempre per arte mortale, e sempre con estrema leggerezza, se sei di Roma, mi sai consigliare un paio di posti dove praticano sdc, amt fatte bene o qualsiasi altra esperienza che tu abbia trovato buona? da un annetto medito di ricominciare, e sono curioso di vedere dove mi indirizzeresti (condizionale d'obbligo perchè non so se ti darei retta :) ma cmq...)
    buon 2016 a tutti e complimenti per il blog

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    1. Ti rispondo per punti:
      - 20 minuti di corsa continuano a sembrarmi tanti, più che altro fatti in palestra. Preciso che per corsa io intendo andare a correre e basta, cosa che tipicamente si fa all' aperto o al massimo su di un tapis-roulant.
      Così come 2 ore e un quarto di allenamento mi sembrano davvero fuori media, oh buon per te eh...
      - il saltare sulla pancia è e resta una stupidata pericolosa e per nulla allenante di niente, impressiona solo gli sprovveduti. Il fatto che tu dopo TRE anni incassassi colpi che prima non avresti retto non è dovuto forse a tutto quello che hai allenato A PARTE una simile idiozia?
      - no, non è logico evitare e colpire, e a dirla tutta non è nemmeno logico afferrare e disarmare. Insomma, è vero tutto e il contrario di tutto, la difesa da coltello è qualcosa di troppo situazionale per stabilire a priori cosa sia meglio fare. Io comunque preferisco pensare di bloccare la lama, che il pericolo e il vantaggio maggiore derivano da lì, ma grazie al cielo non mi è mai capitato di verificarlo.
      - dici di tirare calci abbastanza forti, ALTI OLTRE LA TUA FACCIA e non telegrafati. A parte che tirare high kick non serve proprio a un bel niente in questo contesto, non ho motivo di dubitare della tua abilità, buon per te...
      Io ho sempre amato i calci, ne ero un buon interprete, poi ho provato con gente che pensava prima di tutto a farti male e mi è passato un pò di entusiasmo... non oso nemmeno immaginare di tirare calci ad uno armato, ma ognuno ha le proprie convinzioni.
      Dici di un calcio diretto (un frontale intendi?), e ti dico bon, siamo di nuovo nell' ipotesi di uno che ti affronta all' arma bianca dichiarandosi e magari schiaffeggiandoti con un guanto... Continuo a suggerire di studiarsi un pò di casistiche di attacchi armati.
      Dici di un metatarso sul naso e ti dico bon, penso tu abbia un pò troppa fiducia nel colpire al naso con un metatarso uno armato. Vai e prova, se ti riesce potrai smerdare tutti i krav-maga-cosi del mondo.
      Dici che un tizio tirava circolari in un corridoio largo un metro e io ti dico che ho visto gente fare cose tecnicamente sbalorditive, controlli impressionanti dei colpi e dei movimenti.
      Poi ho visto come ti aggredisce per davvero la gente e cosa succede quando l' adrenalina non ti fa andare giù neanche con un camion in faccia e mi è passato lo stupore per la gente abile a tirare a vuoto e senza paura di rimetterci la pelle.

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    2. Dici che la parte di forme del tuo corso era di si e no un quarto d'ora a fine lezione... scusa Anonimo, magari mi sbaglio, ma non è che tu stia parlando di un corso di SdC? Magari Sanda, se ho capito bene?
      Ma soprattutto... perchè ho come la sensazione che in un certo senso tu stia cercando di giustificarti o autenticare la tua pratica come qualcosa di Vero ed Autentico?
      Non devi rispondermi, non ha importanza, sicuramente sbaglio io... ma è già capitato che qualcuno venisse a descrivermi il proprio allenamento con dichiarazioni che mi facevano storcere il naso, che un quarto d' ora di forme "a fine lezione" (come per dire "va, ve le faccio fare giusto perchè obbligato, ma non contano nulla") non esiste in nessun corso di AMT.
      Poi citi un maestro che si era specializzato in BJJ (ah ecco), l' altro in Boxe (ah ecco, ma quanti maestri avevi diamine?) e proprio non capisco allora di cosa si stia parlando, tanto più che ho anche parlato di come a volte gli istruttori cominciano a praticare stili funzionali a parte E POI riportano le cose nel proprio corso di AMT, ma già stanno pisciando fuori dal vaso...
      Quella delle leve non l' ho proprio capita, perchè pensi che per dimostrare la validità di una leva si debba spaccare le ossa alla gente?
      L' intelligenza suggerisce primo di andare graduali portando al dolore, secondo di battere quando la sconfitta è palese, tutto senza arrivare alla rottura. Diavolo, funzionano ECCOME.

      Infine riguardo ai consigli, a parte che non sono di Roma, mi spiace ma non ne fornisco sia perchè detesto fare pubblicità sia perchè poi qualche facilone mi accuserebbe di essere un "semi-complottista"(wtf?) che scrive per spingere questo o quello.
      Saluti!

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  4. io la difesa da pistola l'ho studiata,invece; ma nella piena consapevolezza di stare studiando tecniche irrealizzabili,e per giunta con armi giocattolo. Ho visto un video di due russi (mi pare dalla divisa,o potrebbero anche essere ucraini) che fanno un disarmo con la pistola che si mette a sparare,come accadrebbe nella realtà,infatti. Spero solo che la pistola fosse caricata a salve ma questi qui sono dei matti,capacia anche di allenarsi con armi vere. La mia opinione sulla difesa da armi da fuoco già la conoscete, un'impresa da riservare solo in casi di vita o di morte e tenendo a mente la legge di Murphy: "non funzionerà" Se trovo il video lo posto.

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  5. x Arte: rileggendo i miei commenti mi rendo conto di non aver trasmesso correttamente il senso di quanto scrivo, quindi riprovo, rispondendoti per punti
    - 20 minuti di corsa erano: su un tatami (nella stessa palesta facevano judo) di ca 10 metri per lato, corsa in avanti per una decina di giri, poi, sempre correndo, corsa laterale, all'indietro, ginocchia alte, tallonate sulle chiappe, a comando "saltare e portare ginocchia al petto", 2 o 3 serie di piegamenti sulle braccia (dalla cinquantina in su, dipendeva anche dal maestro), 2 o "n imprecisato" serie di addominali (anche qui di varia natura).
    due ore e un quarto di allenamento tre volte a settimana sono una gran bella cosa: dopo il primo mese (in cui dopo una lezione dovevi restare A LETTO per una giornata perchè i muscoli semplicemente non ti ascoltavano) ho cominciato a poter fare due lezioni a settimana, dopo il terzo riuscivo a farne tre. e dopo due anni di sto andazzo, mi capitò di saltare per più di un mese, e al mio ritorno notai con gran felicità che "non avevo perso" allenamento.
    - il salto sulla pancia, che non voglio "difendere", ma solo spiegare (NB al fine di sentire da te un commento in quanto ti considero più esperto) consisteva nel restare in equilibrio sul sedere, paralleli a terra con braccuia lungo il corpo e gambe tese, uno a fianco all'altro, con una persona (circa 70 kg) che passava da uno all'altro (saltando per la distanza, non per affondare a pieno peso coi talloni per sfondarci). Occasionalmente, invece che questo, il maestro si metteva in piedi di fianco e ci dava 2 o 3 pedate, ma niente di eccessivo. Quarda io mi sono fatto male in tantissime occasioni, ma mai in quella. Poi certo, non do a questa pratica tutto il merito dell'incassare pezze. Sarebbe dovuto servire per imparare a usare l'aria, un po come gli ammortizzatori, che ne emettono un po con uno sbuffo, per assorbire i colpi.

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    1. Beh però allora non erano 20 minuti di corsa, era tutto il riscaldamento... immagino sia chiara la differenza tra fare 20 minuti di corsa pura all' aperto.
      Giusto per precisare, non sto dicendo che quel tipo di riscaldamento sia sbagliato eh.
      Hai fatto bene a precisare l' esercizio, comunque mi era già chiaro. Sono esercizi isometrici abbastanza tipici, ti riconfermo ancora una volta che passare in quel modo sugli addominali non serve a niente, non allena niente, al massimo porta qualche sfortunato a peti incontrollabili.
      Non ho detto che sia dannoso in assoluto, se ne fanno di esercizi cazzoni a volte anche solo per divertimento, ma è proprio una cosa inutile.
      Tra l' altro un conto è camminare sulla pancia senza affondare il peso, tu avevi parlato di salti, che diventano PERICOLOSI senza se e senza ma, visto che quattro quarti degli iscritti non si preoccupa ne sa di avere potenziali patologie alla schiena o ernie in attesa di certe stupidate per manifestarsi...
      In ogni caso tutto chiaro.

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  6. segue..
    - sul coltello veramente ho poco da dire, se non che in alcuni casi un calcio può servire a tenere a distanza. sul concentrarsi sulla mano armata, che a priva vista sebra assai logico, dico che ha alcuni difetti (pur nella sua utilità che riconosco), tipo: afferrare una mano in movimento non è facile, e se non ti riesce ti ritrovi l'avversario pericolosamente vicino; se costui intuisce le tue intenzioni ci mette poco a cambiare orientamento della lama. insomma, noi ogni tanto ci mettevamo con i coltelli di gomma ad attaccare liberamente, e alla fine quello che (a me personalmente) veniva meglio era concentrarmi sull'intero avversario, colpendolo il più possibile da distanza (da cui i calci), per continuare a stoppare le sue "cariche", e POI semmai cogliere l'attimo di pausa (o di dolore) per intervenire con un disarmo. Ma erano attacchi (non predeterminati ma) previsti, nel senso che "ci si allenava col coltello", qundi di certo differenti da come potrebbe essere una vera aggressione a lama (che si presuppone inizi a sorpresa e a corta/issima distanza). Però, se devo essere sincero, le due volte che mi puntarono un coltello vero, la distanza che mi separava dall'aggressore fu sempre di uno o due metri. Si potrebbe infatti dire che sono stato minacciato e mai aggredito, un po come mi capitò innanzi a un pisolone di dimensioni abnormi (almeno per me che non ho mai fatto il militare eheh). Non sarei qui in caso diverso, credo.
    quindi si, avversario che si dichiara (il quanto forse è un po troppo), che è ben visibile, mi pareva ovvio. In casi diversi ti rendi conto dell'attacco quando la distanza e i tempi di reazione non ti permettono un calcio. Che poi ciò accada di rado o mai nelle vere aggressioni non dubito. Ma non praticavo per imparare a difendermi, quindi è un aspetto che non mi interessa poi tanto.
    -metatarso sul naso, ok forse ho esagerato, diciamo genericamente in faccia, se becca sotto il mento va benissimo cmq, certo se tiri troppo alto e struscia solo sulla fronte sei nella merda. Ma ero abbastanza preciso.
    - corridoio di un metro: i colpi non erano a vuoto ma contro un altro amico che provocava, non ne fui sbalordito, ma semplicemente notai la precisione nel colpire la faccia e non la parete. Nessuna pelle in gioco, solo la tintura delle pareti, quindi su cio taccio.

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  7. segue 2...
    il corso era di kungfu tradizionale, detto cio il "maestro dei maestri" aveva praticato solo questa cinesata, in particolare kamnà (o quinnà se preferisci), ci stava la maledetta uniforme, le cazzo di cinture (figurati non ho mai voluto prendere - senza esame - la bianca, perchè per me l'unico esame era "ma io al me stesso del mese scorso quante ne darei?"), le forme, i nomi in cinese (e chiamalo jab!) [questo per dirti quanto condivido il tuo sfogo contro i "tradizionalisti"]. Lo stesso riscaldamento/potenziamento era impostato in modo molto tradizionale, si facevano esercizi che non credo si facciano in palestre specializzate in SdC. Ma, lo stesso caposquola era anche istruttore NPIAMA e affiliato Inostanto A., e maestro di thai boxe (da meno decadi). E si era circondato di altri maestri (a proposito, altri 4), di cui uno proveniente da judo e che, DOPO aver preso la nera, aveva iniziato anche boxe. Un'altro che, DOPO la nera, si era appassionato nella lotta a terra e aveva iniziato a fare bjj. Un altro ancora che VENIVA dall'aikido (nera anche qui), e infatti era quello che, dopo il caposcuola, di leve ne sapeva molto (era pure medito traumatologo, della serie dopo averti rotto re riaggiusto...). Il quarto credo avesse fatto solo kung fu: il maiuscolo per dire che nel loro caso non hanno dovuto passare a "stili funzionali" perchè quello tradizionale non lo era, hanno semplicemente aumentato il loro bagablio tecnico - fra l'altro, nel sandà una preparazione in leve, in lotta a terra o altro non la puoi mettere molto in pratica - ma quasi tutti dopo aver già imparato a COMBATTERE seguendo un corso tradizionale.
    questo per dire, poi forse è stata una mia botta di culo, che la mia esperienza con le amt (ribadisto la "t" perche tale era) è stata un po' meno disastrosa di quella che a quanto pare ti è toccata a te. Ma con questo nn voglio difendere niente o nessuno, era più una specie di pacca sulle spalle per dirti: mi spiace che per te amt sia state Liberato Mirenna*, capisco che hai cercato altro, ma non è sempre così". tutto qui. (* cercalo su google se vuoi ridere, sapendo che è un riso amaro dato il n di poveracci che gli pagano l'iscrizione..).
    quindi non hai capito il senso dei miei commenti, non stavo giustificando qualcosa, perchè credo di essere capitato per mia fortuna in un buon posto. Lo scopo è: dato che condivido la tua delusione verso le cinesate fatte per stupire, cercavo di aiutare non te (che non ne hai bisogno) ma in generale chi legge a poter identificare facilmente i cazzoni. E in tal senso il discrimine non credo che sia tradizionali/moderni, ma "combattono o fanno solo esibizioni"? e questo ripeto, perchè mi son capitati anche a me i sedicenti monaci-spacco-tutto-ma-solo-in-teoria, mi fanno girare le balle, e sono contento che ci siano persone normali come te che tentano di fare un po di chiarezza per il prossimo.
    O, poi veniamo al solo, certo un sistema di lotta lo si verifica solo lottando, e infatti non solo ci si preparava sempre alle varie competizioni (anche in non alteti), ma tutti i sifu erano passati per gare di sandà, in genere anche con buoni risultati. Quello che penso è che questo passaggio alla prova dei fatti non rende una cosa meno tradizionale; anzi a dirla tutta anche questa prova del nove sportiva è leggermente falsata, perchè si tratta cmq di competizioni sportive, con regole etc. A renderla tradizionale sono altri aspetti, che possono piacere o meno. Fregnacce su ki, chacra et simila a parte, beninteso (che da noi erano più o meno bestemmie nella pratica).
    infine, capisco se non vuoi far pubblicità a nessuno, ma da me non avresti sentito nessuna accusa di complottismo. era solo perchè leggendoti mi sembri avere una buona esperienza nel settore e anche una buona capacità critica, per cui potevi darmi delle buone dritte. E, consapevole che ci sta sempre qualcuno che ne sa più di me, non perdo mai l'occasione di chiedere.
    ciao

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  8. Credetemi,Arte Mortale non è un complottista. Sul web ho letto di tutto: Paul McCartney è morto, Elvis è vivo, l'uomo non è mai stato sulla Luna, i deliri di David Icke...di tutto. Arte non è complottista solo perchè sostiene che lo Stile della gru Bianca è una fuffa,,lo può capire chiunque. O quasi ,a sto punto,perchè chi vuole vivere di illusioni,io dico,ma chi sono io per rovinare le vostre illusioni?

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  9. ciao arte è tanto che non scrivi un nuovo articolo, a quando il prossimo? hai mai pensato di fare un "focus on sul pugilato" da praticante di quest'ultimo sarei molto interessato e curioso a leggerlo.
    guarda in che video sono incappato in rete: https://www.youtube.com/watch?v=oHpadYr-XQQ
    scusami ma per te questo è kung fu?? sembra più un tipo che smanaccia a caso, non ci sta nulla di marziale in quello che fa, tralasciando il fatto che per me utilizza anche le unghie. tu cosa ne pensi al riguardo, buona giornata

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    1. Ciao, in effetti ultimamente sono molto impegnato e a dirla tutta non trovo argomenti particolari che non abbia già trattato, non vorrei arrivare a scrivere per forza scadendo infine nella banalità e nelle guerre tra poveri...
      Pugilato? Beh, io penso tutto il bene possibile del pugilato, perciò sarebbe un articolo di quasi soli elogi...
      Ci sarebbe da parlare molto di più del video che hai indicato, ennesimo esempio di propaganda ridicola in cui si vede un presunto pugile (ah ah ah) "prenderle" (???) da un virilissimo e abilissimo cinese che grazie ai suoi decennali allenamenti vince (?) l' incontro smanacciando che neanche un gatto in calore...
      Col "pugile" che non tira nemmeno UN (numero 1) pugno, ma sai, ha i guantoni e quindi nell' immaginario DEVE essere un temibilissimo boxeur con decine di match sulle spalle!
      Per carità... scappa dall' inizio alla fine, praticamente è un tizio grosso a cui hanno messo i guantoni per registrare la scenetta di propaganda sul potere del kung fu, se non fosse che in effetti dimostra una volta di più le argomentazioni che vado cianciando da anni.
      - l' aggressivo ha la meglio sul passivo
      - tutti i cinesi smanacciano a cazzo dopo secoli spesi ad allenare millemila tecniche astruse
      - tutti i cinesi smanacciano a cazzo quando si tratta di applicare qualcosa
      - tutti i cinesi si riempiono la bocca col valore delle loro mitologiche arti marziali, e poi smanacciano a cazzo
      - tutti i cinesi adorano fare propaganda ridicola delle loro cinesate, soprattutto quando possano "autenticare" il loro valore paragonandole ad altri metodi ben più quotati... ovviamente senza andare dagli interpreti quotati ma prendendo pincopallini a caso da malmenare.
      Detto per inciso lo facevano anche i Gracie col BJJ, con la differenza che piaccia o no vincevano per davvero.
      - mettersi i guantoni da pugile non rende pugili. Tranne in Cina, ovvio, lì puoi anche metterti il cosplay da monaco Shaolin, allenarti di kick, tirare di kick, competere nella kick MA dire in giro che quello sia il kung fu Shaolin ahahahah!

      E ci tengo a ribadire ancora una volta, quello che si vede nel video E' kung fu, e più andiamo indietro nel tempo più ci avviciniamo alla realtà di come sia stato praticato per i famosi secoli, a differenza di oggi in cui tutti gli stili sono inquinati dai metodi e strategie presi dagli stili funzionali...
      Perchè la gente ancora pensa che i famosi cinesini invincibili di 300 anni fa fossero guerrieri che farebbero il qulo a qualunque atleta moderno, mentre probabilmente smanacciavano a cazzo contro pincopallini altrettanto incapaci...

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    2. Un argomento forse ci sarebbe da affrontare,quello che spesso e volentieri gli istruttori di difesa personale si dimenticano di accennare tra insegnare ad usare coltelli,strizzare palle e altra roba "senza limiti"...le conseguenze legali del saper conoscere tecniche di combattimento ed applicarle.se agli occhi della legge è come se fossi armato anche a amni nude se sei a conoscenza di qualche roba marziale le cose sono due: o non dici a nessuno che fai una qualche disciplina per autodifesa...o stai facendo un qualcosa che nella quasi totalità dei casi non potrai usare per le conseguenze legali che avrai

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  10. Salve Arte Mortale. IN effetti le AM hanno la capacità se praticate seriamente di dare un gran benessere psicofisico e livelli di concentrazione alti. Per il combattimento vero e proprio

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