PRIMA DI COMMENTARE...

Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

giovedì 3 aprile 2014

Risposta 4 - ancora su Bruce Lee... (eccheppalle)

In risposta a Franco.

Ma fatemi un pò capire, per quale diavolo di ragione non si dovrebbe mettere in discussione il signor Bruce Lee?
Ma ti rendi conto della falsità della tua affermazione?
Come se ora, senza il tal cinese, le arti marziali non si sarebbero mai diffuse... Dai, per cortesia, va bene essere dei fan ma ragioniamo anche con obiettività.
Ha perfezionato le arti marziali? Ah bene. E come lo si può dimostrare tutto questo?
Ah, perchè si "muoveva agilmente" e ha girato coreografie emozionanti nei film.
Eh beh, mica male come prova.
Però ha fatto anche tante esibizioni in pubblico e "i grandi andavano ad imparare da lui".
Pensa te, nel frattempo nel resto del mondo c' era gente lontana dai riflettori, e intendo anche perfetti sconosciuti di cui non sapremo mai nulla, che si ammazzavano di botte o magari che ne sappiamo, ammazzavano di mestiere altri cristiani in modi molto più efficaci che col Gitcundò.
Chissà, magari persino con le più tradizionali delle arti marziali.
Ma no, Bruce Lee è intoccabile, è il Lord.
Una sorta di Gesù delle arti marziali, era tutto lui, faceva tutto lui, sapeva tutto lui.
E tutto questo perchè? PERCHE' CI SONO I FILM CHE LO HANNO RESO FAMOSO.
Io non riesco a capacitarmi di come delle persone adulte non riescano a comprendere questo concetto dopo averlo sottolineato miliardi di volte, ma a questo punto siamo nel campo della Religione, prendere per buone cazzate prive di alcuna prova solo per Fede.
E' così e basta.

Andiamo con ordine perchè sono anche un pò stufo di tornare sempre sugli stessi concetti:

- Bruce Lee non ha sdoganato nulla: ha portato alle masse (occidentali) un nuovo modo di rappresentare le arti marziali, e ha innovato l' ambiente con allenamenti rivoluzionari.
Gliene do pieno merito, mica è poco.
Ma non raccontiamocela, senza di lui lo avrebbe fatto qualcun altro presto o tardi.
Anzi, SICURAMENTE lo facevano già in TANTI ALTRI... solo che non erano mica attori famosi!

- Dan Inosanto era talmente esperto di Kali, Escrima e Silat che un giorno arriva il signor Bruce Lee e "lo perfeziona". Sticazzi che espertone...
Scherzo, ma spero sia chiaro il concetto.
Se Bruce Lee fosse emigrato che ne so, a Vergate Sul Membro, avrebbe perfezionato l' arte di Giggi er Bullo?

- "I famosi nunchaku"... Cristo santo... siccome ci faceva le evoluzioni nei film ora i nunchaku sono diventati un' arma formidabile.
Parlare di nunchaku in relazione alle arti marziali, quelle vere, è un pò come parlare di Holly e Benji in relazione al calcio giocato.

- "L' efficacissimo Wing Chun". E di nuovo...
Da cosa si può dedurre che il suo Wing Chun fosse efficacissimo? Dalle sequenze nel Colosseo contro Chuck Norris (del resto ci ha battuto un pluricampione di Karate, giusto?).
Poi giri su un pò di siti, provi ad informarti un pò, e scopri che Bruce Lee ha praticato WC solo per qualche anno, senza contare gli innumerevoli (e spassosissimi, lasciatemelo dire!) racconti di chi vuole tirare acqua al proprio mulino: chi dice che Ip Man non gli insegnò bene, chi dice che il suo non era "100% originale" (AHAHAH!), non dimentichiamo tutti questi italiani che invece divulgano nel mondo il Vero Autentico Wing Ving Twin Cin Uin Chun Tsun Tchun Sptciù Xun Bum....
Mi spiace ma per fare un' affermazione del genere ci vogliono dei dati, e questi latitano nonostante innumerevoli richieste.

- "Brillanti pellicole cinematografiche".
Detto per inciso trovo la recente esplosione di film sul wing chun ed eroi annessi come un cancro deplorevole e fastidioso al colon, ma questa è un' opinione strettamente personale.
Magari è sconfortante pensare che ancora oggi ci sia gente a sbavare dietro a filmetti di PROPAGANDA CINESE, alla stregua di come avveniva negli anni ' 80 con gli americani che "raccontavano la guerra del Vietnam"... dove erano sempre gli impavidi eroi dai grandi valori morali, vincenti, giusti, invincibili, bla bla bla..

Ma aldilà dei gusti, vi rendete conto di parlare sempre e solo di FILM?! Di SCENA!?
Io cerco di portare l' analisi su un piano reale, tangibile, numerabile; In risposta trovo solo fan assatanati che parlano di film, amici degli amici, esibizioni, racconti e leggende, supposizioni...
Mi sconforta pensare che non si riesca a ragionare sullo stesso piano, al che sarebbe tutto molto più chiaro.
Me ne farò una ragione.

- Non ho capito la cosa dello "scetticismo pragmatico degli sport da combattimento occidentali".
Cioè, Bruce Lee avrebbe dimostrato qualcosa (qualsiasi cosa!) CONTRO le pratiche occidentali?
Ma non era quello che diceva peste e corna delle arti marziali ASIATICHE?!!?
Non era quello emigrato negli Stati Uniti venendo a contatto con una realtà già più evoluta nelle tecniche di allenamento e pragmatismo?!?
E PROPRIO GRAZIE A QUESTO poi creò il suo stile tanto fico ed efficace?
O faceva ancora Wing Chun con le forme delle farfalle?

- Vero, il tutto DEVE essere rapportato a quei tempi. E' importante ricordarlo, lo scrissi anche riguardo agli stili tradizionali che magari ai loro tempi, nei loro contesti, erano tanto invincibili proprio per questa ragione.
Però stiamo sempre parlando degli anni '70, mica di Jack La Motta negli anni '20.
E già ai tempi c' era gente ben cazzuta in giro, intendo dire gente nota, agonisti.
Non è per giocare a chi sia più cattivone, ma in Brasile la gente combatteva di Vale Tudo a pieno ritmo a quei tempi e, vediamo di capirci, parliamo di persone che si ammazzavano di botte per davvero, mica "sui tetti di Hong Kong, tra adolescenti, mulinando le braccia tipo gatto arrabbiato".
Bruce Lee poteva benissimo essere un fuoriclasse, ma comincio ad averne proprio piene le palle di ribadire le stesse cose ogni volta: nulla su questa Terra potrà mai dimostrare che fosse sto gran combattente.

- "ritengo che un bravo maestro di arti marziali (io per l'efficacia pratica dei colpi ci metto un maestro di Wing Chun) se dovesse confrontarsi con un Mike Tyson come è stato detto, non credo che Mike avrebbe possibilità di sopravvivere nel giro di un minuto, troppo limitativo per Mike avere possibilità, abilità e abitudine a colpire sopra la cintura solo con gli arti superiori."

Non so nemmeno come rispondere, passo proprio.
Oltre a sembrare l' affermazione di un dodicenne, senza offesa, è qualcosa che va ALDILA' della mia voglia di confronto intelligente.
E spero sia chiaro che non è per passare il testimone di "combattente invincibile" da Bruce Lee a Mike Tyson (che è un altro luogo comune).
Ma qui non sai proprio di cosa parli e non mi va di spiegartelo.

- Te lo dico io dove si dimostra l' efficacia di una cosa: facendola, nel suo contesto.
Le arti marziali trattano il combattimento umano.
Si studiano tecniche specifiche per attaccare e difendersi.
Ci sono specializzazioni in una cosa o nell' altra.
Alcune di queste cose funzionano con un buon margine di riuscita, altre no.
Lo scopo finale è, in tutti i casi: fare del male all' altro e non subirne.
Siccome la cosa è divertente, ci si sono anche creati degli sport che permettano in relativa sicurezza di farsi male.

Purtroppo oggi apprendo che un pugile senza ring, guantoni, conchiglia e arbitro, non vale più un cazzo.
Non è capace di fare del male, muore proprio.
Un Nak Muay prende in clinch il cinese di turno e muore, così. Appassisce perchè si aspettava che la musichetta salisse di ritmo e invece non accade.
Un Jitsuka salta in guardia, picchia sul pericolosissimo asfalto "pieno di detriti appuntiti" e muore.
Pensava di arrivare in montada e fare punti, invece non ha più opzioni.

E guarda caso invece, i mitologici stili da "vita o morte", quelli cinesi con le respirazioni speciali, le forme animalesche o le zampette che mulinano, quelli si che dimostrano sempre e ovunque la loro efficacia.
Sì sì! Esattamente come si allenano e si studiano!
Magari bisogna condirli un pò con dita nel culo, calci nelle palle, occhi strappati, cuori infranti, capelli tirati, zuffe da orsi, un coltello che salta fuori, uno spigolo dove serve e tutta quella serie di cose che piace tanto ricordare ai cultori di queste arti.
Non vincono mica grazie alle tecniche studiate eh, sia mai...

- Nel combattimento "reale" c' è in gioco "la pelle".
Sticazzi!
Insomma per questi personaggi è sempre in gioco la pelle.
Vivono in città italiane, civili, guardano Fessbuc ogni due minuti, parlano del telefilm della sera prima o del nuovo videogioco ma chissà perchè poi vanno ad allenarsi per prepararsi dalle aggressioni mortali ai quali sono esposti ogni sera.
Poi magari li senti pieni di sè perchè hanno steso un tizio in discoteca che ha guardato la loro bella, hanno imposto il silenzio al tipo che voleva fregargli il parcheggio e cose di questo tipo.
MAI, dico MAI sentito di uno che si sia difeso con queste arti marziali (e nemmeno con altre) da gente che ti entra in casa per rapina, gente che vuole "regolare i conti", gente che decide di farti il culo sul serio. MAI.
Quelli non sono combattimenti per la vita, no eh...

- Cosa praticavo e cosa pratico non è in discussione.
C'è chi lo sa, chi lo intuisce, chi lo ipotizza. Va bene così.
Praticavo "arti marziali di stampo tradizionale" e ora pratico "sport da combattimento".

- Ho discusso più volte delle mie motivazioni.

Franco, leggendo il finale del tuo commento mi rendo conto di aver usato toni sopra le righe mentre tu sei rimasto comunque educato.
Se ti sei sentito offeso dai miei toni mi scuso, considera le mie risposte come rivolte a tutte le persone che continuano a scrivere commenti, anche altrove, soprattutto riguardo a Bruce Lee.
Sul blog il mio post su Bruce Lee ha generato più commenti di tutti gli altri messi insieme, e questo mi da un' idea di come sia malinteso l' argomento.
Non c'è niente di personale.
Buona serata.

34 commenti:

  1. Ciao, mi rendo conto che forse non sono stato molto chiaro ma vale la pena ora premetterlo: io non ritengo Bruce Lee una figura divina da osannare a tutti i costi a prescindere dalle discussioni, lo ritengo però un personaggio chiave che ha contribuito qui in Occidente a metterci in testa l'idea delle arti marziali, idea che poi in base alla soggettività viene bene o male interpretata, un po' come la Sony ha fatto con la playstation, il termine playstation è stato sdoganato per identificare il generico videogame ma non il migliore in senso assoluto. In ambito scientifico, il termine Einstein identifica lo scienziato cervellone, ma non il migliore in senso assoluto. E' la fama (che peraltro non si ottiene per caso ma un minimo di carattere, di bravura, di voglia di osare e di innovare bisogna averli) unita al particolare momento storico che poi genera i miti. Sai quante menti migliori di Einstein sono esistite ma senza fortuna e attualmente la Playstation non è manco sto granchè...senza di loro lo avrebbe fatto qualcun altro presto o tardi? Non sono d'accordo con questa teoria a meno che non sei in grado di dimostrarla e in tal caso concordiamo un Nobel con John Nash sull'evoluzione della teoria delle dinamiche dominanti, però resta una tua opinione condivisibile o non.
    Credi che un nuchaku o una qualsiasi arma di percussione o tagliente o miste non siano efficaci nelle arti marziali vere o nella fattispecie per autodifesa? Se è così non sono d'accordo neanche su questo punto, a meno che il mio avversario non abbia una pistola puntata contro di me...
    Per quanto riguarda il cinema credo che il tuo giudizio resti legato al tuo gusto personale che non posso discutere...de gustibus mentre in quanto a ciò che ho detto mi riferisco al dato oggettivo della critica che mediamente ha ben giudicato quelle pellicole, non so ora se su wikipedia puoi trovare qualcosa a conforto di ciò che dico.

    RispondiElimina
  2. Qual è poi il piano tangibile, reale e numerabile? Chi lo stabilisce? La mia esperienza o la tua esperienza? No la mia no dato che a 12 anni non posso avere sta grande esperienza nè poter comprendere una spiegazione logica e dimostrabile dell'enorme falsità della mia affermazione: senza offesa, non sarai forse tu che assumi un atteggiamento presentuoso poco incline al dialogo costruttivo e democratico? Non pensi che sia doppiamente scortese assumere toni più o meno velatamente offensivi e poi scusarsi alla fine del messaggio? Cos'è questa, la regola del prima picchia e poi dopo medica? Non è così che funziona, c'è modo e modo per esprimere un dissenso, e ad ogni dissenso deve fare seguito la propria spiegazione in merito. Non so quale sia il tuo lavoro hobby passione oltre gli sport da combattimento, ma prova a pensare se ti dicessero "è qualcosa che va ALDILA' della mia voglia di confronto intelligente", "non sai proprio di cosa parli e non mi va di spiegartelo". Negli anni 70 c'era gente cazzuta...AGONISTI...quindi sportivi e ritorni sulla mia (sciocca???) opinione riguardo lo SPORT di cui prima. Per quanto riguarda l'efficacia hai detto la stessa cosa che ho detto io, ma su una cosa non siamo assolutamente d'accordo: che sia divertente (farsi male?), tra tutti gli aggettivi lo ritengo il più pericoloso che potessi usare, forse ho capito male il contesto ma l'ultima volta che ho sentito questa cosa stavo alle scuole medie, cioè l'anno scorso, sempre essendo dodicenne...... io......per quanto riguarda le cose che hai appreso, le hai desunte tu dal mio discorso partendo dal preconcetto che hai tu e quindi ci hai letto cose che io non ho detto e che non penso, semplicemente ho espresso una mia (sciocca???) opinione riguardo un combattimento reale: le respirazioni, i voli, le mosse degli animali e degli insetti chi le ha dette? Non ti parlo di personaggi, ti parlo di me o di te che METTI CASO CHE per strada SIAMO COSTRETTI A DIFENDERCI, è lì che io applico le mie (sciocche???) opinioni sull'efficacia. Il pugilato è uno sport da combattimento validissimo che secondo me andrebbe praticato per chi vuole crescere e perfezionarsi (ci sarebbe qualcosa da dire di molto pratico, nulla di trascendentale o di mitizzato o leggendario riguardo Bruce Lee e le tecniche del pugilato anche qui ma sorvoliamo, dato che non ho a disposizione manuali da poter citare).

    RispondiElimina
  3. Mi spiace che nel tuo percorso non abbia incontrato qualche insegnante che non sia cresciuto nelle palestre e che non abbia potuto raccontarti, senza ovviamente dati oggettivi a meno che non sia un videoamatore con la videocamere addosso, di esperienze che vorresti tu, come me credo anche altri abbiano avuto questo piacere ed io come te ABORRO tutti gli altri casi che mi hai elencato!!!
    Mi spiace di non essere degno di rileggere le tue motivazioni riguardo alla mia domanda ma va bene così.
    Per i toni sei senz'altro scusato, per i modi invece rinnovo il mio invito a lavorarci su dato che da vari interventi e risposte, vedo che è un po' il tuo modus dicendi che spero non sia anche nè essendi nè operandi.
    Ti auguro una brillante carriera sportiva o se non vuoi competere ti auguro buono sport!!!

    p.s. Se per te va bene terminiamo qua la discussione sulle arti marziali, mi fa invece piacere se ti andrà di rispondermi sul piano personale ;)

    Franco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi Franco, la ragione del mio scazzo anche maleducato è dovuta al fastidio che mi stanno generando tutti questi commenti riguardanti il signor Bruce Lee e compagnia, dopo aver esposto ormai da anni il mio punto di vista e le mie richieste riguardo l' attendibilità delle affermazioni che vengono fatte.
      Ogni santa volta mi tocca ripetere cose scritte decine di volte, ma mai nessuno che si prenda la briga di leggere per davvero il blog per poi portare nuove argomentazioni.

      Proverò ancora una volta a dare le mie spiegazioni, questa volta senza scazzi o prese per il sedere.

      - Bruce Lee è stato un personaggio chiave nella diffusione delle arti marziali in Occidente.
      Si, concordo.

      - Non ha avuto successo SOLO in quanto attore, ma perchè era un cultore di arti marziali IN SEGUITO entrato nello show business.
      Si, concordo.

      - Prima o poi, se non fosse esistito, qualcun' altro avrebbe fatto più o meno il suo percorso, o avrebbe avuto più o meno il suo successo, o la sua fama.
      Assolutamente. Non vedo come possa essere il contrario.
      Sarebbe stato "diverso", un' altra persona, un altro carisma, un altro metodo magari... ma sarebbe successo nè più nè meno.
      Ci sono miliardi di persone al mondo.
      Senza Bruce Lee, ci sarebbe stato un altro attore a diventare "il più famoso atleta di arti marziali".
      Francamente ce ne sono a centinaia di esperti, gente innovativa, gente fanatica.. quello che vuoi: la chiave di tutto sembra proprio che DIVENTASSERO ATTORI FAMOSI.

      - Non mettermi in bocca parole che non ho detto: le armi, comprese i nunchaku, funzionano e fanno male. Ci si ammazzano le persone dai tempi dei pitecantropi.
      Quello che intendevo dire è che il "nunchaku" deve la sua popolarità solo ed esclusivamente alle coreografie di Bruce Lee. Punto.
      Resta un' arma di improbabile reperibilità, di improbabile gestione rispetto a mille altre, e quel che è certo è che nessuna evoluzione coi nunchaku abbia alcuna funzione pratica in termini di difesa personale.
      Io sono convinto che questo Bruce Lee lo sapesse bene, però visto che girava DEI FILM, gli sembrò una buona idea introdurre uno strumento tanto spettacolare. E infatti così fu, e se oggi senti qualche buontempone che va in giro per davvero coi nunchaku (e quando avevo 15 anni giuro di averne visto uno in strada, non scherzo), è solo per via delle scene di Bruce Lee.
      Perchè non i Tonfa allora? Arma decisamente più pratica e non a caso utilizzata dalla Polizia di decine di paesi?
      Non erano abbastanza spettacolari per Hollywood.
      Se vai a leggere sti benedetti post nel blog, scoprirai che sono un fermo sostenitore delle arti marziali ARMATE che FUNZIONANO ECCOME.
      Eh beh, grazie al cavolo...

      Elimina
    2. - I miei gusti cinematografici sono ovviamente personali e lungi da me criticare gli appassionati di queste pellicole.
      Pensa un pò, anni fa quando vidi Ong Bak al cinema rimasi estasiato.
      Poi vidi Tom Yum Goong e Tony Jaa diventò il mio nuovo mito.
      Ricordo che in un blog personale dell' epoca scrissi testualmente che "quello era esattamente il mio modo di intendere le arti marziali".
      Più tardi feci ricerca anche su Tony Jaa, scoprendo tutto ciò che un fan non vorrebbe sapere riguardo al suo mito (che non faceva Muay Thai nè Krabi Krabong nemmeno per sogno, anzi viene dal Wushu, mi ACCORSI delle scene accellerate, etc).
      Ecco di cosa parlo io: un attore, per quanto abile, per quanto stuntman, per quanto carismatico, è un ATTORE.
      Per la cronaca Tony Jaa ha dichiarato candidamente che contro un autentico Nak Muay non durerebbe nulla.
      Ora, Bruce Lee non era solo un attore, e su questo siamo tutti d' accordo.
      Quello che però non viene recepito, e davvero comincio a pensare alla malafede, è che per quanto fosse abile, carismatico E pure bravo, non esiste alcun dato per poterlo definire un grande combattente.
      Mi spiace, non valgono scazzottate e incontri leggendari narrati dai suoi fan: non fanno testo.
      Al mondo ci saranno centinaia di persone ad aver riempito di botte altra gente, magari pure col Tai Chi... quindi tutto sta a dare un termine di paragone per poter stabilire che una persona sia tanto forte nel combattimento.
      E se escludiamo i combattimenti per la vita (e sfido chiunque a combattere per la vita con regolarità), restano solo i match documentabili.
      Bruce Lee, una volta emigrato negli USA, sposato e diventato maestro/attore di fama, non credo proprio che si sia trovato regolarmente a "combattere per la vita".
      Al contrario in chissà quanti posti nel mondo c' era gente che viveva in brutti posti e la pelle la rischiava sul serio tutti i giorni.
      Ma ancora non l' avrà fatta franca "tirando cazzotti e finger jab".

      Perchè questo discorso non viene compreso? Cosa devo dire di più?
      Forse avete poca esperienza di come girino le cose nel mondo reale, in paesi reali.
      Non è per fare la paternale ma davvero, siete mai stati in paesi realmente poveri e violenti?
      Avete un' idea di cosa significhi vivere sul serio tra brutta gente?
      Mi spiace ma io mi chiamo fuori perchè non capisco come si faccia a parlare di persone che si difendano a calci e pugni da aggressioni violente "per la vita".
      Se vogliono farti la pelle, te la cavi una volta, alla seconda sei al camposanto.
      Tutto il resto sono scazzottate, e se avete un' idea di come funzionino le scazzottate si fa molto presto a creare miti di gente invincibile o di arti marziali efficacissime.

      Molto più dura andare a dimostrarle contro atleti professionisti, con uno stupido regolamento sportivo (in cui però puoi anche lasciarci la pelle).
      E allora torniamo lì, per dimostrare di essere un grande combattente devi combattere e rendere la cosa inequivocabile, pubblica, visibile, e contro gente ritenuta altrettanto abile.
      Non cavartela con un finger jab di sopresa ad un gigione, o diecimila, perchè al mio paese c' è un maestrone che nel curriculum dichiara pure lui di averne vinti a centinaia di incontri "per la vita"...

      Elimina
    3. - Il piano tangibile, numerabile, reale è qualcosa di tangibile, numerabile, reale.
      Un tizio fa a botte contro un altro tizio.
      Usa le cose che dichiara di saper applicare.
      Vince.
      Più volte.
      Contro persone altrettanto capaci di riempire di botte tanti altri: contro di lui perdono.
      Ci sono testimoni non di parte, ci sono prove di tutto ciò.

      Questo è tangibile, numerabile, reale.
      Nello sport tutto ciò è ovviamente di default.
      Fuori dal contesto sportivo può senz' altro succedere, ma se non ci sono prove concrete resta tutta una storia non dimostrabile.
      Ora è chiaro?

      - La questione di Tyson che non durerebbe un minuto contro il fantomatico maestro di Wing Chun è e resta un' illazione.
      Si parla di Mike Tyson proprio perchè ha rappresentato l' icona del pugile spaccatutto, quello "invincibile".
      E di tutto questo ci sono ovviamente le prove, è una persona reale che ha fatto cose reali e numerabili nella modalità descritta prima.
      Davanti a milioni di persone.

      Invece quando si parla di "maestri di [arte marziale invincibile a scelta]" non esiste mai un termine di paragone, perchè appunto non esistono persone note a milioni di persone ad aver dimostrato le stesse cose.
      E così resta solo "il marzialista più noto", e torniamo a Bruce Lee, che era un attore e un maestro ma non un combattente, non era uno che andava in giro (faccio per dire) a sfidare gli altri maestri più famosi mettendoli tutti KO col suo JKD.

      Ora, io non posso trasmettere le mie esperienze a parole, ho solo una tastiera.
      Purtroppo ognuno qui deve fare mente locale riguardo al suo.
      Io posso solo dire che se avete mai visto in azione e magari vi siete confrontati con dei campioni del tal sport, diventa più che palese l' abisso di abilità che passa tra un professionista e un amatore, tra uno che le botte le va a dare ad altri professionisti.
      Lì non si tratta più di essere carismatici o avere fortuna: i fuoriclasse sono autentici fuoriclasse.
      Lì non si parla più di "se": c'è una persona che riesce a fare le cose in un modo migliore.
      Per timing, per potenza, per agilità... quello che vuoi, ma ci riesce meglio ed è lì da vedere e da provare.

      Elimina
    4. Invece quando si parla di "maestri di [arte marziale invincibile a scelta, possibilmente Wing Chun] si parla solo e sempre di supposizioni.
      Chi dovrebbe essere un esponente esemplificativo dell' applicabilità del Wing Chun? Chi è "l' uomo da battere"?
      Una volta c' era il signor Boztepe, e non mi addentro oltre in questo abisso perchè farei notte.
      Un altro bravo a menare signori nessuno, ah e detto per inciso grande, grosso, palestrato, cattivo e turco...
      Di nuovo niente omini capaci di ammazzare proprio quelli come lui "grazie all' [arte marziale invincibile a scelta, possibilmente Wing Chun].

      Perciò parlare di Tyson contro maestri sconosciuti e dare per scontato che siano proprio questi a fargli la festa, suona un pò come dire che la Longobarda potrebbe segnare 15 goal al Brasile entro i primi 30 minuti di gioco, o come dire che la DeLorean di Marty McFly abbia un' accellerazione superiore ad una Lamborghini Countach.

      - Parli del trovarsi per strada a doversi difendere.
      Ecco siamo sempre lì, "la strada".
      Io in vita mia non ho mai dovuto "difendermi per strada". Buon per me, ben felice di questa mia "mancanza".
      La mia esperienza però mi dice una cosa, e diavolo pure questo l' ho già scritto anni fa e nessuno che si prenda la briga di andare a leggere prima di sparare sentenze: quando facevo AMT, quelle "per imparare a difendersi nei combattimenti per la vita", e pure quando facevo Wing Chun, perchè sì l' ho praticato e quindi so di cosa parlo, mi sentivo capace "di difendermi".
      Ero considerato uno di quelli bravi in palestra, di quelli "che avevano capito".
      Di quelli "capaci di applicare le cose studiate".
      Ovviamente non essendomi mai capitato di dover mettere in pratica in contesti DAVVERO PERICOLOSI il tutto, restava una mia sensazione.

      Quando ho cambiato pratica e ho iniziato a bazzicare gli ambienti sportivi, la cosa che mi ha colpito maggiormente è la follia con cui potessi SUPPORRE di essere capace "di difendermi", quantomeno contro quella gente.
      Contro pincopallini qualunque avrei fatto un figurone, contro "stupidi atleti da ring buoni solo a seguire le regole" facilmente mi avrebbero steso in 5 secondi.
      Già: cinque secondi.
      E' il tempo REALE in cui sono durati i miei primi sparring in assoluto di lotta.
      E ricordiamolo bene, l' agonista in questione non stava tirando con cattiveria e non ci stava mettendo tutti quei gingilli che continuo a ripetere e che fanno la gioia dei cultori delle "arti marziali da vita e morte": dita negli occhi, graffi, bla bla bla.
      Io posso benissimo essere un incapace, mai detto il contrario.
      Poi vai a vedere come se la cavano gli altri contro queste stesse persone e fanno la stessa fine.
      E allora forse qualche dato tangibile, numerabile e reale cominci a segnartelo.

      Elimina

    5. Ma torniamo alla "strada": in strada vale tutto, no? A partire dai colpi "sporchi" suddetti.
      Ho visto agonisti affermati fare a cazzotti per strada perdendo ogni parvenza tecnica, finendo in zuffe bovine fatte dei soliti ganci alla cazzo, calci alla cazzo e testate sempreverdi.
      Stessa identica cosa per i cultori delle arti marziali precisissime, dove però, ed è questo che sottolineo, avrebbero dovuto trovarsi nel loro campo di applicazione.
      In strada te la puoi cavare in mille modi, o finire sul selciato per mille cose che non avevi considerato.
      A me, A ME, lo sport e il confronto ha insegnato a capire cosa sappia fare per davvero, quali siano i miei limiti, le cose che mi vengono bene e quelle che mi vengono male.
      Con le altre pratiche non era possibile, non essendoci un campo di confronto credibile.
      Ho un' idea di me stesso, che mi fa anche pensare di non potermela giocare a mani nude contro certa gente anche solo guardandola.
      Per questo la famigerata strada per me non ha nessun parametro tangibile, numerabile e reale in relazione allo studio di qualsiasi arte marziale a mani nude.

      E questo mi porta a ripetere per la miliardesima volta la solita cantilena: se le arti marziali devono la loro efficacia a sputi, graffi, dita negli occhi, calci alle palle e tutte queste cose note anche ai bimbi, trovo truffaldino continuare a parlare di pugni assorbiti, intercettazioni millimetriche, posizioni biomeccanicamente improbabili e tutto il corollario studiato in queste pratiche.

      Io non devo e non voglio convincere nessuno, anche questo torno a ripeterlo.
      Ognuno faccia le sue esperienze, si appassioni di quello che gli piace e tragga le proprie personali conclusioni.
      Ci sono però argomentazioni che penso vadano aldilà della soggettività ed è di queste che parlo.
      La discussione riguardo a Bruce Lee ha portato allo scoperto questo genere di ragionamenti, lo stesso riguardo al Wing Chun.
      Io sono SENZA DUBBIO di parte oggi, ma almeno non parlo per partito preso giacchè ero sia un fan di Bruce Lee sia un praticante di Wing Chun e altre cose affini.
      Espongo quindi un' esperienza maturata dalla ricerca e dalla presa coscienza dell' altra faccia della medaglia, che poi mi ha portato a prendere una posizione ben definita a riguardo.
      Ma riguardo a tutte le arti marziali in genere.

      Grazie per gli auguri, buona pratica anche a te qualunque cosa tu faccia.

      Elimina
  4. Un momento,chiariamo una cosa su Bruce Lee. La rivista Black belt,la piu'importante rivista di arti marziali(quasi l'unica) degli anni 60',gli dedico' una famosa copertina ed un servizio speciale,quando:1)Aveva solo 25 anni .
    2)Ancora non aveva fatto nessuno dei suoi quattro film.
    Dunque la sua notorietà ed il suo piccolo mito era già notevole quando era in vita e non noto come attore.Ed era dovuto al passaparola, a quel numero sempre crescente e ammiratori e di allievi,a quella fama(piaccia o non piaccia) di imbattibilità,ed infine al parere enormemente positivo dei critici e degli esperti che avevano assistito alle sue dimostrazioni.Ed in effetti nella intera e millenaria storia delle arti marziali,nessun maestro ha mai goduto di tanta stima ad un età cosi' giovanile.
    Circa l'efficacia del JKD beh,è un dato di fatto reale,vero e provato che la Swat lo abbia adottato a partire dal1978 prendendo come primi istruttori proprio alcuni dei migliori allievi del piccolo drago. Ora,almeno della Swat ci vorremo fidare noo? Di efficacia penso proprio che se ne intendano.
    Ciao a tutti sono Roberto (semplice marro'di Karate)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberto, Bruce Lee divenne noto prima come maestro di arti marziali, e grazie a questo passò al mondo del cinema.
      Tutto vero.
      Se però vogliamo prendere una rivista quale autenticazione del valore di una persona allora anche Violetta è una gran cantante (la sto mettendo sul ridere ma spero si capisca il concetto).
      La fama si guadagna in molti modi, e negli USA, con tanto di dimostrazioni e pubblicazioni lo credo bene che sia diventato "più famoso di qualsiasi altro marzialista".
      Si chiama marketing, e certamente il signor Lee, negli Stati Uniti degli anni '60, lo conosceva già bene.
      Perchè credi che avesse fatto dimostrazioni, libri e aperto scuole se no?
      Ci sono decine di maestri che zitti zitti portano avanti un lavoro magari superiore al suo, ma non sono noti proprio perchè non vanno a dimostrazioni, non fanno pubblicità e non hanno nemmeno corsi in palestre.
      Il tutto perchè magari, ma magari eh, intendono le arti marziali qualcosa di più di un prodotto per la massa.
      Se non vado errato anche lo stesso Bruce Lee infine chiuse i suoi corsi per una ragione simile: ciò non toglie che al momento era già osannato, e lavorò ben sodo PER ESSERLO.

      Poi per cortesia non chiamiamo in causa la Swat.
      Dico sul serio, non voglio scadere di nuovo nelle battute antipatiche.
      Ne ho parlato nel blog, se ti interessa il mio punto di vista puoi cercarlo.

      Elimina
  5. grande Arte Marziale, nonostante anch'io ti avessi mosso le mie critiche, in realtà cominci a starmi davvero simpatico, ammiro il tuo lavoro di decostruzione dei miti e leggende delle AMT ed è normale che ciò scaldi gli animi di chi in quelle arti ci crede ciecamente. Continuo però a rimanere nella mia posizione, ovvero INTEGRAZIONE, non eliminazione, delle arti marziali con i moderni sport da combattimento. Sono livelli di pratica diversi, ed è giusto che anche il 50enne panzone abbia il diritto di imparare qualche tecnica di autodifesa senza passare dal ring. Sai benissimo che gli SDC non sono per tutti! Ritengo poi importante tenere in vita e valorizzare gli ampi repertori tecnici dei diversi stili marziali, se non altro per una questione di trasmissione di beni storico-culturali. Molte tecniche sono affascinanti di per se, al di là di una possibile applicazione nel mondo di oggi, e voler ridurre alla pura funzionalità pratica tutto questo tesoro sarebbe come eliminare l'arte, la filosofia e il latino dai programmi di insegnamento delle scuole! Ho studiato per anni tecniche di disarmo da spada o tutta una pippa su come parare un colpo di spada con il bastone evitando che questo si tagli, ma ovviamente non mi sono mai preoccupato di come potrei applicare tali skills nel mondo reale: è ovvio che si tratta di uno studio anacronistico!!
    L'importante è avere chiara la differenza tra allenarsi in maniera collaborativa e non, poi uno ha tutto il diritto di voler impegnarsi solo nella prima. Il marketing che sta dietro ai corsi tende troppe volte ad occultare questa differenza, producendo sensei caricaturali e disonesti (con gli altri ma prima di tutto con se stessi).
    Su Bruce Lee quoto in pieno, nulla da dire, il suo più grande merito è quello di essere stato un formidabile divulgatore, come lo è Piero Angela per la scienza (mentre molti ricercatori ultra-competenti lavorano con contratti a progetto da 800 euro!)

    RispondiElimina
  6. Ciao allora circa la questione "Assolutamente. Non vedo come possa essere il contrario." continuo a non essere d'accordo, è un'idea "deterministica" ormai obsoleta di concepire la realtà, il ventesimo secolo ha prodotto evoluzioni scientifiche-culturali-filosofiche (da sempre 3 componenti in sinergia tra loro) che hanno condotto verso un approccio "probabilistico" della realtà. Lascio a te il piacere di approfondire l'argomento (libri di filosofia, testi scientifici sul '900 e internet). A me interessava mostrarti che questa realtà è solo una delle tante possibili, non l'unica ed ha prodotto questo risultato, non l'unico, per cui possiamo solo affermare che situazioni diverse o scete diverse avrebbero portato "probabilmente" a risultati diversi o allo stesso risultato. In termini pratici, quindi noi intanto giudichiamo questa realtà in quanto i "se" e i "ma" non fanno la storia.

    Per quanto riguarda i nunchaku e i tonfa, così come sui film e Ong Bak sono sostanzialmente d’accordo, poi in più ognuno ha la sua idea in base ai gusti personali al di là se una cosa sia fatta bene o meno.
    Su Bruce Lee e sugli incontri di lotta documentabili: d’accordo, mai detto il contrario, la mia discussione ha riguardato sempre il metterlo in discussione sui meriti che ha avuto, sui quali mi pare hai poi concordato anche tu.
    Mi parli di esperienze in paesi poveri e violenti, se ne hai e ne sei uscito e puoi condividere le tue esperienze con i lettori del tuo blog ben venga, giù il cappello sarò tra i primi a leggerti con attenzione. Viceversa restano solo opinioni e tanta retorica come la posso fare io o tanti altri. Se vogliono farti la pelle te la fanno perché non perdono tempo a prenderti a pugni ma ti puntano una pistola e sei finito e lì non c’è allenamento o stile che tenga. La difesa personale (attraverso le arti marziali e quant’altro) secondo me invece mira, laddove è possibile, a crearti una via di fuga dalle tipiche aggressioni urbane (molestie, scippi et similia) e certamente a migliorare l’autostima, consapevolezza di sé e a stare quindi meglio e quant’altro senza la pretesa di renderti invincibile, per cui il buon senso poi ti fa comprendere che nella maggioranza dei casi, su richiesta sotto minaccia di coltello di consegnare il cell, non vale la pena rischiare la vita se non hai un sufficiente margine di riuscita della manovra difensiva/offensiva/fuga e qui intervengono tanti fattori quali adrenalina del momento, autocontrollo, personalità, carettere…esperienza… e quindi torniamo a monte di questo pensiero. In tali casi essere atleta professionista ed aver vinto/perso dei match può aiutare? Forse sì forse no, dipende e a meno che non si è in grado di dimostrare la propria posizione, tanto l’atleta quanto il maestro quanto il monaco buddista quanto “esperto generico di arti marziali” senza esperienza reale (che sia militare o dovuta a necessità dettata dal luogo in cui vive o cose simili) sono sullo stesso piano, con diverse probabilità che nessuno di noi può essere in grado di quantificare, date le variabili in gioco.

    RispondiElimina
  7. Pertanto secondo il mio modesto parere,
    “per dimostrare di essere un grande combattente devi combattere e rendere la cosa inequivocabile, pubblica, visibile, e contro gente ritenuta altrettanto abile.”
    Questo tipo di dimostrazione resta isolata e vincolata al suo contesto, benchè sia molto valida, tecnica, rispettabile, suggestiva…(ribadisco NON DIVERTENTE!!!) e da cui trarre notevoli spunti e studi sugli stili di combattimento. E, cosa più importante, IL SUO CONTESTO RAPPRESENTA ANCHE IL SUO PIANO TANGIBILE, NUMERABILE E REALE, e come dici tu, negli sport è una cosa di default. Il tuo ragionamento qui non fa una piega. Fuori dal contesto vi è la realtà in cui magari anche un dilettante come me che viene aggredito da un atleta combattente professionista fuori di senno che ha vinto anche degli incontri, può cavarsela se in quel momento ha nella borsa di allenamento a portata di mano un karambit da allenamento. Sarei scorretto? Chi se ne frega, in quel momento devo neutralizzarlo per mettermi in sicurezza, devo quindi aumentare le mie probabilità di riuscita. Di contro ovviamente c’è la probabilità che venga lo stesso atterrato io…
    Il discorso di Tyson contro artista marziale (chiaramente non uno qualsiasi ma si intende qualcuno che ha tanta esperienza e preparazione da poter competere) non voleva denigrare né lui né il pugilato che invece, ribadisco nuovamente, è uno stile utilissimo e secondo me da praticare anche per diversi anni nell’ottica di completare la preparazione marziale, anzi per usare l’efficacissimo termine di marco-san, per integrare! E quindi la mia illazione mirava, attraverso un esempio estremo, a sostenere la multi-disciplinarietà come strumento utile per integrare e perfezionare le proprie capacità marziali. Diciamo che il parere più oggettivo è dire sempre “…dipende” ma così si finisce per non prendere mai posizioni e per non confrontarsi mai, quindi poi ognuno sostiene la sua opinione(io la mia non secondo prove ma secondo la mia logica e fino a prova contraria) non essendoci in giro materiale su cui documentarsi (Per inciso: Piero Angela non è solo un divulgatore scientifico o un personaggio da paragonare ad un ricercatore, facciamo attenzione a riconoscere i giusti meriti alle persone: quasi 10 lauree honoris causa non si danno per caso…se i ricercatori ultra-competenti guadagnano così poco forse la causa non è lui ma questa società d’oggi che è più preoccupata a seguire chi esce dalla casa del Grande fratello , per non addentrarci poi nella politica…anzi magari si parlasse di più dei vari “Piero Angela” nei vari settori del lavoro e della vita).
    Il parere esposto sopra è anche la mia chiave di lettura sul tuo discorso del professionista e dell’amatore.
    Grazie poi per aver condiviso la tua esperienza marziale e come ti sei affacciato al combattimento sportivo: gli atleti non sono dei buoni a nulla che seguono regole, mi spiace se qualcuno pensa questo. Io anche non ho la preparazione atletica per competere con un professionista, però nella realtà vedi il discorso di cui sopra. Di come se la cavano gli altri non lo so e non ci sono prove che la tua esperienza riguardi anche gli altri allo stesso modo, lo supponi soltanto e in base alla supposizione costruisci e ti segni il tuo dato tangibile. Io per ora non ho né tempo né voglia di intraprendere un percorso sportivo ma solo di continuare a studiare quanti più stili possibile col tempo libero a disposizione, poi sei libero di credere che il confronto sportivo in questo ambito sia l’unico percorso che risponda alla tua ricerca dei dati oggettivi, così come io sono libero di non crederci o di crederci con riserva se ti riferisci al confronto a mani nude. Il tempo galantuomo ci darà poi tutte le risposte.

    RispondiElimina
  8. Anche io sostengo che ci sono argomentazioni che vadano al di là della soggettività, ma è arduo e difficile dimostrarle su un campo del genere dove la teoria va a braccetto stretto con la pratica e dove le variabili in gioco sono troppe: ad esempio per stabilire, con dati OGGETTIVI REALMENTE VALIDI E NUMERABILI COME PIACE A TE, chi è realmente più bravo tra due combattenti ( o sportivi in generale) simili dovresti farli scontrare paradossalmente nello stesso tempo e talmente tante volte tra di loro da poter trarre una casistica a vantaggio dell’uno o dell’altro e ciò non basterebbe, perché ad esempio nel tennis Nadal è in vantaggio su Federer negli scontri diretti, eppure io da amatore appassionato e tanti altri esperti mondiali di tennis il cui parere conta più del mio ovviamente, continuano a sostenere Federer come uno dei migliori di tutti i tempi assieme a Sampras.
    Quello che hai portato allo scoperto sono solo le leggende metropolitane e i millantatori pseudo maestri di arti marziali che noi insieme condanniamo perché gettano fango sull’intero mondo marziale e portano i praticanti e gli amatori (forse anche te dato il blog e i contenuti) ad allontanarsi e perfino ad odiare culture e correnti di pensiero di tradizione millenaria diverse dalla nostra ma ancora oggi valide e attuali, che sono giunte a teorie e pensieri ai quali la nostra cultura è arrivata il millennio dopo almeno, nel dopo Cristo. Un altro utente ha già parlato del connubio Arte Marziale – pensiero (spirituale, filosofico e quello che sia) che permea da millenni in quella cultura (l’dea dell’unità degli opposti è tanto ricorrente quanto geniale). Io personalmente ritengo inscindibili l’uno dall’altro, è una mia convinzione e fino ad ora mi ha aiutato molto nella vita applicandola in tutti gli ambiti, unita ai miei valori ed educazione di base. Però può esistere senz’altro anche la pratica dell’una senza l’altra e viceversa. Ritengo che la cosa importante sia che, qualsiasi cosa si creda, venga applicata e funzioni con una certa regolarità e soprattutto porti ad una crescita “individuale e collettiva” di chi abbiamo intorno. Pertanto ancora in bocca al lupo e ti auguro di portare sempre avanti le tue idee e le tue posizioni ( di parte o non) in maniera rispettosa del prossimo.

    Franco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi perdo in troppi approfondimenti perchè ho poco tempo e credo di aver già spiegato abbastanza il mio punto di vista in tutto il blog.
      Giusto qualche rapida battuta:

      - Non ho intenzione di approfondire teorie sulle probabilità, se Bruce Lee non fosse esistito avremmo avuto John Doe. Se questo concetto non è comprensibile non so come altro spiegarlo. Pazienza!

      - Non servono le mie esperienze in paesi poveri e violenti per avere idea di cosa avvenga veramente nei paesi poveri e violenti. Chiamala retorica se preferisci...
      Nei posti dove si corrono veramente dei rischi "mortali" ogni giorno, la gente non si affida di certo alle arti marziali.
      Non va in palestra ad imparare dal supermaestrone di uinciun o dal colonnello dei servizi segreti israeliani.
      Solo i praticanti di uinciun e stili mortali militari sono convinti di essere tanto in pericolo, ma gli basterebbe un solo giorno in certi paesi per ridimensionare all' istante tutti i loro fanatismi.
      Se parli con un fanatico di arti marziali le argomentazioni sono molto fantasiose, bisogna parlare con gente scevra da pirlate di pugni, calci & C.
      Naturalmente questo non esclude che possano funzionare alla bisogna, spero sia chiaro.
      Solo che io mi immagino il maestro di uinciun che va a Mombasa, riempie di botte il ladro che gli è entrato nel bungalow e poi un' ora dopo si ritrova un VILLAGGIO pronto a pelargli la pelle dal viso, vivo. True story...
      Ah, prima che non si capisca, vale anche per il più cattivo dei campioni dell' UFC...

      - Certo che se vogliono farti la pelle ti sparano o ti accoltellano. O vengono in cinque.
      E' talmente ovvio che i praticanti di uinciun e stili mortali militari non riescono a concepirlo...
      Ed ecco che risalta fuori la storia delle arti marziali per difesa, il cui scopo è crearsi la via di fuga da aggressioni urbane.
      Ma non erano i sistemi militari "usati sui campi di battaglia dagli antichi"?
      Le arti marziali, quale sia la loro origine o specializzazione, possono servire a mille cose, compresa la dannata difesa personale: ma io bado sempre alle cazzate che si raccontano a riguardo, e il blog parla anche di questo. Ne ho scritto diverse volte.

      - Franco, andiamo, non capisco perchè tu insista su questa cosa del "divertente"...
      Stavo facendo ironia!
      E comunque sì, io lo trovo anche divertente... ma non pratico uinciun o sistemi militari mortali, per cui non vivo sempre nel terrore dell' aggressione nel vicolo oscuro che terminerà la mia vita nel mio paese felice, con la mia vita felice. :)

      - La realtà è che la casalinga di Voghera può ammazzare Buakaw in persona con una padellata di quelle giuste tra noce e capocollo.
      Già detto nel blog.
      Se però si mettono a fare a botte ho ragione di credere che il thai parta un pò avvantaggiato.
      Poi arrivi tu a dire che mentre Buakaw ti assale, tiri fuori il karambit, noto strumento che ogni persona civile e in pace col prossimo (come le nobili arti marziali insegnano) porta con sè ogni sera, e lo sbudelli seduta stante.
      Sticazzi, IL KARAMBIT!
      Parli di poterti difendere da un aggressore usando una delle armi più micidiali possibili... e torniamo punto e a capo, allora arriva un nano con la pistola e si difende da te col karambit.
      Ho già parlato anche di questo, tutti sono vulnerabili quando si parla di ammazzarsi a vicenda, ma non viviamo nel mondo di Kenshiro e c'è parecchia confusione riguardo al significato di "difesa personale".
      Non è che uno ti tira un cazzotto e tu "per difenderti" lo ammazzi con un martello...
      E' una cosa che mi fa molto paura dei fanatici dell' "aggressione personale", ed ulteriore motivo per cui mi sono allontanato da quel tipo di ambiente.

      Elimina
    2. - Integrare le arti marziali col pugilato significa, se permetti, fare una cosa diversa dalle arti marziali per come sono concepite.
      Non erano gli stili millenari, originali, perfetti, il più alto livello della conoscenza umana nel campo del combattimento?
      Oggi invece sembra che tutti i fanatici delle arti marziali asiatiche che andavano per la maggiore fino agli anni '90, "integrino" (INTEGRINO!) con arti funzionali occidentalissime e non di rado MOLTO più antiche delle dannate trovate cinesi...
      Io questo non lo capisco, ma alla fine è solo una questione di punti di vista quindi passo: ne ho già trattato in un post.

      - ho già spiegato ad un altro utente che io non amo fare le pulci ad ogni parola che scrivo, cosa molto di moda su certi forum nazionali che per fortuna ormai leggo molto di rado.
      Io cerco di scrivere in modo piuttosto colloquiale e portando paragoni senza addentrarmi troppo nei dettagli, se si capisce bene, se no pazienza.

      - Vorrei chiarire di nuovo una cosa: lungi da me idolatrare gli sportivi o sostenere che "solo loro siano capaci". Giammai.
      Però parli di nuovo della "realtà"... e siccome questo concetto è uno dei capisaldi dei cultori delle arti marziali "da difesa", ci terrei a ribadire il principio.
      La gente si ammazza con e senza arti marziali.
      Succede ogni santo giorno, anche due case più avanti della nostra.
      La gente aggredita prova a difendersi ogni santo giorno, a volte ci riesce, a volte no, con e senza arti marziali.
      La "realtà" di cui parli è quindi l' aggressione "mortale" o, per essere più generalisti, la situazione in cui "non esistano regole" (caposaldo n°2).
      Ebbene, abbiamo appurato che dita negli occhi, calci alle palle, etc etc etc etc etc
      funzionino, eccome, da tempi immemorabili.

      Con e senza arti marziali.

      E quindi dove sta il valore aggiunto di queste arti marziali speciali?
      Io allora provo a definire un campo di applicazione che escluda l' aggressione mortale dove possa cavartela con un morso alle narici o un karambit capitato per caso nella tua mano: e lo trovo nel "combattimento tra due persone, a mani nude, senza i colpi suddetti".
      E ne parlo da anni nel blog, diamine E' DI QUESTO CHE STO PARLANDO.
      Non so se mi spiego: se io sono appassionato di uinciun e una sera mi difendo da un bruto tirandogli un calcio nelle palle, non capisco cosa ci sia da elogiare del uinciun.
      Tolte queste cose cosa resta del uinciun (o delle AMT di cui tratto)?
      Un SACCO GRANDE COSI' DI TECNICHE, ESERCIZI, TEORIE, ALLENAMENTI SPECIFICI, etc etc etc.
      Dico bene?
      Ok, e tutta questa roba poi funziona proprio così nel momento della verità?
      NO, NO e NO.
      Sto dicendo una banalità, un' ovvietà grande come una casa? SI!
      Eppure milioni di persone continuano a credere il contrario...

      - I paragoni tra atleti lasciano sempre il tempo che trovano.
      Vedi, io non discuto di "chi sia il più forte", anche perchè spesso i numeri non bastano.
      Io discuto del fatto che "Nadal" E "Sampras" E "Federer" siano TUTTI dei campioni di Tennis, e su questo penso non si discuta. Giusto?
      Ecco, io non parlo del fatto che uno sia più bravo dell' altro "nel Tennis": discuto del fatto che TUTTI per essere tali campioni si siano allenati in un certo modo, fatto certe cose.
      Nessuno di loro è diventato "bravo a giocare a Tennis" allenandosi... a pincanello, alla Playstation o saltando tra gli alberi.
      Io discuto del fatto che per quanto possa cercare di convincere/rmi, il mio amico Chen Li campione di Ping Pong dell' oratorio non possa dire, senza dimostrarlo, di poter sconfiggere 6-0 Pete Sampras su un campo DI TENNIS.
      Ma pure un tennista medio.
      Magari se fanno una corsa campestre gli fa il culo perchè usa le Nike Air Special Edition, ha tirato di cocaina e una marmotta fa inciampare l' americano.
      E nessuno avrebbe nulla da obiettare.
      Saluti

      Elimina
  9. Bhe per quanto interessante ed articolato che sia, resta il TUO punto di vista del tuo blog e in quanto tale condivisibile e non ma scevro da pretese di oggettività, il che ora lo rende a mio parere anche più intelligente.

    Non so come esprimermi sulla probabilità: Se non ci fosse stato Bruce Lee siamo sicuri solo che avremmo avuto un mondo senza Brule Lee. Stop! Il resto possono essere solo abili congetture se non si è in grado di dimostrarlo.

    Per quanto riguarda le esperienze e la difesa personale, sono stato abbastanza chiaro prima riguardo il mio concetto di difesa personale che è ben lontano dai luoghi comuni, anzi ci ho tenuto anche a specificare i suoi campi di applicabilità e soprattutto non applicabilità. Per il resto hai espresso a tue parole un concetto simile al mio. Quindi non ho da aggiungere altro.

    C'è ben poca ironia se poi lo ribadisci: per me non ci può essere niente di divertente in tutto ciò, a meno che non la confondi con lo stimolo, la suggestione, l'adrenalina e quant'altro, altrimenti lo trovo un concetto pericoloso. Che dire, se a te piace così...

    Posto che sono d'accordo con la tua tesi, non vedo però il motivo per cui la casalinga di Voghera debba fare a botte a mani nude con un Buakaw. Ci tengo a sottolineare invece che per quanto riguarda il karambit io ti parlavo "nell'ipotesi in cui io abbia la borsa da allenamento con me", non vado certo in giro con sta roba; ti sottolineo altresì che in ogni caso stai sicuro che mi guarderei bene attorno e addosso su cosa potrei usare per difendermi/offendermi/fuggire in maniera opportuna. Sia ben chiaro, nella maggioranza dei casi far lavorare il buon senso e non reagire è la miglior cosa, stiamo parlando di casi in cui si ha una buona percentuale di riuscita e in cui ci si trova costretti per qualsivoglia motivo e in questi ultimi casi io credo che non è una questione di fanatismo se non stai là a vedere come colpire per ferirlo soltanto o immobilizzarlo come si vede nei film di azione (grandi cazzate!!!). La vedo così io...





    RispondiElimina
  10. "- Integrare le arti marziali col pugilato significa, se permetti, fare una cosa diversa dalle arti marziali per come sono concepite.
    Non erano gli stili millenari, originali, perfetti, il più alto livello della conoscenza umana nel campo del combattimento?"

    Dipende da quale è il tuo goal: se è fare Arti Marziali tradizionali, il concetto di integrazione non farà per te; se sono altri, allora l'integrazione può senz'altro favorirli.
    No non erano perfetti nè il più alto livello della conoscenza umana, non l'ho mai detto nè visto scritto in nessuno dei testi famosi orientali che ho letto: questi sono i luoghi comuni diffusisi in Occidente in seguito forse all'effetto commerciale degli ultimi 50 anni. D'altronde a proposito dell'integrazione, "non esiste niente di fermo e inamovibile, l'unica cosa certa è il cambiamento" e ancora a proposito della flessibilità (intesa come fisica e mentale) "La flessibilità trionfa sulla rigidità, la debolezza sulla forza. Ciò che è malleabile è sempre superiore a ciò che è inamovibile.(Lao Tsu) ". Sono solo 2 tra i più importanti concetti di base in cui ritengo si può solo non essere d'accordo.

    Ognuno si esprime in un modo poi chi legge valuta e percepisce l'efficacia di ciò che si scrive in base a criteri oggettivi (stabiliti dall'analisi grammaticale, logica e del periodo della propria lingua) e a criteri soggettivi (in base alla propria cultura, attinenze, educazione etcetc). Trovo però che nel fare i temi alle scuole superiori sarebbe stata molto utile l'opzione da dire all'insegnante "se si capisce bene, se no pazienza". ;)

    Quindi tu hai appurato secondo i tuoi personali criteri che tanto Le Arti Marziali quanto il combattimento sportivo sono inutili nella realtà. Ok opinione rispettabile anche se non la condivido.
    Per quanto mi riguarda la mia risposta era nata in principio solo in merito a Bruce Lee, quindi ritengo esaurita la discussione e ho capito il tuo punto di vista. Il mio è un po' differente e va bene così: il mondo è bello perchè è vario! ;)

    "Vedi, io non discuto di "chi sia il più forte", anche perchè spesso i numeri non bastano."
    E' esattamente il parere che ti ho espresso io, così come il discorso sull'allenamento tranne il paragone amatore di tennis tavolo - campione di tennis che secondo me non c'entra nè con quanto affemi tu nè con quanto affermo io per le premesse fatte nella risposta dei giorni scorsi.

    Franco

    RispondiElimina
  11. Ciao Arte Mortale, leggo da un po il tuo blog e diciamo che sono daccordo con quanto dici. Premetto che io ho praticato judo e karate da bambino/ragazzino e adesso sono 14 anni che pratico kick boxing e un annetto che pratico anche Krav Maga. Vorrei appunto farti una domanda su quest'ultimo, visto che con "stili mortali militari" penso ti riferisca a quello.... Non capisco che avversione hai verso questo stile, potresti spiegarmelo? Sinceramente dove lo pratico io facciamo spesso sparring non collaborativi, proviamo tecniche con aggressori multipli ecc... quindi non lo metterei allo stesso livello delle AMT...... magari sono stato fortunato io a trovarmi un istruttore valido. Ribadisco che è il mio punto di vista ma mi piacerebbe avere il tuo! Ti ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta. Max.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max, in realtà non parlerei di vera e propria avversione in quanto ritengo decisamente più utili e funzionali i sistemi di difesa se trattiamo nello specifico di "difesa personale".
      In passato mi sono interessato molto anche di questo argomento, e ho potuto allenarmi e testare attivamente il tutto.
      Il problema che sollevo riguarda, al solito, certe aspettative e certe condizioni che non vengono raccontate giuste riguardo alla loro applicabilità, storia, contestualizzazione, etc.

      Due esempi veloci che comunque ho trattato nei post, ti invito ad andare a cercarli.
      - I sistemi di difesa vengono sempre "venduti" come adatti a tutti, persino più delle AMT. Falsissimo.
      Se è vero (come è vero) che siano molto più diretti e in sostanza "efficaci", io faccio sempre notare come i loro cultori davvero capaci siano persone tutt' altro che indifese: bestioni palestrati e ben allenati, fanatici guerrafondai, fanatici di armi da taglio o da fuoco, praticanti ANCHE di altri sport o attività di contatto, gente "aggressiva" e ben determinata...
      - Questo mal si sposa con l' utente medio che invece vedi nei loro corsi: uomini e donne medi e, diciamolo, spesso agli antipodi dei mostri descritti prima.
      Naturalmente parlo per esagerazioni per rimarcare il concetto, tuttavia sono questi alcuni aspetti che non mi fanno (più) amare un certo modo di praticare.
      Ma sia chiaro: consiglio di gran lunga Krav Maga e compagnia bella a chi sia interessato SOLO all' argomento autodifesa: quantomeno si fa un' idea più onesta di come vadano le cose, togliendo per un attimo i ciarlatani che purtroppo dilagano anche lì.
      In fondo si tratta sempre e solo di una questione di onestà ed obiettività, che si pratichino AMT, SDC o sistemi da difesa: tutti hanno punti di forza e di debolezza, basta FARLI PRESENTE.

      Elimina
    2. Grazie per la risposta, sono daccordo su tutto e per fortuna anche il mio insegnante di krav la pensa così! quindi diciamo che sono stato fortunato a trovare lui.... Max

      Elimina
  12. Riporto qui alcune frasi di Jackie Chan che conosceva Bruce e ci lavorò, ecco cosa dice:
    ''Era un valido artista marziale, ma a causa della sua fama si esagerò molto sulle sue capacità''.

    ''I suoi pugni e i suoi calci erano forti e precisi, ma io conoscevo persone che erano forti e abili come lui o addirittura di più. Ma non importava''

    ''egli era un uomo. Un uomo da ammirare ma non da idolatrare''.

    E potrei anche continuare.

    RispondiElimina
  13. Dice Chuck Norriss su di lui ''Bruce è stato sin dall'inzio un pioniere nel full contact, è stato il primo a utilizzare guanti e protezioni quando in america si conosceva solo il karate ma..(chuck norris sorride ed aggiunge ndr) non ha mai combattuto. Mi sono allenato con lui per anni, ma non ha mai combattuto con me.
    Io gli dicevo: ''bruce, facciamo un piccolo combattimeno'', e lui mi rispondeva ''no, pratichiamo tecnica, tecnica'', per cui non ho mai avuto l'opportunità di misurarmi con lui. Eseguiva sempre tecniche, swash! e questo era tutto''


    Sulle presunte abilità di Bruce basta citare chi con lui ha combattuto un poco,
    Jim Kelly ad esempio dice: ''una volta ricordo che mi ha detto ''hey, hai davvero mani rapide ed efficaci.permettimi che adesso io ti attacchi con la mia'' ero preparato quando egli attaccò e riuscì a pararlo. Lee si sorprese moltissimo e con il suo tipico senso dell'umorismo, mi rivelò che nessuno fino ad allora ci era riuscito prima''. Aggiungo io, certo non avevi mai combattuto con gente seria ( e parliamo dei Karateka degli anni 70!).

    RispondiElimina
  14. Riguardo alle citazioni di Norris, Chan, ecc. consiglio di ontrollare il sito ISSU nella sezione Budo International lì vengono riportate le suddette citazioni.
    Saluti e continuate ad allenarvi.

    RispondiElimina
  15. Esistono gli ipocriti come sempre in questo mondo e quindi esistera' perfino chi si mette a giudicar male Bruce lee...ma mi dispiace per voi, perchè lui è una leggenda..e se pensate solo per i film , dimostrate TUTTAAAAAA la vostra ignoranza in merito, perchè non c'è niente che non ha fatto e "dimostrato" quel uomo in arti marziali, NIENTE....
    a prescindere dal famoso o meno, perchè uno diventa famoso anche perchè è bravo non solo perchè è raccomandato, se si chiamano grandi maestri di arti marziali a fare film è perchè i loro movimenti evidentemente colpiscono, io ne ho visti tanti di film di arti marziali, ed i miei preferiti erano tutti grandi campioni, che non si limitavano a fare SHOW, ma cercavano di spiegare molte volte anche come si basano i combattimenti, i film di Bruce lee sono insegnamenti al combattimento, piu che vere storie...lui stesso li dirigeva e li cambiava in continuazione per dargli piu senso possibile...trasmettendo al pubblico, ed io quando li vedo non mi stanco mai di notare quei movimenti, al contrario dei film di arti marziali costruiti solo sulle mosse ,che non mi trasmettono nulla...e non mi mandano nessuna sensazione , perchè per quanto possano essere ben congeniati non sono applicabili alla realta'...
    Tutti i piu grandi maestri di arti marziali si inchinavano alla sapienza di Bruce, perchè se ne rendevano conto, Chuck Norris 7° dan di karate,10 di Chuck ku do e 8 di taekwondo è stato un suo allievo, anche dopo la morte di Bruce, è stato fatto un film con van damme sulle varie discipline e di come quella di Bruce sia superiore...
    quindi ci sono prove su prove anche da chi se ne intende....
    quindi un NULLA come il tizio che ha scritto il primo commento in questa pagina cosa CAXXO ne puo sapere ????????
    perchè non ritorni nella tua tana e eviti di dire boiateeeeeeeee ????????
    alle persone come voi piace mettere il dubbio su tutto, perchè voi siete quelli che odiano le eccezzioni, dovete sempre ricordare al mondo che nessuno è speciale e alla fine facciamo schifo tutti...ma qui a far schifo ci sei solo tu, perchè distruggi la speranza della gente nelle poche cose che valgono in questo mondo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il fatto è che ero indeciso se censurare questo commento visto il tuo livello infantile, il fatto che tratti di nuovo di Bruce "hai rotto le palle" Lee, dopo decine e decine di scambi in cui si è già spiegato tutto e per tanti altri motivi che è inutile stare a spiegare.
      Ma poi mi sono ricreduto perchè penso che sia più significativo mostrare esattamente questo, quali siano le argomentazioni dei sostenitori accaniti di Bruce Lee, quale sia il livello del confronto quando si ha a che fare con i suoi fan, ci si potrebbe quasi stilare un profilo psicologico.
      Come si sta palesando da tutti questi commenti, quelli così piccati sono perlopiù ragazzini o comunque gente che ragiona come tali, con esperienze concrete nelle arti marziali pari a zero o poco più che il corso di "gitcundò" seguito per due mesi con il maestrone ventenne autodidatta;
      Le argomentazioni portate sono del tipo:
      - come osi parlare male di Bruce Lee (è un pò come parlar male di Dio ad un cristiano, e chi ha orecchie per intendere..)
      - ha fatto e dimostrato tutto, lo dicono i documentari sponsorizzati da sua moglie.
      - i più grandi campioni di arti marziali del mondo lo ritenevano il migliore in assoluto. No, non ci hanno combattuto, hanno fatto "uno stage dimostrativo", però cavoli lo dicono nelle interviste perciò è dimostrato.
      - alcuni dei più grandi campioni sono stati suoi allievi, QUINDI lui era "il combattente più forte del mondo".
      - lo hanno chiamato (?!) a fare i film perchè i suoi movimenti colpivano. No, non perchè era un campione di qualsiasi cosa. Aveva i movimenti che colpivano...
      - io ho visto tantissimi film di arti marziali e cavoli ragazzi i veri campioni ti spiegano COME SI BASANO I COMBATTIMENTI OH, cioè mica bruscolini, raga, te lo spiegano con le coreografie dei film oh!
      - i più grandi campioni di arti marziali (Van Damme, Steven Seagal, Jackie Chan, Jet Li, Terence Hill, Sammo Hung, Brad Pitt, Jodie Foster, etc) sostengono tutti che Bruce sia troppo il migliore oh. I più grandi campioni lo dicono.
      - Infatti se guardi i film di Bruce Lee vedi proprio "come si basano" i combattimenti veri, chi ha combattuto davvero non può non riconoscere nelle sue coreografie la realtà del combattimento oh, cioè raga ha steso quaranta cazzo di giapponesini a calci girati e ha pure fatto volare una katana tirandogli un calcio oh, cioè non so se mi spiego raga...
      - ci sono i film di arti marziali "basati sulle mosse", cazzo che merda che sono quelli, cioè non trasmettono nulla allo spettatore... Bruce Lee invece si che ne sapeva a pacchi gente, lui si che faceva le mosse applicabili alla realtà, tipo in quel combattimento documentato in cui ammazzò Ciak Norris al Colosseo tirandogli cinque circolari accellerati di fila senza che lui si muovesse! (entrarono di nascosto un giorno che il Colosseo era deserto, poi Ciak resuscitò).
      - Cazzo oh hanno fatto un FILM in cui si dice che l' arte di Brus Li fosse troppo la migliore, è comprovato, se fai l' arte di Brus Li diventi troppo il migliore, mica una ciofeca del caratè.
      - cioè come fate a non sostenere che sia stato il più grande combattente del mondo davanti a TUTTE QUESTE PROVE?!?
      - cosa cazzo volete capirne voi di arti marziali, andate sul ring a massacrarvi, andate per le strade a massacrarvi, vi allenate da 30 anni spaziando in ogni disciplina e confrontandovi attivamente con decine di altri praticanti e maestri che a loro volta praticano da 50 anni, ma sì cosa cazzo volete saperne voi... lo sappiamo noi fan cosa sia combattere, è evidente ogni volta che ci mettiamo coi popcorn davanti al DVD di Brius Li o usiamo Law in Tekken.
      - torna nella tua tana gnè gnè Bruce Lee è troppo il migliore, domani lo dico anche alla prof.

      Elimina

  16. - Bruce Lee ha donato "la speranza nelle poche cose che valgono in questo mondo" e quindi non bisogna osare metterlo in discussione, è tipo chiedere al papa perchè viva da nababbo e poi blateri qualche cazzata sulla povertà nel mondo, cioè come osate...

    Non penso di dover aggiungere altro, è tutto sotto i vostri occhi.
    Chi ha la maturità per intendere la situazione se ne rende conto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "... è tipo chiedere al papa perchè viva da nababbo e poi blateri qualche cazzata sulla povertà nel mondo". Infatti, la meccanica è esattamente la medesima. Poi cosa significa che Bruce Lee avrebbe donato "la speranza nelle poche cose che valgono in questo mondo"? Semmai l'ha levata, o ci dimentichiamo che alla fine del suo film più famoso Lee soccombe sotto i colpi delle armi da fuoco delle forze dell'ordine, che lo aspettano al varco? Lui corre e poi salta verso i cecchini, si sentono esplodere i colpi e all'improvviso la scena si fa buia, chissà come mai! Beh, lo sai che qualcuno è arrivato a dirmi che - persino cinematograficamente parlando - quello in malafede sarei io, perché non lascio nessuna chiave interpretativa 'aperta' in merito all'esito di quell'ultima scena? Come a dire: "E chi ti assicura che in realtà non si sia salvato? In fondo era veloce a saltare, no?" Cose da manicomio, sul serio.

      Elimina
  17. 40.000 visualizzazioni!!! ed è mia l'ultima ci vuole la citazione:
    ''Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia''.
    Anonimo (attribuito ad Arthur Schopenhauer)
    Ma già da adesso posso dire che questo blog porta Moderatori Mediocri di forum famosi che per farsi una cultura ora dicono le stesse cose di Arte Mortale:
    '' Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria''.
    Giorgio Almirante (Fonte sconosciuta)
    Compliementi per le 40.000 speriamo di risentirci per le 50.000!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio e colgo l' occasione per togliermi un sassolino dalle scarpe visto che hai fatto presente un fatto che adesso che lo dici mi è tornato in mente: c' era un thread su un noto forum che trattava proprio del mio blog, e qualche espertone se ne venne fuori con aria superiore considerandolo una raccolta di stupidate ovvie e risapute.
      Ma siccome anche io ho iniziato le mie riflessioni leggendo i forum, ed è da parecchi anni che li seguo (ora poco o niente), conosco anche vari antefatti di chi ora si erge a sapientone e snobba le mie considerazioni.
      In ogni caso finchè il mio blog potrà essere utile ad una singola persona per avere un punto di vista diverso sull' argomento, sarò ben lieto di tenerlo in vita.

      Elimina
  18. Scusa, ma leggendo qua e là sul tuo blog mi è sorta una domanda che forse c'entra poco con Lee (o forse sì). Spesso mi chiedo: come mai in questi ultimi anni, così tante persone vengono uccise in banali risse, magari da un semplice pugno? Scazzottature, risse da ubriachi fuori dal bar ci sono sempre state, 20 o 30 anni fa erano anche più numerose di adesso. Eppure non avevano quasi mai conseguenze più gravi di uno zigomo tumefatto o un labbro spaccato. Da qualche tempo,,, è una mia impressione o qualcosa è cambiato? Leggendo le cronache,non si contano le persone che finiscono in coma o muoiono con un semplice pugno; sì lo so benissimo che si può morire anche solo prendendo un pugno,ma perchè anni fa non capitava quasi mai e adesso sì?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bella domanda... però secondo me è più una questione di casi portati alla ribalta che non di effettivo numero di uccisioni.
      Nonostante tutto i casi di cui sia ha notizia (a livello di tg nazionali intendo) restano relativamente pochi rispetto agli omicidi a mano armata.
      Però l' osservazione resta interessante, perchè anche io ricordo di come "ai tempi" fosse comune sentir parlare di risse, scazzottate di picchiatori patentati che non finivano col morto.
      Forse ci va di mezzo una maggiore aggressività o cattiveria di fondo, non saprei.
      Se però prendiamo in considerazione le centinaia di video di risse o scazzottate che vanno di moda negli USA, resta incredibile la quantità di KO in cui nessuno ci lascia la pelle.
      Volendo fare a tutti i costi una congettura io ipotizzo che le vittime dei colpi fatali siano persone del tutto impreparate alla violenza, o a subìre violenza, non saprei: lo dico perchè in effetti è molto più pericoloso sbattere male la testa a terra che non il pugno in sè (e prego perchè non arrivi qualcuno a raccontare la STRONZATA del pugno al naso che fa entrare il setto nel cervello...).
      Oppure non c'entra nulla ed è solo sfortuna. Un ragazzo del mio paese ci ha lasciato le penne inciampando mentre scendeva dal motorino, ha picchiato la testa sul marciapiede...

      Elimina
  19. Bò. Comunque hai ragione sul pugno al naso, è una stronzata solenne e nessun istruttore di krav degno di questo nome insegna questa leggenda nata in ambienti kungfu. Per il resto non so avrai ragione te, sfortuna,gente che cade malamente e batte la testa...

    RispondiElimina