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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

lunedì 17 marzo 2014

Risposta - 3

Rispondo all' utente marco-san che ha argomentato il suo punto di vista.

"[nell' Aikido] Non è assolutamente concepibile di poter applicare una tecnica ad un avversario cosciente senza prima averlo tramortito con un colpo perlomeno di distrazione."
- Giusto, il problema a mio avviso resta quello: come li imparo i colpi che tramortiscono?
Tramortiscono?!
Cosa faccio se non ho avuto successo?
Senza andar a cercare il pelo nell' uovo ritengo che sia proprio questo a fare la differenza: presumere di ottenere un risultato, dare per scontata una cosa che in effetti richiederebbe da sola un approfondimento costante.
Poi naturalmente ci sta che un' arte marziale venga stilizzata o intrisa di folklore e religiosità, tuttavia non mi pare che nell' Aikido (e per l' appunto in molti altri stili) venga studiato per davvero come riuscire ad attaccare con successo il nemico.
Non so se mi spiego, ci sono stili in cui ci si focalizza sul contrattacco ma non si studia come attaccare qualcuno, e questo genera false aspettative e soprattutto falsi attacchi.
Giustamente sottolinei come oggi siano stati eliminati i colpi dal repertorio dell' Aikido, però torniamo sempre lì: io studio come si deve, io alleno anche i colpi, io riesco a farlo funzionare...

"Il terreno di maturazione dell'Aikido (aikijujitsu, che però è davvero molto simile all'aikido TRADIZIONALE) è il campo di battaglia, un terreno di scontro dove gli attacchi potevano arrivare a 360 gradi."
- Comincio ad essere confuso riguardo alla concezione che si abbia del "campo di battaglia".
Provo a visualizzare il contesto e diciamo che mi viene in mente la scena de "L' ultimo Samurai" in cui Tom Cruise si ritrova circondato in mezzo al bosco.
Dove viene affrontato, come prevede "l' etichetta morale" del Bushido, da uno alla volta...
Non riesco invece a contestualizzare l' applicazione dell' Aikido nella scena finale, nel campo di battaglia in cui gli eserciti si affrontano all' arma bianca.
Una cosa del genere mi ricorda anche che ne so, Braveheart o Il Gladiatore sempre per restare in tema di famose battaglie cinematografiche.
E già visualizzando queste coreografie spettacolari non riesco proprio a capacitarmi di come un soldato potesse difendersi da più avversari alla volta.
Il tutto... a mani nude!
No, lo dico e lo ribadisco con forza: la gente girava armata di lame e il combattimento era inteso principalmente come uno scontro armato, il che in effetti potrebbe giustificare gli attacchi che si vedono studiare ancora oggi.
Ma ancora questo non risolve il problema alla base, e cioè che non è possibile difendersi da più avversari in un vero scontro per la vita!
E poi con cosa, con leve ai polsi e proiezioni?
Non puoi dire (a ragione) che negli stili sportivizzati si studi solo lo scontro uno vs uno contrapponendoli ad uno stile come l' Aikido, con le sue tecniche esageratamente lunghe e che richiedono un sacco di spazio intorno.
Non è compito mio stabilire il contesto di nascita o applicazione dell' Aikido, nè voglio affermare che "non funzioni" perchè non sarebbe vero: dico solo che qui, oggi, e nel modo in cui viene studiato è un' arte anacronistica e con evidenti lacune.
Di certo non aiuta a difendersi a 360° più di quanto lo facciano altri stili, giacchè che ci piaccia o no possiamo affrontare un Homo Sapiens alla volta e al massimo studiare una strategia per migliorare le chances in caso di aggressione multipla.
Spero che ora non salti fuori che nell' Aikido Ueshiba aveva inserito la psicologia verbale, lo studio del linguaggio del corpo, tecniche di descalation e così via!

"Si, proprio così, anche il BJJ o il valetudo, considerati come le simulazioni più realistiche di un combattimento per strada. Se in una rissa o aggressione ingaggi l'avversario in un clinch, assumi una guardia da boxe o peggio ancora porti l'avversario a terra, corri sempre il rischio che il compare dell'aggressore ti prenda da dietro e ti spezzi la schiena con una gomitata."
- il Vale Tudo era la simulazione (lo riscrivo: si mu la zio ne) più realistica di un combattimento a mani nude tra due persone competenti nel combattimento a mani nude.
Che non volevano ammazzarsi, giusto pestarsi a sangue (e c' è una bella differenza).
Chi parla di simulazione di difesa personale racconta palle tanto quanto i maestroni degli stili sacri cinesi.
Non voglio dilungarmi troppo nell' argomento, mi limito ad osservare che la guardia pugilistica è una delle posizioni migliori per poter attaccare E difendersi dai colpi veri che la gente usa per mandarti a terra, in piazza Duomo, nel campo di battaglia o sul ring del Lumpinee.
Non è l' unica ma certamente una delle più funzionali, provare per credere.

Se prendi in clinch l' avversario hai varie opzioni per mandarlo al tappeto o proiettarlo e terminare lo scontro all' istante.
Hai qualche nozione del clinch della Muay Thai?
I colpi di gomito sono poco noti perchè non passano in tv quanto le piroette dei cinesini, invito a chiedere ad un nak muay di provare: le gomitate dal clinch sono tutte colpi da KO, e di quelli brutti.
E ribadisco che possiamo preoccuparci di un solo omino alla volta, come in Double Dragon, che se ti arriva lo stronzo da tergo sei nella merda a prescindere.

Del portare a terra la gente ho accennato qualcosa in passato: è un eccellente sistema per vincere un combattimento uno vs uno, dimostrato miliardi di volte; E' un eccellente sistema per finire all' obitorio in una situazione in cui "sono sicuro/è probabile" che il mio avversario non sia da solo.
L' unica osservazione che posso fare è che, e di questo ho le prove anche personalmente, con il BJJ riesci in effetti a vincere gente molto più grossa di te, anche in pochi secondi.
Insomma, se mi trovassi alle strette, per quanto mi riguarda, preferirei rischiare portando a terra uno più alto e grosso di me piuttosto che mettermi a boxare.
Ammazzato per ammazzato, mi giocherei la chance in cui so di avere qualche freccia al mio arco; Se gli aggressori fossero già due lascerei stare l' idea.
PS: le gomitate non spezzano la schiena, a meno che tu non faccia Wing Chun!

"Nell'aikido si impara a mantenere aperti gli occhi in tutte le direzioni, principalmente per trovare un giusto varco e SCAPPARE"
- Uhm... non erano i sistemi di difesa personale quelli?
Cioè Morihei Ueshiba era in sostanza un "codardo" che elaborò uno stile per disimpegnarsi dalle aggressioni in gruppo dei giovinotti dell' epoca (o da Samurai armati di katana, arco e lance)?
Queste cose si dicono oggi perchè il Krav Maga ha fatto proseliti, rimarcando l' importanza di non finire alle mani.
Che poi è il comune buonsenso ad insegnarti che sia meglio evitare, altro che arti marziali: mi chiedo perchè uno debba spendere per "imparare a combattere" se poi a lezione gli insegnano (?) come scappare...
E a me sembra che Ueshiba fosse quello che ammazzava la gente perchè "non aveva ricambiato il suo saluto", salvo poi diventare un pacifista.
No, non sono d' accordo con la tua affermazione.


"L'aikido ti insegna unicamente a difenderti contro attacchi certamente telefonati, ma portati con la massima potenza da un avversario che con quel colpo vuole distruggerti."
-  Non mi piace fare le pulci alle frasi però capisci come ci sia una palese esagerazione nella tua affermazione: e le altre arti marziali studiano invece come difendersi da attacchi "a bassa/media potenza"?
Studiano combattimenti simulati in cui l' altro voglia solo spaventarti?
Secondo me volevi dire che nell' Aikido si studino difese da attacchi specifici, impulsivi, disperati, singoli...
Ha senso, non lo nego, purtroppo però questi attacchi continuano a non affrontare il tema "scontro" in modo sufficientemente realistico.

"Hai mai visto risse tra persone che si affrontano a colpi di jab, solidi sul loro baricentro? Io no: in generale, in strada, la gente per far male si sbilancia."
-  Tutto è possibile, ho visto anche quelle.
In genere però ho visto gente che comincia a darsele quando è ormai quasi a contatto, e se non va giù al primo scambio di cazzotti (che partono a sorpresa, altro che telefonati), si azzuffa come fanno i gatti in calore nelle notti di mezz' estate.
In tutto questo diventa impossibile l' applicazione di qualsivoglia tecnica raffinata presentata in qualsivoglia arte marziale.
Non so se mi spiego, anche il Taekwondo studia potenzialmente un ottimo modo di mandare al tappeto la gente, purtroppo le situazioni non avvengono a quella distanza e tempistica.

"se incontro un boxer in strada che vuole farmi male a colpi di diretti, io me ne ritorno a casa camminando all'indietro, tenendolo a distanza con le braccia stese in avanti, applicando la cosiddetta difesa passiva, vietata nelle regole del pugilato."
-  E' un' osservazione intelligente ma sai anche tu che non sia credibile...
Se qualcuno decide di venire alle mani con te, lo farà che tu lo voglia o meno.
La difesa passiva ha la sua ragione d' essere per descalare una situazione che sta per incendiarsi, ma quando l' altro ha deciso di attaccare, o scappi a gambe levate (se puoi) o accetti lo scontro.
Permettimi di ribadire che non serviva l' Aikido per pensare che sia meglio non picchiarsi, e che il fatto che i pugili non studino la difesa passiva non è una lacuna del pugilato, che è uno sport e non si occupa nè di autodifesa nè di scontri sui campi di battaglia.
A proposito, sui campi di battaglia i soldati indietreggiavano con le mani tese?
E nelle strade giapponesi del primo '900?

"E allora perchè non possono funzionare su Fedor Emilianenko? Perchè sul ring, qualsiasi ring, non ti stai difendendo da una aggressione, ma stai combattendo contro un avversario in guardia, estremamente concentrato, che di certo non ha intenzione di lasciarsi afferrare i suoi polsi."
-  Attenzione: le leve ai polsi sono estremamente efficaci, ma sono vietate nei match (non tutti).
Proprio come tutte le tecniche invalidanti.
La differenza sostanziale è che applicare una leva di quelle da demo di Aikido è un' impresa da eroi nazionali (parlo di pugni parati al volo e movimenti armoniosi).
Nel BJJ la leva al polso è chiamata mao de vaca e si usa in contesti ovviamente ben diversi.
Quindi va fatta una certa distinzione sulla leva di cui si stia parlando, che può finalizzare benissimo anche Emelianenko.
Ricordando che esiste un altro problema di fondo e cioè che quando devi preoccuparti dei pugni, calci, ginocchiate e gomitate dell' altro ti passa davvero la voglia di rischiare certe cose, scoprendoti.
Se si lotta soltanto è un conto, e già non è facile; Se ci metti anche le botte è un grosso rischio, dovuto più all' occasione che si presenta per caso; Se infine ci metti i coltelli, la furia omicida e gli amici che "vengono fuori dalle fottute pareti" è un suicidio assistito.

"Le principali tecniche di base dell'aikido partono proprio (udite udite) con un attacco a sorpresa da parte di chi dovrebbe difendersi! In sostanza è una specie di Jab a mano aperta verso il viso avversario; quando questo istintivamente incrocia con il suo braccio il tuo per pararsi e avviene il contatto, SOLO ALLORA potrà partire la tecnica!"
-  Mi spiace ma stiamo di nuovo incasellando situazioni che sono estremamente variabili, facendo una specie di check delle caselle da spuntare affinchè la tal arte marziale trovi applicazione.
E' antipatico, lo so, ma è di questo che parlo.
Potrei fare un parallelo parlando del "famigerato" Double Leg.
L' applicazione tipica del DL nelle MMA è, semplificando, attacco pugilistico seguito da questa tecnica.
Lo scopo è lo stesso, distrarre l' avversario per facilitare l' esecuzione, ma come ogni tecnica o combinazione non può riuscire sempre.
Già, anche senza chiamare in causa professionisti preparati e che conoscono alla perfezione il suo utilizzo.
Insomma parliamo sempre di ipotesi con un certo margine di errore ma io mi rifiuto di credere che un' intera arte marziale sia fondata sulle ipotesi, fermo restando che l' attacco di sopresa al viso sia un ottimo diversivo a prescindere.

Tu stai dicendo che le arti marziali che denigro abbiano senso nel momento in cui ci sia sempre questa "distrazione", questa finta.
Ecco, stai proprio parlando di fintare. Dico bene?
Beh, scusa ma a me sembra ugualmente eccessivo, mi suona un pò come la storia del Wing Chun che funziona benissimo se ci puoi mettere graffi, sputi e tirate di capelli.
Anche concentrandoci nell' ambito extra-sportivo, la finta è una cosa che facevano alle medie i compagni bulli, e a loro volta i ragazzini presi di mira.
Una volta ti riesce, una volta no. E poi che fai?
La finta è quindi la chiave per il funzionamento delle AMT?
Senza offesa ma prova a fare qualche decina di sparring liberi segnandoti quante volte ti riesca fintare o "ingannare" in qualsiasi modo il tuo avversario.
Poi magari provalo in uno scontro full contact, anche nel garage di casa tua, con la tensione addosso e la paura di rimetterci una mascella...
Direi che è una componente molto utile, ma di certo non la sola.

"penso di stare vivendo meglio di te l'unione AMT e SDC, nonostante non faccia gare e non abbia ancora preso abbastanza pugni."
- Che dire... good for you!
Proprio non capisco perchè i lettori continuino a volermi fare il profilo psicologico attribuendomi carenze di affetto, disturbi comportamentali, delusioni amorose, frustrazioni represse...
Vivo una vita serena e, soprattutto, l' argomento arti marziali è ben al di fuori delle mie preoccupazioni.
Lo spirito con cui scrivo questo blog non è diverso da quello che può avere un fan di una squadra di calcio, anzi mi correggo, quelli sì che sono invasati repressi...
Il fatto è che delle arti marziali oggi me ne frega un gran poco, sono abbastanza adulto da saper discernere le cose importanti della vita e in particolare della mia.
Insomma mi sento libero di commentare e descrivere il mio punto di vista riguardo un argomento che conosco e fa parte della mia vita, e non ritengo che questo mi faccia vivere male nulla.
Se devo dirla tutta a volte ho l' impressione che siano proprio i lettori a vivere male questo blog, non parlo di te nello specifico che sei stato educato ed hai argomentato i tuoi pensieri.
Io la vivevo male anni fa quando praticavo AMT, volevo difenderle strenuamente ma iniziavo a rendermi conto che i conti non quadravano.
Ora mi sentirei libero di mandare affanculo anche le MMA e compagnia se solo avessi una ragione per farlo, perchè qui non discuto di cosa sia buono e giusto tra SDC e AMT, discuto solo di onestà ed obiettività su ciò che si sta facendo e dei suoi protagonisti.
Se il blog parlasse di uno sportivo deluso che ha trovato l' illuminazione nel Tai Chi, il concetto non cambierebbe purchè parlassi di fatti ed osservazioni obiettive.

"Mi dispiace che tu abbia deciso di buttare nella spazzatura le AMT. Nel mio caso penso che la boxe potrebbe colmare le lacune nell'uso degli atemi e, perchè no, migliorare il mio aikido!"
-  Non ho buttato nella spazzatura tutto, è spiegato nel primo post e più volte nei successivi.
Però continuerò a chiedermi per quale ragione i marzialisti (me compreso) debbano provare le arti funzionali per avere una visione più credibile dell' argomento botte reali, perchè debbano passare da Pugilato, Kick Boxing o BJJ per trovare le "risposte"(?) alle proprie arti marziali tradizionali e del perchè si parli di "migliorare" le AMT praticando SDC e mai il contrario.

Buona serata!