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Facciamo di nuovo il punto

Ho deciso di scrivere questo post per tornare a fare un pò di chiarezza sull' argomento del blog perchè mi sto davvero stancando di risp...

martedì 7 maggio 2013

Focus on: l' Aikido

Su richiesta di un lettore del blog vado ad affrontare l' argomento Aikido, anche se avrei dovuto farlo prima per via delle tante osservazioni che ci sono da fare a riguardo.

Vorrei discutere subito dell' onta che quest' arte marziale porta con sè: negli anni passati l' Aikido è divenuto noto alle masse soprattutto per colpa dei film di Steven Seagal.
Chiariamo immediatamente che l' insopportabile e borioso attore ha solo pubblicizzato l' arte (nemmeno volontariamente a dire il vero), ma essa ha una storia ben slegata dalle sue buffonate coreografiche.
Purtroppo però, come spesso accade quando si parla di film, molti aspiranti marzialisti si sono recati nelle palestre di Aikido pensando di imparare a sgominare bande di gangster a suon di braccia spezzate e improbabili combattimenti con katana (tipica arma delle bande giamaicane), restando piuttosto delusi quando poi si sono ritrovati a fare tutt' altro.

Sempre parlando di Seagal, è cosa nota che sia stato il primo occidentale ad avere un Dojo di Aikido riconosciuto in Giappone.
Poi verrebbe da chiedersi che diavolo dovrebbe significare questo, visto che non stiamo parlando di un portoghese che aprì un Dojo durante l' epoca Meiji...
Ma tant'è che i pessimi film di Steven Seagal hanno dato un' immagine decisamente deviata di quest' arte marziale e ancora oggi si trova qualcuno pronto a decantarne il valore "perchè Seagal è un tizio fortissimo".
Penso si sia capito che a me Seagal stia decisamente sulle palle, coi suoi film su misura in cui lui è il classico superfigo della situazione che fa il bullo con tutti e nessuno che gli pianti una bella pallottola in cranio.. ma vabbè, il punto è un altro: si tratta di un uomo enorme.
Siamo quindi alle solite: dove sta il valore di un' arte di combattimento se a praticarla è un umanoide arrogante di quasi 2 metri?

Ora lasciamolo perdere e veniamo ad un' altra questione assai divertente legata all' Aikido: il suo fondatore.
L' Aikido è stato codificato dal maestro Morihei Ueshiba, in tempi piuttosto recenti.
La particolarità della sua storia è che da "normale" marzialista quale era, finì invischiato in una specie di setta religiosa/politica che seguì con fervore, e questa esperienza contribuì in modo decisivo alla "definizione d' intenti" dello stile da lui poi creato, l' Aikido appunto.
E così esso è stato diffuso come una specie di arte della pace, dell' armonia tra la gente, dando adito a tutte quelle storie che si raccontano sui buoni propositi delle arti marziali orientali, spesso confusi grossolanamente con il termine filosofia.
A molte persone piacque proprio questa etica di fondo, al punto di esasperarla e trasformare quindi un' arte "del combattimento" in una specie di circolo degli Orsetti del Cuore.
Perchè l' altro chiaro malinteso riguarda il percorso marziale compiuto da Ueshiba: si dice che abbia ammazzato parecchie persone con le sue arti marziali, che fosse un tipo pericoloso... e tuttavia finì per diventare una sorta di precursore di Scientology, arrivando in vecchiaia a compiere esibizioni discutibili dal tono paranormale.
E' quindi ragionevole pensare che Ueshiba maturò ideali di pace e amore proprio in virtù del suo passato da omicida, e che fosse fondamentalmente un bravo marzialista che, come ogni essere umano, riflettè anche su altre questioni legate al senso della vita.
Ed essendo le arti marziali il suo campo d' eccellenza fu in queste che riversò queste sue ideologie, alla stessa maniera con cui un ingegnere edile appassionato di new age potrebbe progettare strutture a piramide o con richiami runici...

Il problema è che molti praticanti odierni amano riempirsi la bocca delle sue vicende per autenticare il valore tecnico di questo stile... pur praticando solamente la parte annacquata, e non avendo mai nemmeno provato a combatterci.
L' Aikido è infatti oggi, dati alla mano, un' altra di quelle arti marziali rigorosissime e allenate solo con esercizi prestabiliti da fare con compagni che conoscono esattamente cosa debbano fare.
Pare che il senso sia proprio quello, l' armonia tra Tori e Uke: è una cosa molto bella, sensata, affascinante!

Ma SE vogliamo parlare della mera applicazione, cosa resta di tutto ciò?
Naturalmente (come avviene per tutte le arti marziali di questo stampo) anche nell' Aikido sono presenti concetti e movimenti interessanti e potenzialmente molto efficaci, non lo ho mai negato: siamo però al solito discorso, che contro un Paperino preso alla sprovvista si può applicare anche il mitico Calcio della Gru (che, ricordiamo, se ben fatto non c'è difesa..) ma se un' arte marziale si basa sul combattimento contro gli incapaci non è poi così temibile.
Del resto ogni esibizione di Aikido si riconosce per queste capriole svolazzanti che compiono gli interpreti attaccando in modo inconcepibile un eroe che sta al centro, in una palese dimostrazione di concetti stilizzati che però poco hanno a che fare col combattimento o con le aggressioni.

Sempre che questo sia per loro l' obiettivo.
Perchè se devo spezzare una lancia in favore degli aikidoka, c'è da dire che aldilà dei fan di Seagal o degli ostinati "cavoli ormai lo pratico da anni e devo per forza raccontare in giro di spaccare il culo ai passeri", solitamente sono persone che si fanno gli affari loro e non le sparano grosse decantando il loro valore di guerrieri.
E io rispetto chi si pone onestamente per chi è e per quello che fa.

138 commenti:

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  2. Ciao Stefano, mi fa molto piacere leggerti perchè esponi esattamente gli stessi leciti dubbi e riflessioni che mi hanno allontanato dalle AMT in passato.

    Arte marziale definitiva? Cavoli non sai quanta gente è convinta di praticarla... sul serio, ogni due per tre salta fuori qualcuno che ne "codifica" una nuova, più completa di tutte le altre, e soprattutto "epurata di tutto ciò che è inutile"!
    E' una prassi consolidata e dimostrabile.
    La cosa curiosa è che al contrario chi pratica arti funzionali, di quelle dove le botte le prendi e le dai per davvero, da rischiare di lasciarci la pelle per davvero, e in cui il focus è solo ed esclusivamente sull' applicazione di ciò che si studia, difficilmente va in giro a raccontare certe cose.
    Pensiamo persino al boom delle MMA che in fondo, pur con un regolamento, rappresentano proprio il sunto di "tutto ciò che funziona" togliendo i colpi "sporchi": mai sentito nessuno uscire con storie di invincibilità dello stile o della persona.
    Perchè basta salire su un ring di pugilato, o di Muay Thai, o di greco-romana per rendersi conto che tutto va contestualizzato e cosa e come lo si allena per un obiettivo alla fine è sempre lo stesso.

    L' Aikido si caratterizza per quegli attacchi telefonatissimi e piuttosto curiosi (con il braccio teso), che esaltano appunto i suoi principi ma non hanno NESSUN riscontro reale, proprio a livello di logica: non sono nemmeno simulazioni di attacchi armati, sono proprio esercizi.
    Il problema è che CHIUNQUE provi ad applicare quelle difese ad una persona davvero libera di attaccare si renderà conto di quanto si stia solo ingabbiando in schemi non umani; figuriamoci poi se l' avversario ne capisce qualcosa.

    Mi è stato raccontato da una persona affidabile (ma non ho comunque motivo di dubitare che sia successo millemila volte nel mondo...) che un noto maestro di Aikido delle mie parti gli chiese di fare uno sparring privato per testare il suo Aikido.
    L' altro era un istruttore di Muay Thai...
    Inutile dire come sia andata.
    Non perchè "la Muay Thai è meglio dell' Aikido": ma perchè in una ci si allena a combattere per davvero, nell' altra si passano anni a mimare attacchi inventati e collaborativi.

    Non sono d' accordo sulla maggior utilità dell' Aikido per le donne, e lo dico con cognizione di causa: basta fare qualche lezione di MMA/BJJ per rendersi conto che lottare richiede inevitabilmente tanta forza, ma soprattutto il ground and pound è qualcosa di DEVASTANTE per chi non ne ha nessuna cognizione.
    Le situazioni di molestie o stupro a cui le donne sono soggette sono estremamente violente e caratterizzate dall' uso di armi e colpi furiosi: altra ragione per cui non è credibile pensare di risolvere studiando situazioni zen e pacifiste. [continua]

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  3. [segue]

    Voglio fare un ultimo appunto riguardo alla parte finale del tuo messaggio, che è appunto una delle cose più tristi e svilenti: è proprio nelle arti marziali più impregnate di "sani valori", "moralità" e "crescita spirituale" che si riscontrano più diffusamente questi atteggiamenti.
    Settarismo, autoreferenzialità, convinzione di far parte di un' èlite o di essere persone più "profonde" ed "elevate" rispetto agli altri.
    Poi vai in un team di sportivi o appassionati e li vedi ridere e scherzare, parlare di tutto tranne che di cosa facciano gli altri; ci esci e hai a che fare con ragazzi e ragazze normalissimi, non con convintoni fanatici che si atteggiano da uomini di mondo; ti alleni e impari cosa vuol dire il sacrificio vero, la soddisfazione di imparare facendo, il valore di una sudata di quelle giuste o di uno sparring in cui cominci a darne più che prenderne; gente che è persino contenta se pratichi anche altro, e magari è una buona scusa per fare scambi diversi dal solito;
    E il bello di tutto questo è che è normale, è quello che succede tra persone disinteressate e non fanatiche.
    Chiaro, gli esaltati o i coglioni esistono ovunque, ma la mia esperienza non fa che confermare come l' atteggiamento standard sia proprio questo rispetto a quanto invece vedo e sento ancora degli ambienti "marziali".

    A questo punto sorge spontanea una domanda: tu hai praticato Aikido?

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  5. Una mia personale nota su facebook in merito a quanto in oggetto:
    https://www.facebook.com/notes/fudoyama-aikido/aikido-difesa-personale-/424870344288636

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  6. Ciao, ho letto con interesse la tua nota e l' ho trovata onesta, anche se avrei qualcosa da ridire riguardo agli ultimi paragrafi.
    Il Tai Sabaki è un principio di movimento del corpo. Bene.
    NON E' in alcun modo un' esclusiva dell' Aikido, ma soprattutto è una cosa normalissima e usata tipo dal 100% degli esseri umani quando si tratta di... muoversi.
    Si può imparare a farlo meglio, in un certo modo, per un certo scopo: ma resta qualcosa di assolutamente normale, anche per un bambino che stia evitando una pallina lanciata contro di lui.
    Perciò io eviterei di parlarne come un qualcosa di speciale, soprattutto in termini di autodifesa: se ti arriva un pugno, cercherari di evitarlo, è tutto normale.
    Cercare di uscire dalla linea di attacco è la cosa più normale ed istintiva di questa terra anche per l' ultimo pincopallino a digiuno di qualsivoglia arte marziale.

    Parli della possibilità di schivare l' attacco del "truzzo minchia porcoddue" (ahahah! mi piace questa definizione ;) ) e naturalmente sono d' accordo: però, di nuovo, non è niente di speciale, dal momento che è quello che può o non può riuscire a fare chiunque, facendo qualsiasi arte marziale o meno.
    Se stessimo parlando di Wing Chun, di Muay Thai, di Killer Minchia Krav Maga, di Systema, di Wushu, di Karate Quello-Vero.... tutti direbbero che grazie alla loro arte si possa -forse- riuscire a schivare un attacco.

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    1. Ho iniziato da poco a leggere i tuoi articoli e li apprezzo molto, vorrei farti però un appunto: hai scritto che chiunque è in grado di uscire da una linea d'attacco ma, secondo me, ciò non è del tutto vero. Quando, durante la lezione di educazione fisica, a scuola, riamne un po' di tempo prima della fine dell' ora l'insegnante ci fa giocare a dogeball ed esclusi io (faccio aikido ma ho provato anche altro), un mio compagno che fa karate e due che fanno muay thai gli altri per "evitare" i tiri si spostano indietro magari sperando che una palla lanciata all' altezza del loro torace cada a terra in mezzo metro.

      Complimenti per gli articoli

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  7. Rompere un braccio ad un malcapitato è certamente un ottimo modo di sventare un' aggressione e come giustamente dici comporta rischi legali non indifferenti: quindi?
    Quindi forse non è una buona difesa personale così come non lo è, per par condicio, nemmeno il BJJ.
    Ma se proprio a noi piacciono le leve spaccaossa, resta il "dettaglio" di imparare ad applicarle e prima ancora ad intercettare qualcuno che non voglia affatto farsele fare.
    E si, visto che si parla di difesa personale forse è proprio il caso di studiare un attacco violento ed indiscriminato.

    Non voglio dire che sia del tutto inutile, intesi: ma di certo studiare in un certo modo sviluppa abilità in misura minore rispetto ad altri.

    Infine parli di un Kotegaeshi "tirato bene": ho dedicato spazio in un vecchio post a questo genere di dichiarazioni (le cose "fatte come si deve", i "ti assicuro che..", etc) e continuo a rifiutarmi di darvi credito.
    Una cosa "fatta bene" non vuol dire niente, perchè anche un' aggressione "fatta bene" manda all' aria qualsiasi esperto di qualsiasi stile.
    Una cosa "fatta bene" significa solo che è andata a segno, ha raggiunto il suo scopo; il problema quindi è stabilire quanto margine di successo abbia un Kotegaeshi appreso in quel modo (non metto in dubbio che in certe situazioni/avversari sia una tecnica eccellente).
    E più di tutto, e mi tocca sempre ribadirlo, resta da stabilire quanto successo possa avere Kotegaeshi fatto da una signorina impaurita contro un "truzzo minchia porcoddue" (ahaha!), non certo da Steven Seagal che anche a spintoni facile che gli dica bene.

    So bene che le capriole fatte da uke siano la "via d' uscita" per impedire rotture, così come so bene che anche in quel caso sia Tori a dargliene la possibilità, che volendo il polso glielo rompe anche se quello è Yuri Chechi in persona.
    Quella è solo una metodologia di allenamento tipica dell' Aikido, altri si fermano alla leva e bon. Nulla da dire.
    Solo che se vogliamo giocare a chi fa "la mossa più", si comincerebbe a spararle grosse, del tipo sarei curioso di sapere cosa farebbero gli Aikidoka subendo:
    - un Low Kick "tirato bene"
    - un Jab-Cross "tirati bene"
    - una Bajana "tirata bene"
    - una coltellata "tirata bene"
    e così via...

    E se devo dirla tutta, senza arroganza, per le prime tre ipotesi io qualche esperienza diretta l' ho vista, mentre di Kotegaeshi no.

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  8. Non sono un esperto di arti marziali e quindi ti posso solo rispondere per quanto conosco io (aikido).

    Il Tai Sabaki non è esclusiva dell'Aikido, vero, però in Aikido è uno dei cardini, insieme al mahai (la distanza). A forza di praticare SEMPRE questi due concetti, mi sento di dire che un aikidoka ha molta facilità nello schivare un attacco. Che per me è la priorità. Secondo i principi dell’Aikido la difesa che consente la risoluzione del conflitto non si ottiene nel momento in cui si è causato all’avversario un’offesa od un danno risolutivo, poiché in questo caso si devono porre in essere strategie e tattiche volte all’offesa e non alla difesa e non si deve più quindi parlare di tecniche di difesa personale ma di offesa personale, raggiunta attaccando possibilmente l’avversario prima che sia lui ad attaccare (cito da un sito, non sono parole mie).

    Detto questo, non so quale sia la probabilità che il 'truzzo minchia porcoddue' sia un esperto di arti marziali e quindi reputo che in tale situazione l'aikido sia efficace, né più né meno di qualsiasi altra arte marziale.

    Non mi va di giocare al 'chi ce l'ha più duro' però mi spiace che vi siano questi tipi di giudizio sull'Aikido che io reputo, come già detto, una grande 'disciplina marziale', se poi mi permette di schivare e difendermi dall' attacco del truzzo ancora meglio :)

    Saluti

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  9. Premesso che l' Aikido è a tutti gli effetti, senza nessuna ironia, una bellissima disciplina marziale.

    Quello che voglio sottolineare è che quelli che hai indicato (lo studio del Tai Sabaki e del Mahai, che generalizziamo come "movimento di schivata/spostamento" e "gestione della distanza") sono cardini di QUALSIASI arte marziale, persino di quelle in cui non vengano nominati apertamente, non importa se cinesi, africane o aliene.

    Lo studio del combattimento umano (e non!) comporta per questioni fisiche e strategiche questi due elementi, non ci si scappa.
    Non è nemmeno vero che nell' Aikido lo si faccia di più, al massimo lo si enfatizza dicendolo... ma anche il pugile più ignorante e "truzzo" inconsapevolmente quando si allena sta studiando il footwork e la gestione della distanza.
    Potrei farci un nuovo post, ma non voglio sembrare offensivo in alcun modo: semplicemente è tipico di certe arti marziali rimarcare concetti e farli sembrare illuminanti, mentre altrove sono dati per scontati in quanto intrinsechi in qualsiasi applicazione. Sempre.
    Come del resto avviene nell' Aikido, intesi.

    No, non puoi dire che "un aikidoka" abbia molta facilità a schivare un attacco... l' aikidoka chi?
    Non sarà mica quello che "fa le cose come si deve"?
    Secondo la mia esperienza al contrario l' aikidoka medio, così come la maggior parte dei marzialisti che si allenano secondo rigorose etichette, manifesta notevoli difficoltà quando si trova a dover applicare questi principi nel libero.

    Tra i vari post, giusto per la cronaca, ho accennato all' episodio di cui sono a conoscenza riguardo un noto maestro di Aikido che volle mettersi alla prova contro un istruttore di Thai...
    Che non fa statistica, siamo d' accordo: ma allora provate a farla da voi questa verifica, chiedendo dalle vostre parti.

    La citazione dal sito non l' ho capita molto bene... se devo essere sincero però mi sembra più un gioco di parole, o se vogliamo un rispettabile punto di vista ma che non risolve la questione.
    Se vogliamo parlare di difesa personale, difesa da un attacco libero reale, insomma di una "situazione vera"... c'è poco da spiegare.
    Si verifica, e lo si deve fare più volte e con persone diverse.
    Lo possono fare tutti, a qualsiasi livello, in qualsiasi luogo del mondo.
    C'è solo una persona che deve sopraffare l' altra a suon di sganassoni, calci, quello che gli pare, ed un' altra che deve evitarli e ritornarli seguendo ESATTAMENTE ciò che presume di apprendere nella propria arte marziale.

    Quello che sottolineo in questo blog è che nella situazione "vera" da difesa, che in realtà non è nemmeno ben identificabile, la totalità dei marzialisti finisce per tirare schiaffoni e calci alla cazzo, magari usa un 10% di quanto ha studiato in palestra, in modo approssimativo e disordinato, ma poi te la viene a raccontare con la scusa dei "principi".
    Un pò come se studiassi per anni come costruire una casa di legno e poi una volta sul campo mi mettessi ad usare mattoni e cemento perchè "in fondo la forma della casa è quella".
    Un pò come montare un mobile dell' Ikea usando chiodi e colla non inclusi nella confezione :)

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  10. Venendo al seguito, il mitico "truzzo minchia porcoddue" probabilmente non sarà un esperto di arti marziali e infatti sottolineo spesso come le arti marziali più astruse abbiano una loro ragione di essere contro persone prive di nozioni di combattimento.

    Tuttavia anche questo non fornisce alcuna garanzia, perchè una delle discriminanti maggiori delle situazioni "reali" è la cattiveria, la mancanza di scrupoli e l' impeto dell' aggressore.
    Che fanno un ENORME differenza, non di rado anche contro il campioncino di MMA.
    A tirar due pugni sono buoni un pò tutti, a maggior ragione i truzzi porcoddue: e uno di quei pugni è più che sufficiente a mandare a nanna chiunque.
    Quindi sarà certamente più aduso alla situazione chi in allenamento ripropone quanto di più vicino al caso reale, a maggior ragione se contro gente preparata.
    Insomma, se corro nel campionato professionistico Rally, e competo con altri fuoriclasse, sicuro che sembrerò un alieno se a sfidarmi arriva Giggi il Bullo campione di derapata del paese.

    Io ritengo che con l' intelligenza e l' obiettività si possa benissimo trarre dall' Aikido notevoli miglioramenti nel campo dell' autodifesa, ma limitati ad una parte dell' argomento e in modo poco diretto.

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    1. Hai detto una cosa molto importante arte, complimenti davvero. Le arti marziali non devono farci illudere semmai con un buon addestramento,devono sottolineare i nostri limiti, poiché se cosi non fosse ci esporremmo con leggerezza e questo potrebbe comportare seri rischi per la nostra incolumità, anche contro un tizio qualunque. Bravo

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  11. esistono 3 vie:
    1) LE ARTI MARZIALI: sono il bagaglio tecnico da cui attingere, spesso e volentieri sono una "via morale", sono cultura, uno stile di vita ecc., se praticate per molti anni non rendono invincibili, ma danno sicurezza e possono "aiutare o risolvere" una ipotetica collutazione;
    2) GLI SPORT DA COMBATTIMENTO: sono l'applicazione reale delle arti marziali con regole che salvaguardano i contendenti, condizionamento fisico e mentale, resistenza, potenza ecc ecc, si combatte per vincere, chi vince sul ring non lo butti giù facilmente per strada... anzi è quasi certo che "a mani nude ti spacca";
    3) difesa personale, vuol dire tutto e nulla, le arti marziali sono difesa personale, gli sport da combattimento consentono la difesa personale (prova ad aggredire una donna che fa pugilato, kickboxing, mma ecc. e vedrai...), allora cosa s'intende per difesa personale ? Solitamente un'estratto di tecniche specifiche delle varie arti marziali unito a preparazione psicologica e minima conoscenza del codice penale. Funzionano ? Dipende dalla qualità dell'insegnamento.

    Termino, io ho praticato per vari periodi tutte e tre le vie, ho iniziato con le arti marziali (affascinanti), ho provato gli sport da combattimento (tutti molto dolorosi, e adatti ai giovani prevalentemente), ed infine anche la difesa personale rientra nel mio bagaglio culturale.

    Consiglio a tutti di provare tutte e tre le vie, così da rendersi conto di quello che piace, quello che il proprio fisico consente di praticare, e quello che realmente può servire in una situazione di vita quotidiana...

    Non serve imparare ad ammazzare il prossimo per difendersi, questo poteva andare bene nel medioevo, oggi riuscire a cavarsela da una brutta situazione senza riportare ferite e/o denunce, è assolutamente l'obiettivo primario!

    Se parliamo dell'Aikido, possiamo essere certi che Ueshiba concentrò tutte le sue abilità per realizzare la difesa personale ideale, conseguendo un risultato sraordinario.

    Tuttavia sempre parlando dell'Aikido la dobbiamo ritenere un'arte marziale zoppa, poichè privata volutamente di una grade quantità del bagaglio tecnico di Ueshiba, il suo più grande difetto è che non lascia possibilità al difensore di "scegliere", c'è solo l'opzione "difenditi" e non è sufficiente a mio avviso.

    Allo stesso tempo, voglio affermare che l'Aikido è l'Arte Marziale che mi è piaciuta di maggiormente, ed anche se oggi non la pratico più prima di diventare vecchio riprenderò l'Arte di Uesciba.

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  12. Concordo con tutta la prima parte, non mi è chiarissima invece la seconda.
    Perchè dici che Ueshiba conseguì un risultato straodinario?
    Nel senso, cosa ottenne di tanto superiore rispetto ad altro?
    Perchè se dovessimo valutare la qualità di una disciplina in base ad un singolo praticante saremmo fuori strada, e purtroppo l' Aikido non mi risulta essere la più temuta delle arti marziali.
    Come giustamente hai sottolineato bisogna considerare il modo in cui oggi viene insegnato per la maggiore, ma a quel punto potremmo dire che "un tempo esisteva un nak muay talmente forte che sconfisse centinaia di maestri, oggi ci resta solo la povera Muay Thai che non gli rende merito".
    Insomma, siamo di nuovo alle leggende.

    Non mi è chiara poi questa mancata possibilità di scelta del difensore, cosa intendi?
    Forse ho frainteso io, ma per come la vedo l' Aikido è un' arte marziale come tutte le altre e si occupa esclusivamente dello scontro.
    Sono i sistemi di difesa moderni che per l' appunto hanno inserito tutto il "corollario" (che poi è la parte più importante...) fatto di psicologia comportamentale, contestualizzazione, conoscenza delle leggi in vigore, etc etc.
    E questo per l' appunto ne fa "sistemi di difesa personale", e quindi gli unici che si occupino per davvero dell' argomento.
    Tutto il resto tratta di "scontro", ritualizzato o meno che sia.
    Detesto quando i marzialisti pretendono di parlare di difesa personale come se fosse lo scopo naturale della propria pratica, NON E' VERO.

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  13. E' difficile in poche parole spiegare l'Aikido, la maggior parte di chi lo pratica se ne innamora, tende a perdere o perde del tutto l'istinto alla violenza, si eleva moralmente e spiritualmente, " la miglior vittoria è: non scontrarsi " ...
    Non ho trovato in nessuna altra pratica la profondità dell' Aikido...
    Dicevo che il difensore non ha possibilità di scelta in questo senso: Ueshiba praticò Daito Ryu, Jujutsu, kenjutsu, sojutsu ecc., conosceva sia le tecniche di offesa che di difesa, al praticante di Aikido vengono insegnate solo le tecniche di difesa... ed è grave, perchè se non sai tirare un pugno difficilmente sai difenderti da esso...
    Ecco, l'Aikido sembra un giro di parole si occupa del non scontro...
    Questo posso scrivere dalle mie esperienze, e vorrei concludere con una paio di perle dette da grandi maestri:
    - se si vuole crescere marzialmente bisogna essere capaci di svuotare il proprio vaso e ricominciare da zero molte volte...;
    - il bello delle arti marziali/sistemi/sdc non è arrivare in fondo al programma, è il buon cammino fatto per arrivare fino in fondo... ed in fondo non si arriva mai !
    Buona serata.

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  14. Ciao praticante, ho letto il tuo post, ma mi sembra che questa presunta crescita "morale" e "spirituale" addebitata all'aikido non sussista proprio. Se per strada vedi un brutto ceffo armato di missile terra-terra, c'è bisogno di fare venti anni di aikido (o un'altra arte marziale) per capire che è meglio "non scontrarsi"? Come dice Arte Mortale è solamente banalissimo buon senso. Oltretutto perchè imparare filosofia dà chi magari ne sà veramente poco due volte a settimana? Se mi piace la filosofia non è meglio iscriversi a filosofia e farsi il mazzo per cinque anni all'uni?

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  15. Per prima cosa vorrei fare i complimenti ad Arte Mortale per il blog. Ne hai di pazienza per scrivere così tanto, ma soprattutto devi avere anche tanta passione e motivazione per questa materia e questo mi rende molto felice condividendo la tua stessa passione.
    Fatta questa premessa posso solo dire di condividere le tue considerazioni iniziali e linkarti quello che penso "personalmente" dell'Aikido.

    http://www.aikido2000.it/Articoli-Aikido/considerazioni-personali-sullaiki-di-marco-marini.html

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  16. complimenti per il blog, lo sto leggendo tutto d'un fiato e ci trovo tutti i dubbi amletici che da qualche hanno mi assillano. Non so bene sotto quale post scriverti dato che vorrei trattare di argomenti un pò trasversali. Pratico da molti anni Aikido tradizionale e da pochi mesi ho cominciato a fare anche boxe. In sostanza, ora 2 giorni a settimana insegno la nobile e invincibile arte dei Samurai spacca-ossa assieme al mio maestro, gli altri 2 sono un novellino che fatica a vedere partire un diretto da allievi con un paio di mesi di pratica in più di me. A questo punto, secondo la tua concezione, dovrei guardarmi allo specchio e gridare "Eureka!! quello che ho fatto finora è aria fritta, finalmente ho aperto gli occhi!!" e cavarmeli dai bulbi oculari per non piangere. Invece no, assolutamente no. Anzi, ho potuto valorizzare ancora meglio l'insegnamento dell'aikido e ti spiego il motivo:

    Premessa - Nell' Aikido tradizionale, o Iwama Ryu, gli atemi hanno un ruolo fondamentale. Non è assolutamente concepibile di poter applicare una tecnica ad un avversario cosciente senza prima averlo tramortito con un colpo perlomeno di distrazione. Dico questo perchè il 90 % degli stili contemporanei di Aikido hanno totalmente eliminato i colpi dal proprio repertorio. Ueshiba diceva che l'aikido è fatto di irimi-atemi, entrate e percussioni. Ma qui si ritorna al problema classico delle AMT, ovvero "la mia scuola è meglio delle altre", per cui sospenderò il giudizio.

    1) Il terreno di maturazione dell'Aikido (aikijujitsu, che però è davvero molto simile all'aikido TRADIZIONALE) è il campo di battaglia, un terreno di scontro dove gli attacchi potevano arrivare a 360 gradi. Gli sport da combattimento e gli stili di lotta invece danno per scontato che si stia affrontando un solo avversario. Si, proprio così, anche il BJJ o il valetudo, considerati come le simulazioni più realistiche di un combattimento per strada. Se in una rissa o aggressione ingaggi l'avversario in un clinch, assumi una guardia da boxe o peggio ancora porti l'avversario a terra, corri sempre il rischio che il compare dell'aggressore ti prenda da dietro e ti spezzi la schiena con una gomitata. Nell'aikido si impara a mantenere aperti gli occhi in tutte le direzioni, principalmente per trovare un giusto varco e SCAPPARE.

    2) L'aikido ti insegna unicamente a difenderti contro attacchi certamente telefonati, ma portati con la massima potenza da un avversario che con quel colpo vuole distruggerti. Nell'attacco l'avversario è totalmente sbilanciato e non ritrae il braccio; da questo attacco nasce la possibilità della tecnica e lo studio dei giusti spostamenti. Hai mai visto risse tra persone che si affrontano a colpi di jab, solidi sul loro baricentro? Io no: in generale, in strada, la gente per far male si sbilancia. Ovviamente sarà impossibile afferrare il polso di un boxer (c'è gente nelle AMT che ancora crede a queste favole), ma allora sai cosa ti dico? Che se incontro un boxer in strada che vuole farmi male a colpi di diretti, io me ne ritorno a casa camminando all'indietro, tenendolo a distanza con le braccia stese in avanti, applicando la cosiddetta difesa passiva, vietata nelle regole del pugilato.

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  17. 3) in un post dedicato al Krav Maga hai affrontato il concetto di blitz. Nell'aikido lo chiamiamo in altro modo, ma quello che conta è che IL BLITZ è IL CARDINE DELLE ARTI MARZIALI. é l'unico elemento a dotarle di senso e di efficacia nell'autodifesa, se non si capisce questo concetto davvero risultano incomprensibili, soprattutto paragonate agli SDC. é risaputo che l'aikido, così come tutte le AMT, non funziona nell'MMA. Eppure i vari Nikyo, Sankyo e Kotegaeshi fanno malissimo e sono efficacissimi se allenati nel modo giusto. E allora perchè non possono funzionare su Fedor Emilianenko? Perchè sul ring, qualsiasi ring, non ti stai difendendo da una aggressione, ma stai combattendo contro un avversario in guardia, estremamente concentrato, che di certo non ha intenzione di lasciarsi afferrare i suoi polsi. Questi tipi di tecniche invece funzionano appunto con aggressori sbilanciati nell'attacco, che lasciano spazi di apertura nella loro guardia proprio perchè non si aspetterebbero per nulla al mondo una tua reazione. Le principali tecniche di base dell'aikido partono proprio (udite udite) con un attacco a sorpresa da parte di chi dovrebbe difendersi! In sostanza è una specie di Jab a mano aperta verso il viso avversario; quando questo istintivamente incrocia con il suo braccio il tuo per pararsi e avviene il contatto, SOLO ALLORA potrà partire la tecnica! Lo stesso vale per tutto il repertorio di prese al bavero o ai polsi. L'atemi è questo: un colpo improvviso e di distrazione. Senza la reazione a sorpresa le AMT non valgono un fico secco e tutto quello che scrivi acquista senso.


    In conclusione, penso di stare vivendo meglio di te l'unione AMT e SDC, nonostante non faccia gare e non abbia ancora preso abbastanza pugni. Ti dirò di più, nonostante le infinite diversità ho notato molte analogie nel movimento del corpo e delle anche! Penso che occorra accorciare le distanze tra questi due tipi di approccio. Mi dispiace che tu abbia deciso di buttare nella spazzatura le AMT. Nel mio caso penso che la boxe potrebbe colmare le lacune nell'uso degli atemi e, perchè no, migliorare il mio aikido!

    Scusa se sono stato prolisso, spero tu voglia rispondermi sui punti che ho sollevato. Ciao e a presto!

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  18. A proposito che ne pensi di tommy carruthers? Uno dei migliori esperi di JKD?

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    1. Posso giudicarlo solo in base al poco che ho visto nei video.
      Mi sembra una persona pericolosa, certamente un fanatico.
      Resta il solito discorso di base, il mondo è popolato di gente pericolosa e fanatica perciò per giudicare quanta sia scena e quanta sia concretezza bisognerebbe vedere con chi e come si è battuto.
      Essere fisicamente preparatissimi, veloci e aggressivi NON rende automaticamente dei gran combattenti, non che questo significhi essere delle ciofeche spero sia chiaro.
      A me questo genere di fanatici però fa paura, ma per una ragione che ho già spiegato: sono talmente infoiati per l' aggressione personale, coltelli, occhi cavati, palle stritolate, ginocchia spezzate e compagnia bella che in pratica non vedono l' ora di ammazzare qualcuno "per difendere la giustizia" (seee...).

      Poi fa nulla se i criminali in pratica diventano loro.
      Poi fa nulla se nel "mondo della strada dove le cagate sportive non valgono niente" a fare tanto i duri ti arrivano un' ora dopo per darti una bella pistolettata che ti fa esplodere il cranio...
      Un brutto cliente ma io continuo a pensare che se il Sig. Carruthers è un eccellente esponente del JKD... questo non rende di riflesso buono il JKD. Non so se mi spiego.

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  19. Si vede che te ne intendi davvero.
    Essere fisicamente preparatissimi, veloci e aggressivi NON rende automaticamente dei gran combattenti, non che questo significhi essere delle ciofeche spero sia chiaro. Quindi cosa rende automaticamente dei gran combattenti?

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    1. Vediamo..
      - Michael Schumacher ha vinto GP a ripetizione, mondiali, fatto cose che gli altri non riuscivano a fare: era un gran pilota di F1.
      - Ronaldo ha segnato goal a ripetizione, vinto campionati (ahah) e fatto cose che gli altri non riuscivano a fare: era un gran calciatore.
      - Spartacus (ahaha) era un gladiatore che vinse incontri (dove ci si ammazzava) a ripetizione, entrando nel mito: era un gran combattente.

      Mi viene da pensare che per essere grande in *qualcosa*, devi saper fare particolarmente bene quel *qualcosa*.
      Se no adesso salta fuori che pure Jackie Chan o Tony Jaa siano grandi COMBATTENTI perchè i loro film sono divertenti...
      Che dici, quadra?

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  20. Ciao! A quando un bel post sul Systema?

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    1. Ciao, sono sincero non ho mai partecipato a stage, dimostrazioni od allenamenti di Systema per cui quello che andrei a raccontare sarebbe frutto dei soli video e discussioni lette sui forum (comunque parecchie).
      Non amo parlare per sentito dire, anche se l' opinione che mi sono fatto è che questo Systema sia una pratica molto nebulosa.
      Non voglio nemmeno entrare nel merito del famigerato "no contact" perchè scadremmo nel ridicolo, qualunque cosa se ne dica...
      Detto questo, se è vero quanto ho letto, che il Systema sia prima di tutto un "modo di muoversi"... sarebbe tutto molto bello.

      Certo non capisco perchè attribuirgli valori speciali per l' autodifesa, anzi no, per l' aggressione personale militare.
      Un grande punto interrogativo...

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    2. Una volta un russo commentò un video di youtube sul systema dicendo che l'istruttore stava pigliando per il culo i suoi allievi d'oltrecortina

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  21. Salve arte mortale, anzitutto mi consenta di farle i miei complimenti per la serietà con cui affronta certe tematiche. Passando al dunque le arti marziali oggi non si praticano più perché? semplicemente sono cambiati i tempi, quindii è naturale che arti come l'aikido abbiano via via perso quella solidità marziale che l'ha contraddistinta sia nei campi di battaglia, sia rispetto alle altre arti marziali. Pertanto rimangono solo riflessioni più o meno amare. In conclusione posso solo dirle, che girando per internet sento ancora oggi nel 2014 alcuni credono che essere un campione di mma o bjj consenta di battere chiunque e questo oltre che sbagliato oltre che pericoloso.

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  22. E' importante che tu sia convinto. Hai mai praticato seriamente arti marziali? Da come parli sei solo uno che parla a vanvera, chi pratica arti marziali non parla come te. Chi sa fare qualcosa non deve dimostrarlo, basta essere sicuri di se stessi, cosa che tu non sei. Sei solo tutto chiacchere e distintivo. Vieni a trovarmi in palestra, mi piacerebbe imparare qualcosa da te, Complimenti per i tuoi articoli.

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    1. Grazie, lo so che sia importante. La cosa è reciproca.
      Sì, ho praticato seriamente, ma immagino che la cosa sia soggettiva e scommetto che invece sia tu quello che "pratica seriamente".
      Sono orgoglioso di parlare a vanvera, mi sentirei davvero ridicolo a parlare come" uno che pratica arti marziali".
      Conosco uno che parla come uno che fa Triathlon, sapessi che merda d' uomo...
      Hai ragione però, io non sono sicuro di me stesso... solo chi pratica "seriamente arti marziali" è sicuro e maturo, invita la gente in palestra per boh, fare a botte? fare forme che rivelino la Verità? fare demo di come le tecniche funzionino coi manichini?
      Perché chiaramente è questo il concetto, tu mi picchi E QUINDI hai ragione...
      Trovo sempre più spassose queste risposte di quelli piccati che "praticano seriamente le vere e nobili arti marziali", è un PRIVILEGIO non esserlo... salvo magari scoprire che infine ne sappiano davvero meno di me, ed è imbarazzante che me ne debba uscire con questa affermazione.
      Grazie per i complimenti.

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  23. Anonimo sei un mito! Prima dici ad Arte mortale:
    1) Che non ha mai praticato seriamente.
    2)Poi che parla a vanvera.
    3)Poi che è un'insicuro.
    4)Poi che è tutto chiacchere.

    Alla fine, dopo tutto questo, gli fai i complimenti...aahahhaha.

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  24. su questo,nulla da ridire.a parte che per fare un kote gashi o un kote hineri occorre una CERTA forza fisica che non tutti hanno.

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    1. Infatti anche quello delle tecniche che non richiedano forza è uno dei tanti miti che mi piace sfatare.
      Prova a fare Kote Gaeshi ad un muratore di Bergamo Alta, ti dice bene se ce la fai con DUE mani... :)

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  25. se il muratore di bergamo alta sta piantato nessuno gli fa kote gaeshi ma se ti aggredisce in maniera sincera senza fermarsi, allora si che funziona!

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  26. Francesca nei tornei di Tomiki Aikido il Kote gaeshi esce spesso ma con risultati non proprio esaltanti (a volte volano a terra entrambi, questo quando funziona, altre volte Tori molla una mano e piazza uno spintone e atterra Uke).
    Nei tornei dell'Aikido stesso (il Tomiki) quasi nulla è realmente applicabile (anche quando si viene attaccati ''in maniera sincera''). Quando dialogo di questo la solita risposta di salvataggio è che ''quello non è vero Aikido puro'' però nei loro Dojo sono tutti invicibili e fanno volare la gente come acquiloni. Anatole France disse al riguardo: ''L’uomo non crede ciò che è, egli crede ciò che desidera che sia''. Alcune scuole di Aikido sembrano gruppi religiosi (questo non è un problema) ma trovo a dir poco azzardato chiamarla difesa personale (come vedo spesso vendere l'Aikido) o parlare di efficacia contro anche il ''sincero'' muratore.

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    1. Ti invito a salire sul Tatami col Maestro Tada Hiroshi a La Spezia la prossima estate, lo attacchi con tutte le tue capacità, portati anche il tuo amico di Bergamo, quello che fa il muratore:) e vediamo se il cote gaeshi funziona o no,,,,oltre a quello che dice Anatole France c'è anche il detto di S.Tommaso " credo a ciò che vedo":) se tu riesci a dimostrare una realtà obiettiva…puoi continuare a scrivere screditando questa arte marziale…altrimenti le tue sono parole svolazzanti come gli aquiloni che vedi volare sui tatami:) entrando ancora nel merito della tecnica, dovresti sapere che esiste il gaeshi waza (cambio o rovesciamento della tecnica) che ti permette di cambiare la tecnica in corso…dove la tecnica non riesce ad andare a buon fine.

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  27. ah ecco, anche stavolta siamo arrivati alla sfida a confrontarsi col maestro X che "fa le cose come si deve"...
    Giusto per capire, il maestro va attaccato nel modo che decide lui oppure sarei libero di fare ciò che mi pare?
    Perché il punto resta quello, il kote gaeshi in sé (e relativo cambio di direzione) è una tecnica che funziona, il problema se mai è applicarlo in una situazione di aggressione reale, dove tra l'altro volano pugni e calci, non certo mani aperte in affondo a mò di film.
    Che poi ste affermazioni... agli stage ci va gente che paga per vedere il maestro di turno ed adularlo, e nessuno ripeto NESSUNO si permetterebbe di attaccarlo liberamente e con aggressività, sarebbe offensivo e pure infantile.
    Così come lui del resto non accetterebbe mai di farsi attaccare da uno sconosciuto per una ragione del genere.
    Siamo ancora nel mondo civile, si spera...
    PERÒ
    casomai un tale episodio dovesse verificarsi, sarebbe molto interessante vedere come andrebbe a finire, inutile dire che propendo per una brutta visita al pronto soccorso per il signor Tada.
    Perché spiace dirlo ma essere convinti che qualcuno sventi un attacco aggressivo con kote gaeshi, da parte di una persona minimamente addestrata al combattimento, denota una mancanza di obiettività ed esperienza di come avvengano le cose.
    Di aquiloni svolazzanti ne vedo in ogni DIMOSTRAZIONE di Aikido, mai durante uno sparring, al massimo gente che vola per suplex o proiezioni di stili indegni e grezzi come la lotta greco romana... chissà perché quelli riescono davvero, mah.
    Di aikidoka ne ho conosciuti, e con tutto il rispetto avevano decisamente la testa tra le nuvole in merito al combattimento reale, gli aquiloni erano loro.
    Sempre li a presumere di saper fare e a cercare scuse quando le cose magicamente non riescono proprio... ed ecco spuntare il mantra: "si vabbè io non sono molto bravo, ma se vedessi il maestro X... quello ti ammazza solo con lo sguardo!".
    Vabbè, cambio canale va.

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  28. "Se il muratore di bergamo alta sta piantato nessuno gli fa kote gaeshi ma se ti aggredisce in maniera sincera senza fermarsi, allora si che funziona!" Ecco, vedi? Queste sono le cose che non capisco. Perché di fronte a un'aggressione di quel tipo vorresti dimostrare di saper eseguire correttamente Kote Gaeshi? (Non ho fatto Aikido ma sono andato a vedermi come si esegue: permetti, ma cosa dovrebbe garantire una tecnica del genere in un combattimento Reale?)
    E una volta che lo hai 'destabilizzato', ammesso ti riesca? Dopo il primo gridolino di piacere per non aver buttato i soldi che versi al maestro - o alla Federazione - cosa accadrebbe? Già, dopo: perché c'è sempre un Dopo, sai? Ecco, in quel dopo, ipoteticamente ti vedo volare giù, sempre più giù, fino a Bergamo Bassa. A meno che tu non riesca a trovare, nei paraggi, una sbarra da piantargli dritta in fronte. Sarà anche una soluzione poco elegante, ma stiamo parlando di un'aggressione o di un gioco? Perché se il muratore in questione ha solo voglia di giocare, potete andare avanti anche tutto il giorno, fino alla fine del suo turno di lavoro.

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  29. "Giusto per capire, il maestro va attaccato nel modo che decide lui oppure sarei libero di fare ciò che mi pare?" Ahahaha, Arte Mortale, la risposta già la conosci: come vuole lui, ovviamente. E guai a contraddirlo! Potrebbe persino 'arrabbiarsi'.

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  30. parole parole parole…vieni e attacca come te pare…porta pure il truzzo, il bergamotto, e anche un arma se vuoi basta che non sia da fuoco, abbi un po' di coraggio. almeno dimostrerai al mondo che questi maestri non valgono niente secondo le tue convinzioni. ma io dico si possono dire parole così alla leggera, come in questo blog dove manca rispetto e cultura…mi dispiace essermi immischiata …pace e bene ciao

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    1. Hai proprio ragione, parole parole parole... quelle con cui i convinti delle arti marziali di quello stampo continuano a raccontarla e raccontarsela, invece di andare LORO a testare sul campo l' applicabilità di simili baggianate.
      Perchè fino a prova contraria di gente che è andata a mettere alla prova i maestroni di AMT ce n'è stata parecchia, mentre non si sa nulla di maestroni che, magari per comprensibile giramento di palle, siano andati a DIMOSTRARE l' applicabilità di quanto amano esibire nelle scenette delle demo.
      E' proprio di questo che parlo, ma viste le tue argomentazioni non mi stupisco che tu non possa capirlo.
      Sai quanto me ne frega di "rispetto e cultura" nel campo marziale?
      Non è zero, è molto meno. E non per fare il bullo della situazione, ma perchè rispetto e cultura albergano molto lontani da questo genere di persone, sempre riferendomi all' ambito dell' applicabilità in combattimento (io non metto mai in dubbio le persone in sè... tranne quando giocano appunto sul loro ruolo pretendendo di essere rispettabili o elevate IN VIRTU' della loro ginnastica).
      A me dispiace che ti sia immischiata senza portare alcuno spunto utile di riflessione, che la storia dei maestroni che spaccano il mondo a patto di "attaccarli con sincerità" francamente ha stancato, è una manfrina da veri principianti, senza offesa.
      Buona continuazione a te.

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  31. infatti sei molto perspicace sono una principiante e ho scelto l'aikido…e mai e poi mai vorrei essere l'apprendista di qualche tuo insegnamento:) non sei per niente convincente nella tua rabbia infantile:) devi maturare caro …ho letto che qualcuno qua ha consigliato filosofia all'università …ahahahha a voglia a
    studiare…studia studia: io comunque sono laureata:) ciao ( senza offesa) puoi anche non pubblicare quest'ultimo mio commento

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    1. E il punto è che nessuno ti sta deridendo o insultando per la tua scelta, sei tu che hai voluto commentare in un blog in cui si mette in discussione l' applicabilità nel contesto reale di certe tecniche.
      Sei tu che hai voluto argomentare con "sei un bambino, vieni a provare il maestrone che ti spezza in due".
      Sei tu che parli di rabbia infantile per poi proporre sfide da bulletti dietro scuola.
      Che poi trovo sempre emblematico il fatto che la gente da "sfidare" siano sempre i massimi esponenti del tal stile, che notoriamente sono persone in là con gli anni e del tutto disinteressate a qualsiasi confronto (e ci mancherebbe), mentre dall' altra parte nessuno si sogna di prendere ad esempio i fuoriclasse per dimostrare la validità di certe pratiche, basta andare in qualsiasi corso della propria città per vederlo...
      Il fatto che tu sia laureata cosa dovrebbe significare?
      Che hai studiato mentre gli altri sono degli ignorantoni?
      Ah già, il rispetto infuso dalle sacre arti marziali!
      Perdonami ma il tuo punto di vista da principiante, come tu stessa ti dichiari, è comprensibile proprio per questa mancanza di esperienza.
      Non mi interessa che tu capisca quanto poco c' entri la filosofia con le arti marziali, affati tuoi; Ma forse un giorno avrai voglia di giudicare con occhio più critico questo ambiente e i suoi esponenti, e magari qualche dubbio verrà pure a te.
      E non preoccuparti della mia maturità, siamo a fine estate e col caldo che c'è stato ho già un bel sapore così...

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    2. senti arte mortale:) già il tuo nome è tutto un progetto:)) ma che vuoi vedere ..il sangue? Ueshiba il creatore dell'aikido era stato un omicida tremendo, aveva ucciso tante persone..e aveva imparato il dai to ryu (aikijitsu) dal maestro Takeda un altro grandissimo assassino…per cui non pensi che nella profondità dell'aikido non esista questo aspetto di brutalità e ferocia che tanto sembra mancare?

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    3. …..essendo poi l'aikido proveniente dalla via della spada non pensi che abbia in se un contenuto di morte oltre che di vita? e questi maestri secondo te credi che abbiano voluto abbracciare qualcosa di falso ed inefficace visto che gli hanno dedicato la loro vita? il maestro è qualcosa di più di un allenatore o di un istruttore o di un preparatore perché abbraccia la dimensione esistenziale della disciplina …P.s la laurea non serve:) ahahha ci sei cascato era un kotegaeshi:)

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    4. Il sangue? E perchè? Se pensi che sia un esaltato ossessionato dai match di MMA o uno che non crede finchè non ci scappa il morto sei fuori strada.
      La questione è molto, molto più semplice e lo scrivo per la millesima volta: le tecniche e i metodi di certe arti marziali sono tutta teoria e niente realismo, dove per realismo si intende l' aggressione reale, per come avviene in ogni dove, ogni singolo giorno.
      Nessuno sta dicendo che il tuo paladino M° Tada sia un perfetto incapace; Sto dicendo che nell' Aikido si allenino tecniche teoricamente perfette che però nessuno è in grado di applicare in una situazione di combattimento libero e aggressivo, escludendo per cortesia i successi contro perfetti incapaci, al che sono buoni tutti anche con due schiaffoni.
      Di Ueshiba ho parlato nel post e non mi ripeto.
      Parli di brutalità e ferocia e sta bene: e io ti chiedo, siccome Ueshiba ha ammazzato della gente DI RIFLESSO gli Aikidoka diventano tutti dei "potenziali assassini"?
      Eh no, non funziona così, tanto più che OGGI, perchè a me piace di parlare di adesso, l' Aikido non è certo quotato come un grande metodo di combattimento.
      E non vedo perchè qualcuno dovrebbe offendersi: semplicemente non lo tratta in maniera realistica, fermo restando la validità delle sue teorie.

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    5. La via della spada, benissimo.
      Ho ragione di credere che chi studiasse il combattimento armato, in ogni dove della Terra, lo facesse con cognizione perchè con le armi ci si ammazzava per davvero. Sono anni che vado ripetendolo.
      Ma questo perde il suo valore nel momento in cui con la spada e per ammazzarci la gente non ci si alleni più, e la deriva dell' Aikido è PALESEMENTE in questo senso, per volere stesso di Ueshiba.
      I maestri di Aikido non hanno come obiettivo della propria pratica la massima funzionalità nel combattimento, pertanto possono dedicarci la vita fregandosene altamente del fatto che un pugile o un lottatore qualsiasi probabilmente sono più efficaci e basta.
      Non commento invece la questione dell' essere qualcosa di più, sono stufo di tornare sugli argomenti trattati esplicitamente nei post, se vuoi vai a leggerli grazie.
      In tutto questo non capisco cosa ci sia di offensivo nell' affermare che le metodologie e le tecniche propri dell' Aikido non siano funzionali AL COMBATTIMENTO REALE, ma forse è una questione di riferimenti.
      Penso che dedicherò un post a descrivere per bene cosa significhi.
      Mi hai fregato col kotegaeshi, mò sono volato per davvero :|

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    6. Giusto, ovviamente meglio studiare filosofia da chi non la conosce. Tipico, d'altronde imparate a combattere da chi non ha mai combattuto in vita sua, per non contraddirsi meglio fare la stessa cosa con la filosofia. Le "argomentazioni" tirate fuori sono le stesse delle religioni, che pena..

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  32. Grazie per la risposta Francesca e ritengo opportuno pubblicare solo per te, e per San Tommaso, un video (su youtube) che molto tempo addietro ho creato per fini didattici sviscerando numerosi incontri di Aikido Tomiki e come vedrai solo 3 (ripeto 3) tecniche erano realmente applicabili e comparivano in modo assiduo.
    Le chiacchere, giustamente, sono poco utili mentre invece analizzare e dimostrare diventa vantaggioso per chi legge. Il maestro Tada Hiroshi, per quanto capace nella sua limitata disciplina, sarebbe contrariato dal tuo tentativo di istigarmi a un dojo yaburi oltretutto è assurdo pensare che un uomo con meno muscoli di me, più vecchio e con meno lavoro da contatto alle spalle sia adatto allo scontro. Sicuramente è una persona interessante e capace di insegnare validissimi metodi di respirazione e meditazione ma è assurdo pensare che può combattere con chiunque alla cieca. Tipica mentalità da Amt dove si crede che più passa il tempo e più si diventa invicibili mentre è vero il contrario (purtroppo). Se il tuo interesse è avvicinarti allo Zen, alle tecniche di rilassamento e praticare una disciplina asiatica non avrò mai nulla da ridire al riguardo (anzi è un percorso spirituale) ma c'è un limite al marketing. Se qualcuno prova a vendermi lo yoga da combattimento credo sia giusto porre dei paletti simbolici e dire ''vade retro''.

    Aggiungo il link del suddetto video:

    https://www.youtube.com/watch?v=WjzMU43So2Q

    Cordiali saluti.

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    1. Non sono d'accordo con lei, Hiroshi Tada è un nome importante dell'aikido e io sarei un po' più cauto nel sottovalutarlo. Buona vita!

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    2. Mi permetto di suggerirei agli allievi di questo o quel maestro di stare attenti a sottovalutare gli estranei che sfidano su internet.

      A volte gira male e qualcuno viene a vedere il bluff.
      I maestri tendono a non apprezzare tale comportamento, visto che e' stato anche fatto notare che e' una cosa che accade e tendenzialmente a direzione unica.

      Lunga e' la via per la pace interiore,altro che gonnellone e leve ai polsi :)

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  33. mah …siete tutto muscoli e distintivo! ciao lascio questo blog e spero che lo zen vi colga di sorpresa:) bye bye

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  34. Andiamo al sodo: un aikidoka come neutralizzerebbe un devastante (che se va a segno è tale) Mae Tobi Geri, portato al modo del vecchio e roccioso Shotokan? E basta con questa storia del percorso spirituale, non c'è nessuna afferenza tra pensiero filosofico e combattimento.

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  35. Arte Mortale: "Essere fisicamente preparatissimi, veloci e aggressivi NON rende automaticamente dei gran combattenti, non che questo significhi essere delle ciofeche spero sia chiaro". William Ciccarelli: "Cosa rende automaticamente dei gran combattenti?" Credo di avere la risposta, forse l'unica possibile: portare a casa la pellaccia. Troppo semplice? A me sembra si viva in una sorta di perenne infingimento, per cui depurare l'arte del combattimento da inutili quanto astratte e inconcludenti filosofie pare sia diventata un'onta da esporre a pubblico ludibrio: prima, durante e dopo lo scontro, non filosofeggi, mio caro?
    E noi ti scomunichiamo (!!), per noi non sei un marzialista - termine che peraltro odio e che mi permette di accogliere tale scomunica con estrema serenità d'animo, anche perché dell'esistenza, a ben guardare, son altri gli aspetti che m'interessano. E se così stanno le cose, son ben felice di non esserlo, un marzialista. Sai cos'è per me, cara Francesca, "la dimensione esistenziale della disciplina"? Uscire da un inevitabile scontro 'corpo a corpo' rimediando il minor danno possibile, ecco qual è la mia parafrasi in risposta al tuo concetto. E per poter far sì che ciò si realizzi, se sarà necessario utilizzerò qualsiasi mezzo mi conduca al fine, perché come spiegavo l'unico fine è portare a casa la pelle: se voglio filosofeggiare con Aristotele, Kant e compagnia bella, quindi raggiungere quei libri e quel sapere (l'unica vera filosofia che valga la pena apprendere), dovrò per forza raggiungere casa, e per farlo avrò dapprima dovuto districarmi dalla materia bruta che da essa stessa voleva estromettermi. Ebbene sì, viviamo nel temp(i)o dei figli di puttana, tant'è che forse converrebbe seguire il consiglio di quel noto detective televisivo che esortava chiunque a munirsi di una rivoltella; non per edonismo, ma per necessità.

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  36. Elio non sono d'accordo su alcuni passagi che scrivi: la filosofia non è assolutamente legata al concetto di portare a casa la pelle si può passare da filosfi come l'aggressivo Nietzsche a Epicuro e il suo concetto di fratellanza. Molti filosofi poi credevano nella reincarnazione quindi non avevano paura della morte (e di salvare la pelle). Commetti lo sbaglio degli Asiatici ragionando così. Nella mentalità olistica asiatica si mischia tutto in un calderone dove si può vendere di tutto e in una sola disciplina trovi il combattimento, la medicina tradizionale, la religione e così via. Mentre in occidente se fai religione fai religione, se fai medicina fai medicina, se fai combattimento fai combattimento,ecc. Io credo che la ricerca spirituale sia positiva e aiuta, chi ne ha bisogno, nelle difficoltà ma non deve introdursi fuori dal suo mondo. Fare Aikido (per avvicinarsi allo zen), o Taijiquan (per avvicinarsi al Taoismo) o chi pratica la via della spada medievale (per avvicinarsi al Cristianesimo) è utile ai fini interiori ma non è combattimento. Infatti nei ginnasi della grecia antica (dove ci si allenava davvero) erano presenti le statue di Eracle e Ares (quest'ultimo detto Dio dal ''membro eretto'') quindi una religione guerriera può essere unita alla lotta ma non di sicuro persone pacifiste come Buddha, Gesù, Mahavira,ecc.perchè inevitabilmente è gioco (escludendo ordini militari antichi politicizzati) e non più combattimento. Basta dirlo. Ps: per quanto riguarda i tempi dei figli di puttana mi dispiace dirti che, secondo studi, questa è l'epoca più pacifica della storia umana.

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  37. Ma insomma Arte Mortale,questo te lo devo chiedere. Cos'è questa storia del eccesso di difesa? Perchè se passa questo discorso, mandiamo pure in malora tutte le AM stili di combattimento e tecniche di autodifesa. Ce ne andiamo a giocare a briscola. E in caso di bisogno,giriamo col coltello. Tanto, eccesso di difesa per eccesso di difesa...

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    1. Ciao, la questione dell' eccesso di difesa non l' ho tirata fuori io, ma purtroppo è tutt' altro che una cosa da non considerare.
      Parliamoci chiaro, se qualcuno attenta alla nostra vita non si sta a pensare a certe cose, lo stesso stato mentale lo impedirebbe...
      Però facciamo due considerazioni: primo, quante volte rischiamo di trovarci a rischio della vita, se facciamo una vita media in una città italiana?
      Se no passa il concetto che la difesa personale sia solo quello, e non è così (come appunto sottolineavo nel post ironico...).
      E in tutti quei casi è giusto che uno studioso di autodifesa sia anche a conoscenza di come funzionino le cose a livello legale, nel bene e nel male.
      Ve le insegnano queste cose a Krav Maga? (non è una provocazione, è una curiosità genuina in quanto la ritengo una cosa fondamentale).
      Secondo: uno studioso di autodifesa, e di arti violente in generale, dovrebbe guadagnare un maggiore sangue freddo in situazioni di panico o stess emotivo, proprio perchè le allena e quindi diventano più "normali", mi spiego?
      Ecco, proprio perchè aumenta il livello di sopportazione dello stress da situazione violenta/pericolosa, è importante saper gestire la propria reazione anche in questo senso.
      Non puoi pensare di spaccare il naso ad uno perchè ti ha dato uno spintone con la bava alla bocca mentre intorno c' è gente che potrebbe testimoniare. Non importa che ti sia sentito in pericolo, le grane legali finisci per averle tu.
      Certo non sono io a dover spiegare ora come e cosa fare, ci sono i sistemi militari apposta no? ;-)
      Tra il subire passivamente fino a soccombere e il raschiare le ossa alla gente al primo attacco passano un sacco di altre soluzioni, che non riguardano solo la tecnica.

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  38. e qui siamo d'accordo. Nel Krav Maga ci insegnano come gestire le situazioni a non reagire se qualcuno ti insulta o arriva col proposito di fare a botte. E sì, non siamo nel Bronx e mai mi è capitato da quando studio KM (dal 2006) di trovarmi nella necessità di usare quanto ho appreso. L'autodifesa è principalmente questione di saper gestire le situazioni. Detto questo, se mi trovassi (Dio non voglia) nelle condizioni di usare quello che ho appreso,utilizzerei proprio tutte le tecniche che conosco. Compreso roba del livello di un pugno a martello sulla nuca. Sennò,tanto vale che mi metta a giocare a bocce; o a girare con un bastone dicendo che ho l'artrite. (eh sì,tu scherzi che hai 50anni,intanto qui la vecchia sono io!)

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  39. "La filosofia non è assolutamente legata al concetto di portare a casa la pelle". Appunto, e io cosa ho detto? Mi stai dando ragione. Il portare a casa la pelle fa parte di un istinto biologico, che esula dall'istanza filosofica.
    "L'aggressivo Nietzsche". Nuovamente, e senza volerlo, ti trovi d'accordo con me: Nietzsche va dritto al nocciolo di ogni questione e, volendo portare un'analogia, in tal senso può essere paragonato all'efficacia dell'arte del combattimento funzionale: nessuna vuota speculazione.
    "Epicuro e il suo concetto di fratellanza". Puoi annoverarmi tra questi - sono tra gli esseri più pacifici al mondo - e la fratellanza la pratico da quando sono su questo pianeta. Ma interessa a me, forse a te e a pochi altri, per il resto questi concetti rimangono estranei ai più.
    "Molti filosofi poi credevano nella reincarnazione quindi non avevano paura della morte (e di salvare la pelle)". Ecco, io sono tra quelli: per me la metempsicosi proposta dalla metafisica aristotelica riveste un senso enorme, ha una sua logica e un senso ben preciso, ma lo analizzo come processo autonomo della meccanica post-mortem, non pre-mortem. Rimane il fatto che sia meglio mortem 'poi' che 'prima': non ho tutta 'sta paura della morte, ma se proprio posso evitare che mi facciano a pezzi... Eh sì, sai com'è, essendo un essere umano sono dotato di un minimo d'istinto biologico anch'io.
    "Io credo che la ricerca spirituale sia positiva e aiuta, chi ne ha bisogno, nelle difficoltà ma non deve introdursi fuori dal suo mondo". Ecco, lo dici tu stesso, rivendicandone il processo autonomo di cui parlavo: "Non deve introdursi fuori dal suo mondo", e sono perfettamente d'accordo. Rapportata al mio essere, tra l'altro, la ricerca spirituale è sempre stata preminente rispetto a qualsiasi altro discorso. Ah, le le religioni non mi interessano, e senza di esse il mondo andrebbe senz'altro meglio: non facciamo mai confusione tra religione - che è mera associazione verticistica e in quanto tale associazione politica - e ricerca interiore privata.
    "Per quanto riguarda i tempi dei figli di puttana mi dispiace dirti che, secondo studi, questa è l'epoca più pacifica della storia umana". Che c'entrano gli studi? Quali studi poi, di cosa stiamo parlando? Cosa significa che questa sarebbe l'epoca più pacifica? In che termini? Ai massimi sistemi da indagini statistiche (gli stessi per cui l'Italia sarebbe in ripresa) preferisco l'osservazione diretta della realtà, quindi l'unico sistema di riferimento rimane guardarsi attorno: non ci sono in atto guerre nucleari, è questo che intendi per 'epoca pacifica'? Non sono d'accordo. Siamo circondati da una criminalità dilagante (identificabile con quelle che vengono definite 'sacche di microcriminalità') sempre più gretta e crescente, che colpisce a caso, anche senza motivazione, e questi sono i drammatici risvolti di una 'guerra tra poveri - o impoveriti che dir si voglia' che prima o poi dovevamo aspettarci. Forse non avremo guardie e squadristi di regime fuori dalla porta di casa, ma ciò non fa di quest'epoca 'un'epoca pacifica'. Tutt'altro.

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  40. Elio mi è piaciuto il tuo messagio di risposta al mio ma nel punto che ti ha fatto dubitare (sulla nostra epoca come pacifica) ti rimando al bellisimo libro Steven Pinker ''Il declino della violenza: Perché quella che stiamo vivendo è probabilmente l'epoca più pacifica della storia, Mondadori, 2013''.
    Saluti.

    Ps:Come introduzione al libro ti consiglio quest'articolo:

    http://www.lastampa.it/2013/03/09/societa/viviamo-nel-migliore-dei-mondi-altro-che-violenza-il-mondo-non-e-mai-stato-cosi-buono-y5871yGsW0hgdsf8AYXieL/pagina.html

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  41. Amico mio, questa epoca è drogata di apatia, di sonnolento cinismo, di individualismo parossistico, di totale menefreghismo e indifferenza verso gli altri; sono tempi anestetizzati, quelli che viviamo, è questo il dramma che non vorrei fosse scambiato per 'epoca pacifica', capisci cosa intendo? Sei per strada, ti aggrediscono in dieci e nessuno muove un dito, ognuno tira dritto per i fatti suoi, e quelli sono già dei geni: gli altri, se tutto va bene, si divertono a riprendere la scena con lo smartphone. Più che in un'epoca di 'buoni' direi che siamo in un'epoca di perfetti imbecilli.
    Comunque grazie per l'articolo, ora passo a leggerlo.

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  42. Letto, ed è quello che temevo. L'articolo di Calabresi, che riporta il compendio della disamina di Pinker, non sembra poi così lucida, mi appare parziale e semplicistico, confermando di fatto ciò che anticipavo nel commento precedente: non esiste nessun "declino della violenza", anzi, semmai la violenza ha cambiato volto e di conseguenza è cambiato il modo di intenderla e percepirla, parlo sia di quella psicologica che di quella fisica. Ciò non mi stupisce, dal momento che l'uomo d'oggi è un alienato totale, insomma le sue facoltà non risultano affatto allineate. Ad esempio, quando dice: "Oggi seguiamo con morbosità ma anche con compassione e sofferenza le indagini sull’omicidio di una ragazza da parte dello zio o forse della cugina... " sta parlando di un fraintendimento che genera per lo più da una sensibilità di carattere televisivo/virtuale e in quanto tale finta, tant'è che senza accorgersene demolisce anzitempo l'assunto parlando di 'morbosità' alias compulsione sociale, non di autentica sensibilità. Magari quello che il giorno prima, davanti a "Chi l'ha visto" o "Porta a Porta", esterna il finto coinvolgimento di cui si parla nell'esempio di prima, è lo stesso che il giorno dopo, con estrema nonchalanche, ti lascia steso sull'asfalto - nella realtà e con omissione di soccorso - dopo averti investito con lo scooter. Oppure è l'agente di un'agenzia di recupero crediti che, dopo aver mandato il pugile-killer Domenico Spada a portarti 'amorevoli fiori' nel pieno esercizio del tuo disagio economico-esistenziale, poi va su facebook fingendo di occuparsi di volontariato e filantropismo, arricchendo il suo 'particolare umanesimo' con florilegi di foto di gatti per millantare quello che non è né sarà mai. I nostri tempi sono ingannevoli oltre ogni misura ed estremamente violenti, di una violenza inaudita, è che essa si nasconde dietro la facciata narcotizzante di un disgustoso sortilegio di massa, che solo pochi riescono a cogliere nella sua interezza. Ecco, per capire cosa stia diventando questo groviglio di folle, incontrollata ed entropica Agonia che noi chiamiamo 'società', credo dovremmo iniziare a ragionare in questi termini, e in tal senso è molto più illuminante un Chomsky di un Pinker.

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  43. Leggevo che più sopra si citava mister Carruthers. Ora, senza nulla voler togliere a costui (come del resto a nessun altro) ce ne sarebbe da dire fin troppo su di lui. Nessuno ha mai fatto caso che la metà sinistra del corpo Carruthers praticamente non la usa, soprattutto la gamba sinistra, che sembra lì per orpello? Eh già, proprio come il suo beniamino, Lee, dal quale ha copiato tutto, anche gli errori. Carruthers può essere tutto quello che si vuole: ipersonico, potente, aggressivo, ma ha le sue lacune; è un 'finto' coordinato, e in un combattimento reale contro un qualsiasi praticamente di thai, che le gambe le usa entrambe e a piena potenza, temo avrebbe la peggio. Tu Arte Mortale, che ne dici?

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  44. Elio io decenni addietro, cercando informazioni sui sistemi di coltello tradizionale, parlando con degli anziani (oggi putroppo tutti deceduti) mi raccontavano che vari loro coetani morivano in sfide con il coltello di paese. Ricordo ancora un vecchietto che con gli occhi sbarrati mi disse. ''ci sfidarono entrambi, me e un mio amico, io non ci andai ma il mio amico sì. Lui non tornò più''. Parlo degli anni poco prima e poco dopo la seconda guerra. Basta tornare a quelle decadi e i discorsi fatti qui da Elisa Kohen sarebbero corretti oggi invece non siamo più in società dove ammazzare o ferire è così facile. Certo c'è delinquenza e più alienazione ma non è neppure paragonabile alla violenza di mezzo secolo addietro (basta pensare ai racconti dei professori che picchiavano come scaricatori di porto nella scuola dei miei genitori). La violenza era permessa e approvata a tutti i livelli. Non si può dire che oggi siamo messi così male con tutta la buona volontà poi mi trovo assolutamente d'accordo che può aver cambiato volto ma preferisco mille volte questa società a qualsiasi altra. Basterebbe veramente poco per renderla ideale una prova è il fatto che noi due qui parliamo attraverso un computer senza temere per la vita o la fame (quella vera). Non è un caso che oggi si parla di 3 epoche culturalmente importanti; la grecia antica, il rinascimento e la nostra. Far credere che oggi viviamo in un mondo orribile è tipico dei media ma loro hanno un interesse economico nel far questo. Comunque la tua idea da uomo libero è differente da quella dei media (perchè lo dici credendoci sinceramente e non per un tornaconto) e la rispetto.
    Saluti.

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  45. Sì,ma insegnare a difendersi da un attacco di coltello utilizzando una chiave articolare che funziona solo in palestra, come fanno certi istruttori di autodifesa, è infinitamente più disonesto di chi ti dice: blocca l'attacco, colpisci da fare molto male e disarma. E tant'è.

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  46. "... blocca l'attacco, colpisci da fare molto male e disarma".
    Eh, magari fosse così, la verità è che da un coltello non ci si difende affatto, guardare per credere: https://www.youtube.com/watch?v=rp8jhLBipwI

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    1. se lo dici tu. comunque è certo più facile così che facendo una chiave articolare

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    2. E' più facile (e sensato) scappare. Fidati.

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    3. se puoi. e se il gioco vale la candela. Ma poi scappa te. io piuttosto giro col pugnale anche se non si deve.

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    4. Se puoi, mi pare ovvio. Il resto della risposta è invece in linea con quanto mi sarei aspettato avresti risposto: una dichiarazione d'intelligenza autentica, complimenti. Del resto, siete tutti invincibili samurai, potevo forse aspettarmi un discorso diverso? Nonostante il video di cui sopra - del quale te ne sarai fatta un baffo come ogni invincibile samurai - continuerai a scegliere l''esaltante verità' dei cartoni animati. In bocca al lupo, ne hai davvero bisogno. (Sì lo so, la prossima risposta sarà: "ne avrai bisogno tu", come del resto "se lo dici tu" e "scappa te che io son d'un altro pianeta").

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    5. se scappo l'avversario mi può inseguire; è può anche essere più veloce di me. in quel caso? quale sarebbe il piano B dopo una corsa affannosa che lascia senza fiato? ovviamente solo per fare un'ipotesi.

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    6. Purtroppo, in quel caso, non esiste nessun piano B, si torna alla situazione di prima.

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  47. faccio capolino perché mi arriva sulla posta la continuazione della discussione..1) ritornando all'aikido, l'aikido è un arte marziale che ha tante sfaccettature, e puoi trovare tanti motivi per praticarla: il primo è quello di farti sentire bene nel corpo e nello spirito sia quando si entra in palestra che quando si esce. 2) allena il corpo alle dinamiche del combattimento puntando sull'estensione, sull'elasticità, sulla morbidezza…quindi sul movimento 3) un acuto osservatore e praticante delle arti marziali vede chiaramente dentro l'aikido tutto il bagaglio di percussioni comuni a tutti gli altri stili marziali cioè ginocchiate, gomitate, Tallonate, calci e atemì di tutti i tipi, che potrebbero essere sferrati in qualsiasi momento durante l'esecuzione delle tecniche. Chiaramente non ci si può allenare così ma in una situazione di reale combattimento si fà , i bravi mestri ti fanno vedere tutto questo perché ripeto che l'aikido nasce dall'aikijitsu e dal ken jitsu …Il vero aikido svolazza poco ed è molto sostanziale energico (anche se non servono grosse robustezza fische ed inoltre se si lavora bene in estensione, con la respirazione, quindi non in contrazione…si può praticare ragionevolmente a tutte le età. Per altre discipline questo non può essere. Inoltre se si è ossessionati dalla violenza dalle possibili aggressioni, ci sono le armi ormai …e poco puoi fare tranne che armarti e anche le guerre ci sono, non è vero che il mondo è in una condizione di pace letargica, e il medio oriente? e tutto il terzo mondo dove si combattono guerre di tutti i generi? peccato che pure le guerre non si combattono con la spada: giusto? un' ultima cosa: ha senso forse solo in occidente dividere lo spirito dalla materia, nelle arti marziali non è così, nel codice del samurai non è così, ed è questo il massimo fascino che ha l'aikido, di essere universale, di abbracciare la totalità dell'essere senza differenza tra vita e morte. E' a causa del relativismo che voi esprimete nei vostri concetti che Ueshiba affermò" L'UOMO OCCIDENTALE HA LA TESTA PESANTE" ciao!

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  48. ma si,ma forse hai ragione. io non ho mai praticato aikido quindi non posso valutare. Però finiamola una volta per tutte con queste stronzate dell' uomo occidentale; come se fossero solo gli orientali ad avere capito tutto dalla vita e noi siamo solo una massa di coglioni. E poi, è un pò che lo volevo dire: dove è scritto che le arti marziali debbano per forza avere gli occhi a mandorla?

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  49. beh parlo dell'oriente di allora…le arti marziali fanno parte di una tradizione antica…anche loro si sono purtroppo occidentalizzati..peserà anche a loro la testaccia…oggi:)

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  50. @ Francesca Sortino:
    1) Sono il primo sostenitore di questa concezione. Converrai che valga per qualsiasi attività hobbistica, nella quale rientrano tutte le arti marziali e gli SdC a livello non professionistico o i sistemi di ingaggio che non siano studiati da militari, poliziotti, bodyguard & c. per il loro lavoro.
    2) Opinabile, allena il corpo a tante cose tranne che alle dinamiche del combattimento, sempre se per combattimento intendiamo la stessa cosa. E spesso è questo il malinteso, ed è quello di cui tratto nel blog.
    3) Un esperto di arti marziali (e un acuto osservatore in generale!) NON vede nell' Aikido nulla di tutto ciò, tutt'alpiù degli attacchi simulati e molto stilizzati.
    Di certo niente in comune con gli stili di combattimento funzionale.
    E' tipico dei cultori di AMT raccontare che nel loro stile ci sia "tutto", soprattutto quei colpi o tecniche universalmente riconosciuti come funzionanti.
    E' una comoda via di fuga, peccato che nella sostanza quando vengono messi alla prova, nella condizione di mostrarle queste tecniche in comune, si palesa quanto non ne abbiano la MINIMA IDEA.
    Esistono episodi esilaranti di sedicenti maestri di AMT che mimavano tecniche teoricamente patrimonio anche del loro stile senza conoscerne affatto i dettagli per renderle funzionali, magari ne racconterò qualcuno.
    Conosco benissimo questa pretesa di avere "tutte le tecniche degli altri", purtroppo non basta mimarle o supporle per appropriarsene.
    Non basta immaginare di "saperle sferrare in qualsiasi momento", provaci e vedrai quanto cambia la realtà.
    Si sbaglia ad illudersi che la forza non serva, benchè la ricerca della pura tecnica col minimo sforzo sia fondamentale: prova a fare davvero e vedrai che la forza ti servirà eccome, soprattutto contro gente più grande e grossa (che poi sono i potenziali "aggressori", no?).
    Si può praticare a tutte le età come qualsiasi ginnastica; Ben diverso è allenarsi al combattimento attivo, non che questo sia un male, intesi. E' che più invecchiamo e più il corpo ci abbandona, piaccia o no, tecnica o no.
    Per favore lascia perdere il codice dei samurai... i samurai sono tutti morti, sono personaggi storici, non hanno più niente a che vedere con il mondo attuale, nemmeno in Giappone.
    Sono affascinanti e tutto, ma sentir parlare oggi dei valori dei samurai non è diverso dal parlare dei valori degli spartani o dei Comanche, non so se mi spiego.
    Se l' Aikido persegue la crescita spirituale, morale o che altro, è una bellissima e lecita cosa, mai detto il contrario.
    Ma ricordiamoci che si tratta di percorsi riconducibili a centinaia di altri percorsi, dalla religione alla filosofia.
    E infine permettimi una frecciatina: l' uomo occidentale, con tutti i suoi difetti, ha modellato il mondo moderno.
    Per la precisione tutti i bei valori di giustizia, umanità, elevazione morale etc etc che tanto piace attribuire a saggi orientali, sono piuttosto il lascito di culture MEDITERRANEE.
    E non è questione di parteggiare per uno o l' altro, è un fatto storico.
    ciao anche a te!

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  51. ho capito che sei un capoccione:) e difendi a spada tratta la tua idea. Questo è positivo. Io però ho visto altre cose e quindi continuo anche io capocciona:) a credere a quello che ho affermato. ciao

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  52. http://aikidoitalia.com/2011/12/12/intervista-a-nobuyoshi-tamura-laquila-dellaikido-parte-2/

    ..PENSO SIA MOLTO INTERESSANTE:)

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  53. intanto complimenti al blog che mi sembra divertente e cinico al punto giusto
    io pratico aikido da 6 anni amandolo molto e condivido quanto espresso dall'autore del blog e mi stupisce che non sia evidente a tutti i praticanti. La mia idea è che il tutto sia anche parte dell'idea del fondatore. Cerco di spiegarmi: c'è un corpus di tecniche di lotta tradizionali ampio e variegato (JuJutsu) ueshiba e kano si danno da fare per omogeneizzarlo e razionalizzarlo seguendo intenti diversi. Il primo enfatizzando i principi a costo di privare la tecnica di una reale applicabilità, il secondo privilegiando l'applicabilità a costo di impoverire il tutto. Risultato: Ueshiba era un fesso? No era sicuramente megalomane e s'illudeva di cristallizare l'uhrtecnica, il noumeno della tecnica ma permetteva di mostrare bene il principio di sbilanciamento e azione della tecnica ed in fatti kano mandava i suoi judoki ad esercitarsi con ueshiba e non perchè era un pazzo pure lui ma per dare consapevolezza di quello che facevano. in tanti video di ueshiba e saito si vedono tecniche presentate in kion come quelle di aikido ma poi portate in randori come judoki (oyo waza?) (è particolarmente evidente sui koshinage). Detto ciò queste sono solo mie sciocche elucubrazioni ma nessuno di buon senso può pensare che le tecniche di aikido possano essere applicate direttamente come presentate in kion e men che meno che un aikidoka possa tenere testa ad un judoka. Questo sia per la diversa abitudine al contatto fisico reale ma soprattutto per la diversa condizione atletica. continua...

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  54. continua...
    La preparazione fisica richiesta all'aikidoka (almeno nelle scuole da me frequentate è minima) mentre i judoki che si allenano nei tatami vicini si fanno un culo quadro e anche qualora del tutto privi di alcuna nozione tecnica temo che potrebbero sopraffare qualsiasi aikidoka. Sembra banale a preparazione fisica conta! sec me un ballerino con tutta la preparazione fisica che ha va a finire che mena più di me :(
    detto questo io sono felice di praticare aikido e non lo cambierei mai con lo judo (anche perchè di amici judoki ne ho parecchi e tutti interi ed in piedi tra gli agonisti dopo i 35 anni ne sono rimasti pochi :) )
    ma bisogna essere onesti prima con se
    my two cents

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  55. Bon, io pratico aikido da tre anni e la preparazione atletica non viene trascurata affatto. Già il solo fare quelle cadute che sembrano svolazzi richede un certo atletismo e padronanza dei movimenti, non si può improvvisare né imparare facendo solo mossette o meditazione. :)
    Senza nulla togliere ai judoka, naturalmente ;)
    ******
    Per Francesca: perdonami, ma invitare una persona che non conosci a saggiare le botte del tuo maestro è una delle cose più insulse e coatte che si possano fare: non fa onore a te, non fa onore al tuo maestro, non fa onore all'arte che pratichi. Capisco l'entusiasmo di una neofita, però dai...
    **********
    Bisogna essere onesti con sé: sono d'accordo, praticare aikido e andare in giro a raccontare di essere guerrieri è un po' preoccupante se si hanno più di 16 anni. Difatti a una ragazza che su queste stesse pagine circa un anno fa chiedeva consigli su quale arte praticare per l'autodifesa, sia io che Arte Mortale abbiamo consigliato judo. L'aikido è ottimo per me, ma ho piacere di conoscere praticanti di altre arti e non vedo l'ora nel prossimo futuro di fare qualche scambio con praticanti di judo e bjj, che mi intrigano molto. L'importante è non sentirsi i migliori al mondo, non crearsi illusioni di onnipotenza, farsi aiutare a mantenere i piedi per terra dal continuo incontro con altri praticanti, della propria arte e non. Un caro saluto e buona pratica a tutti!

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    1. sono l'anonimo del piano di sopra (2 post prima). Secondo me parliamo di preparazioni atletiche diverse. ti invito davvero a guardare nei tatami vicino cosa fanno i judoki o anche solo i fisici che hanno (soprattutto le signorine). Di scambi con gli amici judoki ne ho fatti tanti e son sempre stati dolori. Al netto delle tecniche (che come ho scritto prima molte sono simili se non le stesse) il problema è l'intensità e l'abitudine al contatto non preordinato che io non ho. Con i jujuteri immagino finisca uguale anche perchè alla fine judo e bjj son grosso modo simili con un regolamento di gara diverso. Cmq io preferisco praticare aikido ma le cose devono essere chiare.

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  56. Se l'aikido è insegnato alla polizia giapponese, ovviamente privo di certe raffinatezze e svolazzi estetici,vuol dire che una certa utilità ce la avrà,my humble opinion, senza dimenticare che per fare un kote gaeshi come si deve ,ci vuole comunque una certa forza a livello dei polsi.

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    1. Attenzione però con questa cosa degli stili insegnati "alla polizia, ai militari, ai berretti verdi, ai marines spaziali".
      Primo perchè si tratta di propaganda sventolata guarda caso dagli stessi ambienti.
      Secondo perchè dire "la Polizia Giapponese/Americana/Israeliana" è un conto; Altro è dire che nella caserma del tal paese ogni tanto hanno fatto lezione gli istruttori del tal stile. La realtà è questa.
      Terzo perchè si tratta di un sottile gioco di parole per lasciar intendere che delle persone cazzute e a contatto con ambienti violenti dove serva andare al sodo senza trastulli vari, si allenino ALLO STESSO MODO degli impiegati del catasto che vanno a fare due lezioni a settimana tra un piatto di carbonara e una puntata del telefilm.
      Poi uno pensa che i poliziotti si mettano l' hakama e passino ore a provare il mitico kote gaeshi contro il maestro invincibile che li fa svolazzare... niente di più sbagliato.

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    2. Niente da dire,anzi penso proprio che la polizia giapponese lo impari proprio per la bassa letalità delle tecniche rispetto a altri stili di combattimento. Mentre è noto che i vari stage di KM ad uso delle forze armate siano totalmente diversi da quello che si insegna ai civili,l'ho già detto. Là si impara anche l'uso delle armi, tiro dinamico, l'uso DEL coltello e non la difesa a mani nude. Tutte cose che in un contesto di civili non si possono studiare.

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  57. sabato sono stata allo stage di roma del maestro Tada, evadere un 86 enne muoversi così mi sembra un miracolo!!! anche se è il frutto di allenamento continuo, ettcc etcc…questo per dito che l'aikido comunque fa bene al fisico e alla mente e mantiene elastici e giovani…e si può praticare fino a 100 anni mentre nella boxe e negli sport dove si beccano botte a tutto spiano…stanno paralizzati o mezzi dementi con malattie degenerative neurologiche. per quanto riguarda ancora questo discorso noioso sull'efficacia dell'aikido..io che sono una principiante e non posso dare delle considerazioni finali e nemmeno intermedie su questa disciplina …mi sono comunque già espressa in posizione di difesa…e cara coccinella non è una coattata rispondere per le rime a chi scrive stupidaggini:) Il mio Maestro dice che molte critiche che vengono lanciate contro l'aikido per la sua mancanza di efficacia, sono vere e che il 70% dell'aikido che si pratica nel mondo è da buttare via. Però dice che l'aikido se fatto bene è un arte marziale perfetta, la più perfetta che ci sia. Ad ogni modo non se per fare kote gaeshi ci vuole per forza tanta forza nei polsi …lo scoprirò…penso invece che dipenda dall'energia che ci metti e dal'angolazione e il timing …insomma da come fai la tecnica. la forza mi sembra non c'entri…

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  58. p.s e per quanto riguarda l'allenamento atletico…tutta la lezione è basata sul movimento…e comunque è bene affiancare all'allenamento in palestra …qualcosa come corsa, nuoto e altri sport che ti tengono bene in forma…

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    1. - mai detto il contrario, praticare qualsiasi attività che contempli il movimento ci fa stare meglio.
      - ahi ahi, di nuovo la storia dei pugili suonati... addirittura siamo alle "malattie degenerative neurologiche". Cristo santo, praticare un sistema di combattimento è peggio che tuffarsi in un lago di Pripyat!
      Qualsiasi sportivo agonista finisce la carriera con acciacchi più o meno gravi: è il prezzo da pagare per FARE LE COSE SUL SERIO.
      Non che sia da incentivare il farsi male, ma spero di essermi spiegato...
      Una cosa tipo quelli che lavorano una vita e poi sono acciaccati, mentre altri che DICONO di essersi spaccati la schiena e poi stavano a timbrare il cartellino in mutande :)
      - Mi spieghi meglio la cosa delle stupidaggini? Perchè ai san tommaso delle arti marziali è capitato che infine a furia di dare degli stupidi agli altri sia arrivato qualcuno a dimostrarle le cose, e non sto a spiegare come sia finita per i maestroni degli stili invincibili a parole...
      - il tuo maestro è saggio: ma scommetto che il SUO Aikido è quello del 30% buono... già trattato nel blog.
      Guarda caso per lui l' Aikido sarebbe "la più perfetta delle arti marziali"... ah, SE FATTO COME SI DEVE, EH!!!!!!
      per carità, propaganda di basso livello, ma non lo biasimo: è un marzialista.
      - Oste, com'è il vino?!
      - un amico del cugino di un mio amico ha garantito che se tiri un sasso nel modo giusto ad un elefante riesci ad abbatterlo.
      Devi beccarlo proprio in un punto però, se no non vale.
      - ancora sto kote gaeshi! :)
      Kote Gaeshi è una tecnica funzionale che rispetta la biomeccanica umana. Il problema è riuscire ad applicarlo nel contesto in cui si vorrebbe fosse applicabile, che non è l' esibizione, l' esercizio stilistico, la gara.
      L' ultimo che ha provato a farmi kote gaeshi, con due mani, stava sotto la monta e mentre NON ci riusciva avrei potuto timbrargli le nocche sul cranio una dozzina di volte, o se vogliamo metterla alla brutta gli avrei cavato gli occhi e avrei danzato sul suo cadavere suonando un flauto come un satiro...
      Studialo, provalo coi compagni, poi quando ti senti abbastanza esperta chiedi al tuo amico più nerboruto di aggredirti e prova a fargli kote gaeshi "con la tecnica, il timing, l' angolazione giusti".
      Infine rimetti kote gaeshi nel cassetto.
      - attenzione con la cosa dell' allenamento atletico, che qui rischiamo di non intenderci proprio.
      Una lezione di Aikido (fatta e viste a iosa) equivale a tanto movimento e nulla preparazione, come consuetudine nelle AMT.

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    2. è una diatriba inutile: Fatti una doccia mettiti un kei-koji e sali sul tatami: tu parli di aikido , ma non l'hai mai praticato! Basta parlare no? sai tutto te…sei sicuro perché la vera saggezza è "So di non sapere" tu invece sai di sapere…un po' troppo mah ? e un bel punto interrogativo?
      e comunque Mohammed alì sta col parkinson, iacopucci è morto sul ring, e ce sono tantissimi con patologie varie …informati bene prima di fare affermazioni…monzon ha buttato la moglie dal decimo piano, tayson è stato in galera…comunque tayson è andato a rendere omaggio ai maestri di aikido caro…inoltre l'aikido per il suo alto contenuto etico e morale è patrocinato dalla presidenza della repubblica …la forza in aikido non c'entra niente ..e chissà quanto sei rigido tu…secondo me invece contro un bravo aikidoca rischi di spezzarti in due…e ti scrivo questo perché sei violento e animoso e fazioso nel modo di scrivere duo rispondere di argomentare …sei di una rigidità irritante…secondo me non dovevi proprio aprire un discorso sul tuo modo di vedere le arti marziali , meglio che te ne vai in discoteca a sfgogarti in una bella rissa ciao m'hai stufato:)

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    3. quello che am sta cercando di spiegarti, magari con parole un po' rudi, è che se chiudo una ude garami ben fatta riesco ad immobilizzare forse anche klitchko o emilianenko il problema è arrivare a chiuderla.Una volta che il polso è piegato in leva per il kotegaeshi è chiaro che voli ma tu pensi davvero che sia facile averi il timing e la forza per arrivare in quella condizione con uke sbilanciato?

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    4. scusa AM ma vorrei capire meglio perchè dici che nelle AMT si fa tanto movimento ma nulla preparazione. e non è una domanda polemica, anzi il blog lo trovo interessante e divertente, purtroppo in questo campo le parole servono a poco, ma mi piace lo "stile" con cui argomenti. non ho una grande esperienza, ho lasciato la pratica anni fa e non mi ritengo ne un "marzialista" ne altro, la mia è una domanda diciamo "tecnica", giusto per capire: della serie non sto giocando a "chi c'e l'ha più duro, e proprio per capire cosa intendono altre persone per preparazione atletica), quindi non prendere il seguente elenco come uno sfoggio di cazzosità, ripeto è solo per sentirmi dire "ma, niente di che", oppure altro non so.
      circa venti minuti di corsa, flessioni e addominali di vari tipi a non finire (su dita, polsi, con una mano, in verticale, e corti, completi, da rialzati, addirittura a volte "appesi" a un'altra persona), potenziamento gambe nei modi più disparati (dal passo della rana - nome amichevole, quello vero non lo ricordo, insomma da accucciati - a caricarsi sulle spalle un compagno e fare cira 200 volte sali-scendi da un gradino di 30 cm), strch quasi ogni volta, esercizi (insopportabili) di respirazione, esercizi di tensione (tipo stare x minuti appoggiati solo sulle chiappe, distesi senza toccare terra con testa/talloni, e col maestro che ti salta - letteralmente aime - sulla pancia), e boh sto dimenticando qulcosa, poi in periodo pre-gara si andava sul pesante (anche per i poveracci come me che di gare non ne volevano sentir parlare). il tutto tre volte a settimana.

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    5. sono sempre quello prolisso...
      a parte sta domanda un po lunga lo ammetto, per quanto righuarda l'aikido, che non ho mai praticato, posso dire che come molte arti marziali tende ad essere come dici correttamente tu "preconfezionato" e pertanto non realistico, ma è anche vero che nella mia palestra, le persone che venivano da quell'esperienza, nel campo delle leve avevano oggetivamente una marcia in più. Le leve articoari, che trovo un modo raffinato e masochista di far male alle altre persone, se è vero che sono di difficile applicazione pratica, è anche vero che sono molto efficaci, SE riescono, ossia se ti trovi nella condizione di poterle applicare. il punto è che se le eserciti molto, ti viene automatico applicarle SE sono applicabili, altrimenti cambi tencina. e ciò senza dimenticare che nel frattempo, più colpi dai e meglio è. INsomma l'aikido non è molto efficacie,concordo pienamente, ma sviluppa una certa sensibilità che, untia ad altre cose, può tornare utile. tempo fa, per sperimentare "cose nuove", mi ritrovavo in una cantina con alcuni amici, uno pugile, uno che veniva dal karate e altre cose, insomma un po di tutto, quantoni paratibie e dentiera e ce le davamo di santa ragione, ebbene quel pugile, che tirava diretti a velocita e da posizioni sorprendenti, ad esempio, di leve ne periva (chiaramente mai portate alla rottura dell'arto...), oltre che di calci. senza nulal togliere alla boxe. poi nel blog è stato citato un interessante video sull'assurdità della difesa da coltello. bhe, prima (molto prima) di cominciare a praticare, sono stato minacciato e agredito 2 volte con un coltello e una con uan pistola. sono ancora vivo evidentemnete, e ciò percghè ho evitato lo scontro a tutti i costi. All'epoca non solo non praticavo arti marziali, ma azi inorridivo innanzi alla violenza, consideravo i praticanti dei matti invsati e pericolosi e via dicendo, e l ho scampata per il semplice buon senso, senza nessun addestramento "anti stress". quindi, (per francesca), non serve l'aikido per sapere che è meglio non prenderle/darle, ma è anche vero che tutti i sintomi dello stress di cui sento parlare (addirittura sguardo a tunnel, cazzo ma perchè invece che allucinogeni in strada non spacciano stress?) proprio non ne ho memoria. da quando pratico non mi è più capitato, per cui non mi sono mai trovato concretamente di fronte all'alternativa "reagire o no", pertanto non posso dire che, reagendo, lo stress non comporti tali sintomi, ma credo che sia una questione molto personale. infine, per quanto riguarda Elisabetta, concordo nel dire che è meglio una coltellata sul braccio che in pancia (specie se si ha l'accortezza di non parare con la parte interna del braccio...), ma non c'è storia, la fuga è sempre l'alternativa migliore, la corsa non è una cattiva idea se hai un po di resistenza (non è detto che l'altro ce l'abbia e ti potrebbe portare in luoghi più frequentati e maggiormente sicuri), senza considerare che (questa è esperienza perzsonale) un calcio improvviso a uno che ti corre dietro è devastante. e, tanto per dire, se è assurdo disarmare con le braccia per via della distanza, le gambe tendono ad essere più lunghe di un braccio armato di coltello. per finire, girare con un pugnale la trovo un'idiozia medievale, e devo dire che le poche persone che conoscono che praticano KM dicono tutte cose simili.

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  59. socrate diceva "so di non sapere" ed era un saggio…qui ci troviamo di fronte ad uno che sa di sapere tutto :) quindi diventa una muffa marziale e mortale:)
    spero che gli altri che leggano questo blog abbiano la curiosità e l'intelligenza di trovarsi delle risposte vere altrove!!!

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    1. Francesca: torna pure ai tuoi maestri che fanno volare le persone, le tue argomentazioni sono troppo deboli.
      Quello che io so è lo stesso di quanto sappiano migliaia di altre persone che come me bazzicano questo ambiente da decine di anni e hanno vissuto le arti marziali come qualcosa di più del corso "interessante" da praticare due volte a settimana "se non ho altro da fare".
      Questo non mi pone al di sopra di niente e nessuno, ma di certo mi permette di parlare con cognizione di causa delle mie osservazioni e conclusioni, che continuo a riportare nel blog.
      Tutto ciò ti arreca fastidio in quanto mette in discussione una tua passione o delle tue convinzioni? Cambia aria allora, ne hai il pieno potere.
      Ero indeciso se pubblicare il tuo commento, visto che sei passata alle offese personali, ma mi sembra giusto darti diritto di replica e manifestare una volta di più come la AMT rendano le persone schiave dei loro miti.
      Trovo sempre esilarante il modo in cui i lettori ad un certo punto decidano di farmi il profilo psicologico o attitudinale, stavolta sono diventato un saccente rigido, violento, fazioso e bla bla bla...
      E guarda caso succede a quelli piccati dalle mie osservazioni, come se non avessero altre argomentazioni da portare se non le offese deliberate...
      Sai cosa, invito pure io i lettori "curiosi ed intelligenti" ad andare altrove per cercare le risposte (eh?!?!? le risposte a cosa?), cosicchè si ritrovino a paragonare le centinaia di migliaia di siti ad hoc in cui il maestro che fa "il 30% dello stile buono" descriva con ASSOLUTA OBIETTIVITA' il modo in cui LUI faccia le cose COME SI DEVE!
      Eh già, andate pure a leggere solo ciò che volete leggere, fatevi raccontare le verità che volete vi siano raccontate, magari per giustificare la vostra inettitudine.
      Sai quel cazzo che me ne frega...

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  60. Ho praticato TaeKwonDo diversi anni e ora sono 5 anni che pratico Aikido. Non so in che modo tu ti sia fatto questa idea dell'aikido, ma a mio avviso è totalmente sbagliata. E' verissimo che dietro c'è di più, ma ti posso assicurare che se praticato "marzialmente" dopo qualche anno si può testare la sua efficacia come difesa personale. Molto dipende dal maestro con cui ti alleni. Certo che difronte ad una aggressione non posso applicare una tecnica se non l'ho appresa a pieno, ma i movimenti e gli atemi (sai cosa sono?) sono la base dell'aikido e possono essere allenati molto seriamente in palestra. Non vorrei mai trovarmi per strada contro diversi maestri con cui ho praticato. Le tue parole sembrano quelle di uno che ha letto una cosa, visto due video su youtube, chiesto un pò in giro. Magari hai praticato altre discipline, ma non l'aikido, sicuramente...
    Mio fratello è un Dan avanzato in TKD e prima aveva la tua stessa idea, poi si è avvicinato all'aikido e ora abbiamo aperto un corso insieme perchè sono due discipline che si compensano molto.
    Giusto per concludere. L'aikido è praticato da molti corpi speciali e istituti di bodyguards. A me non interessa personalmente la sua efficacia, lo pratico perchè mi piace, ma praticando TKD mi rendo conto che quello che porto dell'aikido (pratico circa 10 ore a settimana in palestra + allenamneti a casa) mi aiuta moltissimo in dei movimenti che sto, con la ripetizione costante, interiorizzando. Ti invito a vedere un allenamento di due praticanti con almeno 15 anni di aikido sulle spalle per capire quanto possa essere efficace o meno. A quei livelli gli attacchi non sono chiamati nè tantomento c'è uke e tori. Uscite, atemi, tecniche.
    Spero te abbia modo di informarti meglio perchè ti assicuro che il tuo punto di vista è completamente deviato.

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    1. - mi definisci meglio cosa significhi praticare "marzialmente"?
      - mi definisci meglio come andresti a testare l' efficacia nella "difesa personale"?
      - scommetto che il tuo maestro è quello che mi insegnerebbe bene.
      - mi definisci quando possa dire di avere appreso appieno una tecnica? Quando "funziona" l' ho appresa, mentre se non mi riesce quella volta "non l' avevo appresa appieno"? Comodo, mi piace!
      - sì, so benissimo cosa sono gli atemi. O forse lo sai solo tu e vieni a spiegarmelo con tono altezzoso.
      - nemmeno io vorrei trovarmi per strada contro gente con cui ho praticato. Quindi? Dici che siamo pari?
      - si, conosco l' Aikido da una lettura su un sito istituzionale, tre video (non due, uno l' ho visto ora per capire cosa siano gli atemi) e chiesto al Bar di Tonino. Grazie di avermelo spiegato tu cosa sia!
      - mio cugino era un nuotatore, poi è andato a fare arrampicata e ha detto che sulla pietra non avrebbe mai potuto muoversi nuotando.
      - BASTA con sta storia dei corpi speciali, BASTA!!! Dio cristo ma non vi sentite ridicoli a sparare certe affermazioni?! BASTA
      - sono felice per te che lo pratichi per piacere, e non sto facendo ironia. Se la gente praticasse tutto per piacere, senza raccontare in giro di avere i poteri nelle mani, non avrei più nulla da scrivere.
      - perchè mi devi spiegare quanto ti alleni o quali progressi nei movimenti tu abbia ottenuto?
      Io mi alleno una volta quando capita e sto imparando ad andare coi roller, se ti fa piacere saperlo.
      - se non hanno 15 anni alle spalle non sono abbastanza capaci?
      Ah, ma intendi TRA DI LORO? Ok, deve essere molto bello da vedere.
      Possi anche farli aggredire da chi dico io (delinquenti con almeno 15 anni di stupri, rapine, assassini alle spalle) per vederne l' efficacia?
      Posso mandarli sul tatami contro un Jujitero con 15 anni di gare alle spalle, per vederne l' efficacia?
      In nessuno dei casi facciamo attacchi chiamati o prestabiliti eh, così mi mostrano la gente volare per davvero.
      - grazie per l' invito, ma sono troppi anni che ho perso in ricerche ed osservazioni, non ho più niente di nuovo da vedere. Beh, a parte i video eh.
      - Beh, la sensazione del punto di vista è reciproca, quindi...
      Buona giornata.

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    2. La tua risposta infantile è sintomo di un ragazzino che prende sul personale ogni parola e non è in grado di un discorso serio. Il mio maestro è una persona normale, come tanti altri. Ti ho detto quanto pratico per sottolineare che è una pratica per me che va al dilà delle 3 ore settimanali, ma te ci leggi dietro chissà quale accusa particoalre. Credo tu sia piccolo o comunque mai cresciuto, non in grado di affrontare un discorso, barricato dietro le proprie idee ormai chiuse in una cassaforte di ego.
      Onestamente non ho interesse a farti cambiare idea ma il tuo modo di dialogare, dietro sfottò e prese in giro, mi fa passare anche la voglia di provare a dialogare.
      Non starò qui a rispondere seriamente alle tue domande perchè ad ogni mia argomentazione risponderesti come un 15enne (cosa che probabilmente sei).
      Saluti

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    3. Un appunto ad "Anonimo" se mai leggerà la mia risposta. a livello atletico almeno nella mia palestra ci lavoriamo moltissimo. Ninete a che vedere con altri sport (ho fatto TKD e Triathlon molti anni). Tutto, come detto, dipende dal maestro. L'aikido è molto versatile e permette di farsi un mazzo come una casa oppure allenarsi in maniera molto leggera concentrandosi sulla tecnica. Dipende dall'età dei praticanti, dal loro stato fisico, dal maestro etc...
      Non è l'aikido che allena poco ma il singolo maestro, così come in ogni altro sport.

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    4. La tua risposta altezzosa è sintomo di un ragazzone che prende sul personale ogni parola e non è in grado di SOSTENERE un discorso serio.
      Non ho insinuato niente sul tuo maestro, che non so nemmeno chi sia, sei tu che hai risposto nel mio blog portando argomentazioni che, perdonami, sono ben stanco di ascoltare in quanto sono le stesse identiche da decenni e le ho affrontate davvero decine di volte su queste stesse pagine.
      Non è un problema tuo, me ne rendo anche conto, ma il tono con cui la gente continua ad attaccarmi alla lunga ha proprio stancato.
      No, hai citato le tue ore di allenamento per autenticare una tua competenza nella tal cosa, e io non ho motivo di dubitarne.
      Bene, e quindi? Siamo due praticanti da "più di tre ore settimanali", questo cosa cambia? Nulla.
      Il valore delle mie affermazioni è attendibile quanto le tue, tuttavia hai tergiversato sulle risposte, volutamente maliziose e ironiche.
      Tutti i marzialisti si prendono tanto sul serio quando si tocca la loro sacra pratica!
      Ecco, io la pensavo esattamente così, guai a sfottere o a raccontare con sufficienza di arti marziali!
      Nel frattempo sono cresciuto però e certe prese di posizione inviperite non mi riguardano più.
      Le mie idee sono maturate da esperienze ben precise, assolutamente condivise da tanti altri, non che questo mi importi.
      Ma aldilà di tutto questo cianciare, adesso spiegami tu, dall' alto della tua capacità di sostenere un dialogo costruttivo: tu, esattamente, cosa vuoi dirmi?
      Perchè ultimamente è tutto un pullulare di commenti di personaggi arrabbiati che invece di leggere quello che scrivo, invece di controbattere in modo argomentato, invece di spiegare con precisione COSA vogliano specificare, mi vengono a dire di quanto loro siano capaci, forti, nel giusto, bla bla bla.
      Ma dico, qualcuno ha letto quello che ho scritto oppure fate tutti finta? Cioè, il messaggio finale che passa è "l' Aikido fa cagare e io vi ammazzo tutti di botte"?
      Io non sono in grado di sostenere un dialogo con persone che abbiano capito questo, perciò sì, nemmeno io ho interesse a discuterne.
      E poi spiegami, perchè dovresti farmi cambiare idea?
      Ma stiamo scherzando? E pensi che io stia scrivendo questo blog "per fare cambiare idea alla gente"?
      Sono sinceramente BASITO.
      Non mi può interessare di meno di far cambiare idea agli altri, nè ho MAI pensato che fosse un obiettivo di qualsiasi misura.
      Mi trovo in una condizione in cui dico "le pere sono verdi" e la gente mi risponde piccata "cazzo dici? Le banane crescono sugli alberi!".
      Sono perfettamente consapevole che i miei toni sfocino spesso nella presa in giro, del resto non so più come reagire davanti a persone che si prendono tanto sul serio.
      Però ok, mi hai risposto in tono educato, a parte la solita manfrina del quindicenne bla bla bla.
      E allora vediamo: prova a rispondere alle domande che ho posto prima, togliendo le battute e l' ironia per le quali mi scuso.
      Perchè non erano AFFATTO delle domande buttate lì a caso.
      Poi discutiamo pure dei punti di vista.
      Saluti

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    5. Giancarlo tkd e triathlon sono sport olimpici... Con tutta la buona volontá mi risulta difficile pensare ad un aikidoka che si allena piu di un triatleta che deve curare nuoto, corsa e bici. Poco che si allena fare due sedute di nuoto, due di corsa e una di bici nel fine sttimana. Se lo fa seriamente gli affianca sedute di palestra e raddoppia le altre.

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  61. sono felice di fare un discorso costruttivoe non è mia intenzione prendere in giro nessuno. Sono sicuro di quel che faccio perchè ci metto l'anima, sono un ragazzo "fisico", amo il corpo a corpo, ho praticamento molto TKD in passato. Se non vedessi una efficacia nell'aikido non lo praticarei.
    Moltissimi anni fa mi avvicinai all'aikido, ho resistito due mesi!!!! A livello fisico una noia mostruosa, a livello pratico di difesa una perdita di tempo. Ho mollato e ho iniziato un'altra disciplina (TKD appunto). 5 anni fa ho visto una nuova scuola e mi sono detto "proviamo". un altro mondo. a livello fisico massacrante ed un maestro umile, ma allo stesso tempo preparato con un grande bagaglio di aikido e karate alle spale. non meglio o peggio di altri, semplicemente un buon maestro di aikido. L'aikido, a differenza di altre discipline, ha bisogno di molto più tempo per essere interiorizzato perchè sono angoli, traiettorie e movimenti non "consueti". Ci sono molte tecniche che per strada non potrò mai utilizzare, ma le pratico perchè si muovono secondo dei principi che invece sono comuni a tutto l'aikido e per strada si possono usare benissimo. Il problema dell'efficacia non è l'aikido, ma la pratica. L'aikido, a mio avviso, è inefficace se lo consideri solo come "tecnica". Al'ikido inizia dopo un atemi o alla Giapponese "l'aikido inizia dove finisce il karate", ma cioò non lo rende inefficace. Ho ripreso TKD e mi trovo molto bene nello "sparring" con i principi che sto apprendendo in aikido. Il discorso che mi fai te è lo stesso che mi ha ripetuto mio fratello per moltissimi anni (lui è maestro di TKD) fino a che non abbiamo praticato entrambe insieme, ora si è ammorbidito, è riuscito a vedere dietro quello che cerco di spiegare. L'aikido è indubbiamente incomopleta se studiata come tecnica ad uno che sta fermo a farsela fare. Se praticato con fisicità è assolutamente pratica a mio avviso.

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    1. E io sono sempre felice di rispondere pacatamente quando non vengo attaccato.
      Stai raccontando di come abbia trovato una scuola in cui ci si alleni in un modo che tu ritenga valido, potendolo confrontare con altro.
      Del resto ho proprio scritto che alcune tecniche e soprattutto princìpi dell' Aikido siano validi, come in qualsiasi altro stile.
      E quindi non hai nulla per cui offenderti.
      Io conosco maestri di discipline che discuto nel blog, che praticano forme, esercizi prestabiliti assurdi, parlano di energie o crescite morali e tutto il resto, e nonostante questo li rispetto sia come praticanti che come persone.
      Il punto riguarda altro, e se la media degli ambienti rispecchia quanto descrivo non è colpa mia.
      Buona pratica.

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  62. Ma com'è che il 100% dei commenti arrivano sempre dall'1% che pratica lo stile autentico come si deve con il maestro capace?! :) Sono tutti qui! :) Mi fate morire.

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  63. Signori, forse un aspetto importante del discorso di Arte Mortale che è passato inascoltato è quello delle metodologie.
    Il fatto che ad un occhio esperto appare evidente come nell'Aikido ci siano ginocchiate, pugni, calci, gomitate ecc significa che a lezione allenate in maniera specifica queste cose?
    Altrimenti è come dire che facendo kata si allena la lotta.
    Fare movimento non significa fare preparazione atletica, la PA prevede obbiettivi specifici, pianificazione, misura dei risultati intermedi e metodi specifici nell'uso degli strumenti in base agli obbiettivi ricercati.
    Il più delle volte il "movimento" è qualche cosa di molo molto basico e correttamente proposto a un utenza che allenandosi 2 o tre volte a settimana non ha utilità dal fare cose più pesanti.
    Non credo sia offensivo o svilente di nulla.

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  64. Non so cosa dirti. Io parlo solo di me e non per altri. il "mi fate morire" fa riferimento a qualche gruppo o setta di gente fomentata?? Sei fuori strada. Non conosco gli altri che hanno postato qui e, onestamente, nemmeno letto i loro post. Parlo per me, per quello che faccio e come lo faccio. Se non pratiassi con un maestro bravo in maniera seria avrei già mollato (come successo in passato) e non starei qua a parlarne. Se poi per te è normale allenarti senza sudare o faticare e ti sembra strano il contrario evidentemente sei stato molto sfortunato.....

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  65. Noi ci concetriamo molto sugli atemi. Pero anche fare sparring con guantoni per cercare il punto non significa, a mio avviso, combattere. Quello che voglio dire è che oggi come oggi non c'e la necessita e quindi è deceduta l'"arte marziale" seriamente intesa. Oggi ci sono sport da combattimento e discipline che allenano il corpo in primis e formano la persona. Poi riguardo alla loro efficacia dipende dalla singola persona, dalla palestra, dal maestro etc. Ci sono persone 3dan che non sanno muoversi e ragazzi molto piu giovani (di tatami) sicuramente piu abili. L'assoluto a mio avviso non esiste....

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    1. l'efficacia non dipende solo dalla singola persona ma anche dall allenamento che la tua arte marziale e dai tool che ti offre per rispondere. l aikido non offre una preparazione fisica specifica e i tool che offre (al di la dell'efficacia specifica) sono troppi e quindi sempre troppo poco allenati. mi spiego: nell'aikido e in tutte le arti marziali si cerca attraverso la ripetizione dei movimenti di renderli automatici (tanren) e l'obbiettivo è che la risposta nasca automatica da questa esperienza (takemuso). Stessa cosa che si fa per esempio nella boxe. quali sono le differenze:
      nella boxe dopo la fase di shadow, specchio, guanti, sacco faccio sparring con uno che tira a suo piacimento
      e poi le soluzioni al singolo problema (che so un diretto che arriva) sono una o due al massimo in aikido sono mille trecento ventisette
      che anche fossero tutte efficaci uguali e mi fossi allenato lo stesso tempo del pugile le avrei provate x:1327 volte invece che x:2
      ora se poi aggiungi che molte soluzioni proposte dall'aikido richiedono un timing al limite del sovraumano è evidente che l'efficacia ne risente parecchio
      questo finche si scherza in palestra
      quando il tutto diventa reale si aggiunge il problema della paura e della rabbia che fanno perdere lucidita e per cui più la tecnica è complessa meno risulta applicabile
      poi al solito ripeto preferisco studiare placidamente le biodinamiche proposte dall'aikido ma ben conscio che sono principi piuttosto che soluzioni

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  66. Un mio amico mi ha mostrato la tua "recensione" chiedendomi cosa ne pensassi... Gli ho risposto che chi recensisce tutto non conosce nulla. Sei riduttivo, semi-complottista, ma come te ce ne sono tanti... crea tu un concetto che possa farti del bene e fare del bene, vediamo come sei bravo.

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    1. Riduttivo? Cioè? Sempre meglio che essere Illuminati eletti samurai... vade retro, preferisco rimanere un superficiale che giudica le cose nella loro realtà oggettiva senza cercare Verità profonde stabilite da qualche convintone.
      Semi complottista? Ahaha bella questa. Poi magari mi spiegherai in quale "semi complotto" creda, fammi indovinare però, "il complotto delle AMT contro l' intelligenza umana"? Ma quanto me ne dovrebbe fregare?
      Non ho niente da dimostrare a te, niente da far vedere a nessuno, siete voi illuminati che da anni continuate a venirvene fuori con questi inviti a fare del bene, ad essere propositivi ed altre cazzate del genere: dico, ma perché certe proposte non ve le fate a voi stessi?
      Io esprimo liberamente mie considerazioni e mie esperienze e mo arrivano i paladini della giustizia a suggerirmi cosa dovrei fare qui e là, come per correggermi, per insegnarmi in un certo senso a vivere.
      Ma sticazzi ce lo mettiamo?
      Fai molto prima a mandarmi affanculo e continuare per la tua strada, che lato mio le vostre critiche ormai mi scivolano via come olio fresco...
      Questa immagine del Predicatore me la dipinge addosso la gente che nonha capito nulla del discorso, per superficialità, ma poi si permette di darmi del superficiale e mi da consigli.
      Tutto già visto, tutto normale.
      Buona continuazione

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    2. spezzo una lancia a favore di Arte, con cui discutiamo spesso ma dargli del semicomplottista,questo proprio non è corretto. io ne conosco di complottisti,in giro per la rete e lui non lo è. salve

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  67. Interessante e animata discussione ma da praticante di Aikido io mi chiedo: le migliaia di parole sulla pratica del Do giapponese le avete mai lette? Lo dicono proprio loro (i giappo)che si tratta di pratiche derivate da antiche arti da guerra (perchè fino ad un secolo fa andavano in giro davvero ad ammazzarsi per strada con le spade) che hanno preso tutto un'altra via diventando tutta un'altra cosa! L'Aikido disdegnando gare sportive e atemi(si vabbeh ci sono come no) ancora più di tutte le altre. Parliamo di un popolo con una grande cultura marziale ma anche con una concezione della realtà veramente lontana da quella occidentale per filosofia, mitologia, rapporti sociali(forse da qui anche la confusione) che ad un certo punto (non casualmente durante le due guerre mondiali) ha trasformato le proprie salde tradizioni in qualcosa di differente - potevano farlo con la corsa o con il sesso o la pallanuoto... ma loro sapevano combattere ed è ovvio che si sono evoluti su quello. Non è vero che con l'aikido non ci si può difendere in alcune situazioni ma non è minimamente paragonabile alle capacità di altre discipline che vivono e crescono con il solo scopo dello scontro, della competizione o delle botte da orbi! E' chiaro che le leve e le proiezioni fanno male ma la componente marziale da unica e principale è divenuta una delle sfaccettature di un'attività per il corpo e per la mente ed è quindi ovvio che non abbiano più la necessità di essere utilizzabili in contesti reali al 100%. Credo che Ueshiba a suo modo l'abbia proprio fatto apposta dopo la sua svolta "pacifista". Capisco che sia spiazzante scoprirlo all'improvviso ma ragazzi sta scritto pure su wikipedia...
    Che l'Aikido sia fantastico io lo dirò sempre, che l'aikido sia difesa personale efficace è una menzogna.
    E se posso permettermi non è molto da aikidoka flippare così in una discussione e invitare la gente a duelli improbabili...

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    1. Ciao, scusa per la risposta un pò quadrata, è un pò tardi:
      - in che senso i giapponesi si sarebbero evoluti nel combattimento tra le guerre mondiali?
      - io ho continuato a sostenere che l' Aikido si sia sviluppato appunto in una direzione non per forza votata alla pura efficacia in un contesto reale ed attuale, sono gli aikidoka che mi hanno minacciato di morte per averlo detto, come se fosse avessi sminuito la loro pratica.
      E in tutta onestà non ho capito perchè, a meno che non si stia giocando al solito giochino dello stile più spaccaculi degli altri...
      - oddio, non prenderei esattamente wikipedia quale deposito delle verità vere... su wikipedia ci può scrivere qualunque imbecille, e di solito si tende a raccontare le verità più comode alla causa.
      concordo pienamente con gli ultimi due paragrafi ed è emblematico che alcuni continuino a buttarla sull' attacco imperdonabile al loro stile supremo.

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    2. @ArteMortale: UNA aikidoka (un'ignorante che non dovrebbe calcare alcun tatami, in realtà)ti ha minacciato, io sono d'accordo con quanto dici e gli altri hanno mantenuto toni abbastanza civili ;)

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  68. Mi sono espresso male. Diciamo la stessa cosa probabilmente; intendevo appunto che le arti marziali "moderne" giapponesi come judo, aikido, karate vengono codificate in un periodo storico dove per l'avvento delle armi da fuoco(e quindi buonanotte a katane e jo), per gli eventi tragici e traumatici delle due guerre la famosa e anche un pò folle marzialità nipponica viene modellata e incanalata verso altre finalità.
    Ho letto uno scritto di Jigoro Kano per esempio dove lui discute della lotta a terra nel judo ~perchè già allora alcuni suoi allievi si stavano specializzando in questo... il bjj da uno di loro "nasce"~ kano in sostanza sconsiglia di fare troppo uso di questa pratica per il solito discorso di molteplici assalitori(ma questo lo capiscono tuttin, lottatori in primis e pure mia nonna) ma soprattutto e questo è il succo perchè avrebbe inficiato il divertimento nella pratica. Divertimento dice proprio così, non utilità nello scassare l'avversario. Ueshiba impregnato di misticismo scintoista andava in giro a dire che bisognava diffonderlo per creare uomini in pace. Suppongo quindi che la sua sintesi delle tecniche fosse volta proprio a quello, altrimenti ci avrebbe spiegato come cavare un occhio alla kill bill(perchè pare che uno come lui ne fosse capace). Insomma rivolto agli aikidoka se volete fare la lotta vera... andate a fare la lotta!

    ok sorry wikipedia era solo un modo di dire.

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  69. Ehy guarda la ragazzina che fai aikido e che ti dice di andarlo a dire al suo maestro.

    Ragazzina il tuo maestro si incazza come una biscia se scopre che gli procuri sfide conto terzi.
    Come due bisce se scopre con chi gliele procuri.

    Cazzo parlate di pace interiore se poi attaccate briga con sconosciuti su internet.

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  70. probabilmente vuol dire che che tra le due guerre è avvenuto il passaggio da arte marziale a gendai budo con intenti diversi da quello guerresco: judo e karate verso quello sportivo e aikido verso quello meditativo
    in realtà è vero solo per il karate perchè questo passaggio è avvenuto a fine ottocento per il judo e per l'aikido dopo la seconda guerra mondiale almeno l'aikido che conosciamo noi
    tom

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  71. Giusta precisazione temporale grazie. Cmq la sostanza non cambia da pura difesa personale(o attacco personale) si è andati verso una direzione differente rispetto alla mera attività guerresca, lottatoria, assassina o cone la vogliamo definire; hanno tolto da una parte e aggiunto dall'altra. Si può dire (e non lo dico necessariamente in una accezione negativa) che si sono inventati delle nuove tradizioni completamente nuove facendole passare per millenarie... non che non ci fosse religiosità, filosofia, etica ecc. prima e lo testimoniano alcuni testi coi famosi codici dei samurai(ma pure i templari o i guerrieri fenici li avevano...) semplicemente un poco mitizzando la figura del guerriero hanno creato dei sistemi (bellissimi) di attività fisica sportiva spirituale e chi più ne ha più ne metta che potenzialmente sono utili nella difesa ma che NON hanno certamente questo come unico scopo se non addirittura come scopo primario. Insomma ce lo dicono loro per primi: il budo è una cosa diversa dalle arti guerriere dei samurai dei ninja o dei mostri giapponesi della palude.Siamo noi qui che ci tiriamo le pippe. Tempo fa lessi un'intervista a Tissier uno dei massimi esponenti dell'aikido mondiale(tra l'altro la sua scuola di aikido è una delle più "marziali") che alla fatidica domanda risponde: diverse tecniche~ non tutte sottolinea~se usate con forza possono essere temibili in alcune situazioni ma il fine dell'aikido non è questo, il suo fine è dare un sistema educativo e di valori che si basa su una concezione marziale che mira a migliorarti nella vita... e aggiunge potevamo farlo con la pittura o con qualcosa d'altro ma noi abbiamo scelto di farlo così(riassumendo brutalmente). Insomma a lui che pure è ad un livello stratosferico fondamentalmente non gliene frega un beato cazzo di essere una macchina da guerra oppure no... insomma forse sono meno categorico sull'inefficacia totale delle atm rispetto ad Artemortale ma lo quoto cmq tutta la vita! Chi lo attacca semplicemente non ha voglia di riflettere sulle cose, basta leggersi la vita di Musashi il leggendario samurai mito di tutti i nippomarzialisti... questo nella sua esistenza non faceva altro che allenarsi nei boschi e poi andare a sfidare a suon di mazzate bastonate e katanate tutti gli altri esponenti delle scuole samurai. Perchè semplicemente se vuoi sentirti dire lo stile Musashi spacca i culi è l'unico modo possibile... scusate sono stato preso da un raptus e mi sono incasinato ulterormente ma sentire un aikidoka che dice spaccotutto è follia...

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  72. ma,io penso che le leve del aikido (le studiamo anche nel krav) abbiano anche una ragione di essere in conflitti 'a bassa intensità' come liti tra ragazzini/e oppure nel caso uno ti prende per il bavero; mica puoi rispondere con un pugno sul muso!

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  73. ma sai che non son convinto; perchè ricorda che la sfiga ci vede benissimo! mi ricordo della notizia di una giovane morta accoltellata dal suo ragazzo con un mini-svizzerino con una coltellata una roba che se anche lo dai in mano ad un gurka fa fatica a ferirti ma quando tutto può andar male ci va
    metti che per caso gli rompo un polso o un gomito forse alla fine il pugno oltre che più efficace è anche meno rischioso...
    cmq nessuno dubita sulle leve dell aikido il problema è arrivare ad applicarle
    tom

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  74. forse non hai capito cosa intendo per "conflitto a bassa intensità"; non mi riferivo in nessun caso ad un'agressione ,che non va mai presa sottogamba. Mi riferivo a piccole liti tra ragazzini e senza convinzione, vorrei scrivere 'scherzose' ma in effetti non c'è nulla di scherzoso in queste cose. Le leve del aikido funzionano quando l'avversario va sulla lotta, non possono funzionare contro un approccio pugilistico.

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  75. Ragazzi, il post mi sembra animato e piatto ricco mi ci ficco...
    Pratico Aikido regolarmente e Bjj alla come viene viene nel senso che dopo la lezione di Aikido prendo un tizio della lezione di bjj e ci facciamo 5 minuti di sparring con paradenti perché prevenire è meglio che curare.
    Io sinceramente faccio aikido perché mi piace e, a costo di sembrare rompi@@, tutte le tecniche che si praticano a mio modesto avviso sono solo metodi per insegnare al corpo come muoversi mentre si fa finta di giocare a mani nude, con jo (bastone corto da 128 cm), con il bokken (simulacro in legno della katana) o con il tanto (coltello).
    fresca dell'altra sera inizio lo sparring e il mio partner mi arriva quasi a contatto e che fa il sottoscritto? Accetta che se sbaglia il tempo si becca il take down e con animo sereno si fa quasi abbracciare e non appena a lui sembra fatta gli tira un o soto gari (era più da aikido un irimi nage ma non volevo correre rischi con esperimenti non richiesti).
    Fine dell'aikido per quella sessione di sparring. La via dell'aiki sono i primi istanti in cui due persone arrivano a contatto (anzi prima che ciò avvenga), poi devi metterci del jutsu o una gragnuola di colpi e comunque fare solo quello che il tuo corpo sa fare davvero e non quello che ti dice la tua mente.
    Poi per carità, ho provato a tirare qualche sankyo sulle dita ma il tipo non ha collaborato un granché ma anche se a segno non va nulla anche lui era in difficoltà nel cercare una finalizzazione perché aveva una zecca che cercava di giocare a shangai con le sue dita e si dimenava eseguendo anche degli sweep.
    Io non sono un maestro, sono un dopolavorista, ma non sono un pirla e vi dico che il corpo a mio avviso deve essere sempre in movimento e che bisogna avere il sorriso sempre stampato nel cuore perché non è vergogna essere finalizzati ma è vergogna allenarsi senza godersi ogni momento della propria pratica.
    Buona notte a tutti

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    1. @Dijego: Bravo, ottimo commento! Anch'io pratico aikido e condivido il tuo approccio. Ultimamente ho avuto occasione di fare lezione con dei judoka amici e l'ho trovato molto utile e piacevole. Quando negli scambi c'è rispetto, curiosità, umiltà e voglia di imparare, non si può che crescere. Spero in futuro di avere occasione di praticare anche con jitseri (ci sono dei corsi non troppo lontani da casa mia), spero di trovare persone che abbiano voglia di insegnarmi un po'.
      In realtà non nascondo che mi piacerebbe imparare una seconda arte marziale (judo o bjj sono quelle che mi interessano di più), ma pratico aikido da soli 3 anni e non mi sento ancora in grado di affrontare un nuovo percorso da capo (leggi: ho paura di fare dei mischioni confusionari, visto che non sono esattamente una "svelta" a imparare).
      A questo proposito vorrei chiedere a te, a Elisabetta, ad Arte Mortale e a chi ci legge se ha esperienze in merito all'apprendere due arti, come ci si può approcciare, quando è meglio farlo... Tutto quello che vi viene in mente! Grazie in anticipo a chi vorrà rispondere.

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    2. @coccinella: la tua domanda è interessante soprattutto perchè almeno per quanto mi riguarda se solo avessi deciso di apprendere anche uno stile funzionale quando iniziai, avrei capito una ventina di anni prima la disastrosa quantità di idiozie che vengono raccontate in certi stili...
      Purtroppo erano altri tempi, non esisteva Internet per informarsi ed ero uno dei tanti plagiati dai film di Bruce Lee e cinesate varie, fermamente convinto che le AMT fossero una filosofia di vita superiore ai bruti SdC e bla bla bla...

      La risposta che ti voglio dare quindi è inficiata dal disgusto che provo oggi per gli stili tutto fumo e niente arrosto e relativi esponenti ipocriti, ma penso sia valida lo stesso: prova un altro stile il prima possibile.
      Non perchè uno sia meglio dell' altro, ma perchè la personale crescita passa attraverso le esperienze, e l' esperienza si nutre di situazioni e concetti nuovi.
      Ma hai perfettamente ragione a preoccuparti di fare "mischioni", perchè la verità è che se provi una tecnica e vedi che studiata in un modo RIESCE, ti troverai molto a disagio nel simularla altrove, diventerà presto una forzatura.
      Tanto per dire: recentemente ho partecipato a delle lezioni tenute da un amico che insegna ancora AMT; Io ho il massimo rispetto a casa degli altri e non mi azzardo nemmeno a dare consigli ma ad un certo punto provare certe tecniche e colpi mi MORTIFICAVA, sentivo chiaramente di mentire alla mia intelligenza e non riuscivo nemmeno ad eseguire "correttamente" quanto chiesto perchè il mio corpo mi diceva che era SBAGLIATO...

      Avversario di fronte che tira il classico diretto destro e mi chiedi di fare una parata circolare con la mia mano DESTRA passando dall' ESTERNO: questo è il genere di baggianate purtroppo ancora in voga in certi ambienti e stili, e purtroppo solo quando un diretto te l' hanno stampato per davvero sul naso capisci quanto sia innaturale, lenta, strategicamente inadeguata e in definitiva FOLLE una risposta del genere.
      Ecco, io semplicemente non ero più in grado di SIMULARE quella cosa e mi si muoveva da sola la mano SINISTRA già bella lì pronta a deviare in un istante verso l' interno.

      Perciò il mio consiglio è semplice, se sei interessata a provare anche altro fallo senza remore, il prima possibile e con la consapevolezza che man mano il tuo (il TUO) "stile" non sarà più puro ma un mix di quanto stai imparando.
      Detto tra noi si può convivere benissimo facendo Kung Fu della Papera di Giada, Muay Thai a livello mondiale, Fit Boxercise e Killer Crab Magra per le missioni omicide (ah no, "difensive"..) nei quartieri di Nazareth, sta tutto al sapersi inquadrare mentalmente nel dato contesto.
      Saluti!

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    3. Grazie Arte Mortale per il tempo che mi hai dedicato nello scrivere questa articolata risposta, lo apprezzo molto. A breve mi incontrerò di nuovo con i judoka (e confermo quanto detto sopra da un utente: fanno una preparazione atletica davvero mooooolto intensa, prima di provare non mi rendevo conto e ora mi cospargo il capo di cenere!). Il bello è che anche i judoka hanno piacere nel praticare aikido con noi, quindi si prospetta un futuro di scambi regolari e reciproci. Non mi resta che andare a cercare dei jitseri...
      Grazie ancora per l'incoraggiamento!

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    4. Arte perdonami, approfitto ancora: lo farai un post sul jiu jitsu brasiliano? Se dovessi comprarmi un paradenti per cominciare, quale mi consiglieresti? Grazie ancora!

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    5. Grazie a te per il feedback e per la volontà di sperimentare, che è sempre una buona cosa a prescindere da quello che poi si decida di fare o credere.
      Tra l' altro credo che provando con i judoka si riesca a capire meglio anche l' Aikido.
      Complimenti per il tuo maestro, è quella la mentalità giusta.

      Riguardo al BJJ (a proposito, i praticanti si chiamano "jiujiteri") ne ho accennato spesso tra post e commenti, a mio parere è uno degli stili più belli, divertenti ed effettivi in assoluto ma anche in quello penso che sia giusto fare qualche appunto, più informativo che altro.
      Paradenti? Vai nel primo negozio di sport che trovi e prendi il più economico che (roba di 5€), solo per l' arcata superiore e occhio alla misura (per la forma va bollito e adattato ancora caldo) non deve assolutamente ferirti le gengive, farti sbavare o essere troppo grande.
      Solo se poi farai sul serio potrai cambiarlo ma purtroppo anche negli SdC esiste la moda del materiale tecnico fine a sè stesso che costa un botto senza ragione...
      Buon allenamento!

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    6. ciao Arte e coccinella.
      Pratico anch'io BJJ e lotta libera, e devo dire che la mia preferenza in quanto a paradenti ricade sul doppio. questo perché, dovendo "morderlo" da entrambe le direzioni , dona maggior compattezza e robustezza alla mandibola. Ciò mi é di incomparabile aiuto quando faccio striking, ma funziona ottimamente anche nell'occasionale ginocchiata o tibiata del BJJ :)

      Continua così arte! :)

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  76. Dopo alcuni (tanti anni) di ginnastica artistica disciplina derisa dura e molto competitiva, ho deciso di lasciarla perché ormai ero diventata un'anziana di 23 anni.

    Poi sono passata alla scherma e ora ho deciso di praticare aikido.

    Tutti mi dicevano che era una disciplina inutile perché lo stupratore la e qua... Per fortuna non vivo nel Bronx o a Chicago e nemmeno in certe zone violente d'Italia, e non frequento posti strani quindi ho allontanato l'idea che praticare arti marziali=picchiare e uccidere. Ho avuto problemi con certi omini qui in zona ma erano solo dei mammoni cag*sotto che usano la scusa tipo "odio i cani" per dare fastidio alle ragazzE e fare l'omo, li è bastato il classico vatteneincu** ora chiamo,la polizia per allontanarli.

    Tornando a quello che ci interessa �� credo che ognuno ha la sua arte e mi spiego: Ho privato il TKD che devo dire mi è piaciuto a livello di sport, detestato il kickboxing e krav maga magari perché dove sono andata la coatteria era insopportabile. Poi tra l'altro ho notato che tirare pugni non fa per me, mi annoia e non riesco a vedere la nobiltà della cosa, magari questa impronta mi è rimasta dalla ginnastica.

    L'aikido per la mia persona va benissimo: Movimenti fluidi, una grande conoscenza delle leve e quindi del fisico, lo sfruttare i movimenti rotatori, insomma è molto bella. Poi per me che ho il classici fisici da ginnasta bassina 1,60 e magra anche se muscolosa (come tutti i ginnasta) direi che va alla grande.

    Come difesa personale... Come dice una mia amica che pratica TKD l'arte marziale qualunque questa sia dove colpire, in modi diversi ma lo scopo e questo. Se praticata bene ti da sicurezza anche per scappare cosa più saggia da fare praticamente sempre.

    A volte mi alleno con mio ragazzo che pratica Wing Chun e lui rimane stupidi dal fatto checa volte con un semplice gesto ci riesca a usare la sua propria forza contro di lui.

    Insomma basarsi sulla teoria del chi picchia meglio per scegliere un'arte marziale secondo me sbagliato, ogni fisico e ogni mentalità ha la sua.

    Scusatemi per l'italiano, non sono madrelingua ��

    Adriana



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    1. @Adriana: mi spiegheresti meglio la faccenda degli omini che "odiano i cani"?

      Grazie per la testimonianza.
      Però permettimi di dubitare un pò dell' autenticità della tua estraneità all' italiano, ma non importa :)

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  77. "Ho avuto problemi con certi omini qui in zona ma erano solo dei mammoni cag*sotto che usano la scusa tipo "odio i cani" per dare fastidio alle ragazzE e fare l'omo, li è bastato il classico vatteneincu** ora chiamo,la polizia per allontanarli."

    Sei dalle parti di Adria?
    C'e' un in-famoso maestro di aikido da quelle parti con un odio smodato per i cani e le molestie alle ragazze.

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    1. Hehehehehehehehe.....
      una volta ha pure dato un ceffone ad un ragazzino russo maleducato che aveva scritto col pennarello su di un muro di una chiesa veneziana.

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  78. Entro in punta di piedi sull'argomento dato che per puro caso ho letto questo articolo e i commenti. Sono d'accordo in parte con l'autore del Blog, tuttavia è vero che in alcuni casi l'analisi è un po' troppo semplicistica e riduttiva, dato che le cose da considerare sono veramente tante. Non sono qui per fare polemica e premetto fin da subito che il mio scritto vuole essere tecnico e spero venga letto in modo non superficiale. Per quanto possibile cercherà di essere sintetico.
    Pratico Aikido da diversi anni, assieme anche ad un po' di Judo. Da ragazzo ho praticano Karate ed a sprazzi tante altre cose. Non ho praticato SDC solo per puro caso, ma mi sono sempre piaciuti, in particolare la Boxe. Per lavoro poi sono vicino alla DP.
    Innanzitutto bisogna precisare che l'Aikido, come è già stato detto, è un 'percorso' che si prefigge attraverso strumenti marziali di migliore l'uomo nel suo complesso. Il fine, quindi, non è il combattimento o la DP, ma altro. Quindi confrontare la disciplina su questi piani è già di per sé errato. Tuttavia, essendo una pratica che coinvolge il corpo umano, si può tranquillamente discutere sulla funzionalità dei movimenti, l'applicazione ed altro. E sicuramente nascono i primi fraintendimenti.
    Innanzitutto bisogna contestualizzare la disciplina. Molti movimenti hanno senso solo in contesti armati o con l'armatura, altri con la volontà di non lasciare la presa, altri solo come studio della biomeccanica del corpo o per motivi salutistici, ecc... Non tutti quindi ha 'valenza marziale'. Quando si pratica un arte tradizionale lo si fa a volte per portare avanti anche una tradizione appunto, un sapere che magari in un contesto moderno non ha più senso, ma fa parte integrante della pratica, per questo si indossa ancora l'hakama. Di conseguenza ridurre il tutto ad una applicazione marziale non ha senso, per quanto in alcuni casi invece sia utile.
    Da qui partono quindi le prime differenze sugli stili. Discorso noioso ma purtroppo importante. L'Aikido moderno (in questo Pranin ha ragione) nel 70% dei casi non è l'Aikido del fondatore ma del figlio Kissioumaru con l'Aikikai fondation. La didattica e l'insegnamento tecnico quindi deriva dalla visione e capacità del figlio che senza offesa non era di certo delle migliori, anzi. Questo sono in molti a dirlo e motivo di guerre e diatribe tra scuole e stili. Chi si stacca da questo modello sono i maestri della prima generazione con un idea di pratica piuttosto differente, come per esempio lo stile Tomiki, Iwama, Yoshinkan, Yoseikan, ecc...
    Ora quindi nasce un altro grande problema, dato che il fondatore non ha lasciato un sistema didattico come per esempio ha fatto invece Kano. Di conseguenza nascono errate interpretazioni nel corso dei decenni, equivoci tecnici, saperi monchi, visioni parziali.... esempio fra tutti gli atemi. In molte scuole non si eseguono più, peccato che dovrebbero far parte integrante della pratica come nello Yoshinkan e Yoseikan. (Irimi e Atemi per intenderci per usare le parole di Ueshiba). Stesso discorso per le armi dato che in alcuni stili non si usano, mentre in altri si gioca a tenere dei pezzi di legno e basta, mentre nella realtà lo studio delle armi (che non vuole essere uno studio del kenjutsu differente dall'aiki ken ) dovrebbe servire ad usare il corpo e la giusta distanza in un determinato modo, per poi fare lo stesso movimento senza le armi. La rotazione dell'anca infatti nasce dalla spada per fare un esempio fra i tanti, come il come deflettere una lama e poi quindi un pugno. Bene... già qui le cose si complicano perché non è semplice trovare le scuole di riferimento adatte a determinati scopi .

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  79. Un altro problema poi è lo studio della tecnica in sé. Nell'antico jutsu il kata fatto con sincerità doveva portare all'interiorizzazione della tecnica per saperla applicare quasi sempre. Kano capisce che questo ha molti limiti perché non permette l'allenamento esplosivo e più libero e cambia la metodologia dell'allenamento inserendo il randori e limitandolo però principalmente a tutti i nage e sutemi. Ueshiba forse vorrebbe stare nel mezzo e crea dei kata in movimento, che però con gli anni si rivelano troppo finti e collaborativi. L'intento era corretto e probabilmente valido all'inizio dove si praticava talmente tanto e con vigore che si aveva spazio per tutto, anche per il vero confronto, ma ora nell'era moderna lo è poco. Infatti se si parla di applicazione libera diventa difficile se non si hanno interiorizzato molto bene le cose e se non si passa per metodiche di allenamento più moderne, come per esempio con l'uso di protezioni. In alcuni casi questo si fa, ma viene sopratutto lasciato al maestro di turno che magari propone delle drills di un certo tipo con attacchi liberi e non singoli.
    E qui nasce un'altra questione che è molto banale ma tanti non riescono a capire: l'applicazione di un movimento non nasce solo dalla sua efficacia o efficienza, ma dalla padronanza del gesto di chi lo compie. Cioè tradotto semplicemente, se io mi alleno in modo esplosivo, non collaborativo, con forza e velocità e sotto stress, acquisto una padronanza e consapevolezza del gesto tale che dovrei esserlo in grado di applicarlo in mole situazioni. Bene, questo passa per una metodica e volontà di allenamento che nell'Aikido non si fa, non è previsto, mi dispiace dirlo ma è così. Questo è forse non compreso anche da molti aikidoka, mentre è il pane quotidiano per chi fa SDC. Ma appunto stiamo parlando di due pratiche diverse, è questo il punto! L'Aikido non nasce per entrare in gabbia, per intenderci.
    Ma allora si può usare l'Aikido per fare DP? Diciamo NI, nel senso che la Dp non è riuscire a bloccare un pugno, ma riuscire a gestire un pericolo in ogni modo possibile. Quindi l'Aikido diventa utile come lo può essere la corsa per scappare come la ginnastica per cadere e rotolare o la lotta per lottare ecc.. Ovviamente bisogna essere realisti e capire che se si vogliono usare le metodiche dell'Aikido in situazioni reali bisogna avvicinarsi ad il rigore tecnico del Daito ryu, padre dell'Aikido, e magari avere una intensità di pratica simile agli SDC. E questo senza stravolgere nulla, altrimenti non sarebbe più Aikido, quindi, mantenendo determinati principi.
    Per fare un esempio finale l'Aikido nella sua forma più libera dovrebbe assomigliare un po' al Systema russo dato che è molto simile sotto vari punti di vista anche se con metodiche differenti.
    Infine un ultima precisazione sulla disciplina dal punto di vista tecnico. L'Aikido è un arte principalmente di controllo... si applicano controlli in varie forme. La leva è un controllo e all'occorrenza un bloccaggio, il citato kotegaeshi è un controllo, ecc. Gli stessi tsuki molte volte diventano dei controlli. I controlli storicamente nascono con precisi motivi, per questo vengono ripresi dalle forze dell'ordine in generale, dato che è un loro obbligo. Quindi niente di così strano, dato che legalmente rompere il naso ad una persona non è la stessa cosa che applicargli un blocco. . Poi è ovvio che è molto più semplice rompere il naso, ma questo è un altro discorso

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  80. l'aikido nella sua forma più libera assomiglia al judo tanto che gli o'goshi sono praticamente oyo waza dei vari koshinage dell'aikido ed il naname (speriamo non mi legga nessun maestro di aikido) che chiude i vari iriminage ed i kokyunage non sono altro che sgambetti nobilitati e meno efficienti. tutte le altre katame waza hanno senso solo se partono da prese tipo judo. Sfido chiunque ad applicare un nikkyo o peggio mi sento sankyo o yonkyo ad un atemi vero o peggio applicare un kotegaeshi a uno che fa il pugno e tiene il polso rigido ma soprattutto a me mai nella vita hanno afferrato i due polsi da dietro... se in aikido avessi fatto meno ushiro ryote dori e meno suwari wazza non sarei un guerriero ma un po' più felice

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  81. Alcune cose possono essere simili al Judo dato che la radice è la stessa ma il resto è piuttosto differente. Molte prese nascono solo dal cercare di bloccare appunto l'arto che altrimenti colpisce, oppure solo per studiare 'l'inizio' di alcuni principi. Nella tradizione invece servivano per altri tipi di blocchi. Cmq iriminaghe ed il kokyunage non c'entrano nulla con fantomatici 'sgambetti' dato che i piedi rimangono ben piantati a terra. Applicare una leva ad un atemi non è impossibile, dato che non si fanno 'al volo', ma con specifiche metodiche che poi non sono così dissimili dalle moderne pratiche di DP. Il corpo umano quello è che si parli di Aikido, Judo, Karate, Kendo. ecc...

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  82. Buongiorno,
    credo che nelle Arti Marziali ci debba essere un ritorno alla semplicità, all'onestà e al fine che si propongono, oltre quello funzionale applicativo del combattimento.

    In quest'ultimo, a parte metodiche ed esercizi funzionali e propedeutici per apprendere tecniche, principi e quant'altro, occorre necessariamente combattere liberamente.

    Solo lì e solo quando i movimenti diventano puliti si può dire di essere capaci di applicazione reale.

    E questo comporta mettersi in discussione, fare un lavoro sul proprio ego, rendersi conto di quanto non si é capaci... per migliorare ed evolversi.

    Il combattimento libero va fatto col criterio della modulazione, preparandosi in modo tale da fare un lavoro serio ed intelligente, visto che vi é il rischio di traumi e simili.

    A combattere si impara combattendo, così come a fare i massaggi si impara massaggiando, principio valevole per qualsiasi cosa umana: dietro ed insieme ci deve essere una preparazione adeguata a quel tipo di attività che si svolge.

    L'Aikido é una delle tante Arte Marziali sviate negli anni e resa marketing e ridicolo, insieme a tutte le altre che hanno fatto la stessa fine e continuano su questa linea.

    E coloro che purtroppo fanno parte di questo, sono solo carne da macello nel combattimento reale.

    Almeno negli sport da contatto si mettono in difficoltà, combattono sportivamente, ma c'é un vero confronto seppur con regole, cioé imparano a combattere combattendo.

    Mi auguro che negli anni a venire la tendenza cambierà e che le Arti Marziali fuoriescano, tramite gli esseri umani che le compongono, in quello schifo odierno pieno di illusioni, falsità, marketing, e tanta incompetenza e boriosità.

    Fabio Rossetti

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